giovedì, Ottobre 29

Corea del Nord: ecco tutte le armi di Kim Uno sguardo alle capacità delle Forze Armate del Paese più militarizzato al mondo, a cura del ‘Nodo di Gordio’

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Periodicamente la Corea del Nord torna alla ribalta della scena internazionale. Questa volta a causa di numerosissime voci sullo stato di salute del leader nordcoreano, Kim Jong-un, e di qualche segnale di incremento dell’attività militare. Al momento, da Seoul, che continua a monitorare la situazione a nord del 38° parallelo, non arrivano né conferme, né smentite a riguardo.

Il Paese, dal punto di vista militare, è il più militarizzato al mondo, anche se a causa delle ristrettezze economiche e l’isolamento imposto dalle sanzioni internazionali, le forze militari convenzionali della Corea del Nord sono relativamente più deboli, rispetto a quelle dei suoi antagonisti (Corea del sud, USA e Giappone).
Secondo riviste specializzate, la spesa militare di Pyongyang si attesterebbe attorno al 20,8 per cento dei suoi 40 miliardi di dollari del PIL. La maggior parte delle armi nordcoreane sono fornite da Cina e Russia, mentre le esportazioni militari annuali ammontano a circa 100 milioni di dollari. Le forze armate di Pyongyang sono equipaggiate con una vasta gamma di sistemi militari convenzionali, tra cui un gran numero di pezzi di artiglieria e sistemi di lancio multiplo. Le sue ForzeArmate, sono composte da 1,2 milioni su una popolazione approssimativa di 25 milioni e sono tra le più numerose al mondo.

L’Esercito della Corea del Nord conta 950.000 membri, con la maggior parte dei soldati armati di fucili di tipo Kalashnikov di produzione locale. Come i suoi avversari del Sud, ha mantenuto un gran numero di veicoli corazzati per decenni. Sebbene alcuni siano ora prodotti a livello nazionale, la maggior parte sono di fabbricazione sovietica. Avrebbe 5.500 carri armati e 2.200 veicoli da combattimento di fanteria. Secondo il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) la Corea del Nord avrebbe oltre 14.000 sistemi di artiglieria di tutti i tipi, con circa il 70% di tali sistemi dispiegati nelle zone avanzate, in oltre 4.000 bunker sotterranei, molti nel raggio della Corea del Sud. Inoltre, si stima che questi pezzi siano in grado di sparare 500.000 proiettili all’ora per diverse ore.
Un terzo delle unità nordcoreane potrebbe essere in grado di impiegare armi chimiche, attingendo alle 2.500-5.000 tonnellate di agenti chimici che si ritiene siano presenti nel Paese.
Va ricordato che Seoul, capitale della Corea del Sud, popolata da circa 10 milioni di persone, dista solo una cinquantina di chilometri dal confine con la Corea del Nord, e anche se l’equipaggiamento militare di Pyongyang è datato, dalle postazioni d’artiglieria nordcoreane, per lo più nascoste, potrebbe essere scatenato uno sbarramento di fuoco, anche con armi chimiche, devastante e in grado di causare un massacro. L’artiglieria della Corea del Nord sarebbe in grado di colpire fino a 65 chilometri.

La Marina della Corea del Nord, tutt’altro che convenzionale, è in grado di compiere missioni chiave. È senza dubbio, tuttavia, debole in senso tradizionale. Con un massimo di 60.000 marinai, i punti di forza navali del Paese risiedono nella guerra sottomarina. Delle sue 810 navi, 70 sono sottomarini e 10 mini sottomarini. L’elemento più forte della sua flotta di superficie sono le sue tre fregate e le quattro corvette. Ha anche l’insolita e indesiderabile distinzione di avere due marine -una di base sulla costa orientale e una su quella occidentale.
Senza alcun passaggio marittimo da una parte all’altra del
Paese, la portata limitata della maggior parte della sua marina rende quasi impossibile per una nave di stanza su una costa di visitare l’altra.
Il resto della flotta è costituito da cacciamine, imbarcazioni più piccole e hovercraft.
Si stima che circa la metà del totale siano navi da sbarco, che verrebbero utilizzate solo in caso di invasione. La marina della Corea del Nord ha una missione generale -difendere il regime di Kim dagli attacchi esterni- sebbene sia anche usata per la raccolta di informazioni. Le marine operano principalmente nella zona di esclusione di 50 km dalle sue coste.

L’Aeronautica nordcoreana con i suoi 110.000 membri, ha significativamente più personale della Marina. Il suo compito principale è quello di difendere lo spazio aereo nordcoreano. Ha 940 aerei, per lo più di origine sovietica e cinese. Sebbene gran parte dell’attrezzatura sia obsoleta, la densità della capacità di difesa aerea rappresenterebbe una seria sfida all’attacco aereo nemico.

Secondo quanto riportato da FAS (Federation of American Scientist) la Corea del Nord è uno dei leader mondiali nel campo delle forze operative speciali (SOF). Si stima che questa forza sia pari o superiore a 121.500 soldati. Sono organizzati in 22 brigate di fanteria leggera e 7 battaglioni indipendenti di fanteria leggera. Hanno il compito di svolgere cinque missioni di base: ricognizione, eseguire operazioni di combattimento in combinazione con le operazioni convenzionalistabilire un secondo fronte nelle retrovie della Corea del Sud, contrastare le forze di operazioni speciali Corea del Sud / USA nelle retrovie della Corea del Nord e mantenere la sicurezza interna.

Alla fine del mese di gennaio scorso, John C. Rood, Sottosegretario alla Difesa USA, in un aggiornamento sulla sicurezza sulla penisola coreana, ha affermato che, sotto ogni aspetto, la Corea del Nord rappresenta una minaccia continua e credibile per gli Stati Uniti e per gli alleati sudcoreani e giapponesi. «Le attrezzature militari datate ed obsolete sono compensate dalla modernizzazione mirata e aggressiva delle armi convenzionali, così come i programmi nucleari, chimici e biologici». «Nell’ultimo decennio, i leader della Corea del Nord hanno dato la priorità all’aumento, alla complessità e alla letalità di sistemi militari chiave come missili balistici, forze per le operazioni speciali e artiglieria a lungo raggio».

Pyongyang, ha anche sviluppato capacità di guerra informatica dagli anni ’80, con circa 1.800 hacker altamente addestrati nel segreto ‘Bureau 121’ -l’unità di guerra informatica d’élite del Paese (a partire dal 2014).

Il programma missilistico balistico della Corea del Nord, rappresenta una minaccia in rapido sviluppo per la sicurezza globale. Negli ultimi anni, i test missilistici della Corea del Nord hanno incluso nuovi missili e quelli con una gittata più lunga, lanci in mare e lanci di satelliti in orbita. Il più importante è stato lo sviluppo da parte della Corea del Nord di due nuovi missili balistici intercontinentali, l’Hwasong14 e il 15, che possono probabilmente raggiungere gli Stati Uniti continentali. Pyongyang ha mostrato un altro ICBM, l’Hwansong-13, ma non lo ha ancora testato.

La Corea del Nord nell’ultimo decennio ha accelerato i suoi sforzi per lanciare missili in grado di minacciare i Paesi nella regione. Dal 2015, ha effettuato test da numerose località e ha schierato più missili e diversificato la sua già grande forza missilistica balistica, compresi i vettori con piattaforme di lancio su strada e sottomarini.

Questi ampi sistemi missilistici offensivi della Corea del Nord avrebbero dato a Pyongyang la capacità di colpire i territori degli Stati Uniti, tra cui Guam, le forze USA di stanza all’estero e altri Paesi nell’Oceano Pacifico. Sono strumenti che la Corea del Nord potrebbe utilizzare in caso di conflitto in Asia.
Secondo il
Dipartimento della Difesa americano, la Corea del Nord avrebbe acquisito la tecnologia di difesa missilistica russa e starebbe sviluppando le proprie capacità di difesa missilistica mobile, in particolare un sistema di difesa aerea e missilistica mobile. Mentre prodotti indigeni, i suoi intercettori e il sistema radar condividono somiglianze con i sistemi russi.

In passato, la Corea del Nord ha spesso lanciato esplicite minacce missilistiche nucleari contro gli Stati Uniti e gli alleati, lavorando nel contempo in modo aggressivo per mettere in campo la capacità di colpire il territorio degli Stati Uniti con missili balistici nucleari. Nell’ultimo decennio, Pyongyang ha investito considerevoli risorse nei suoi programmi nucleari e missilistici balistici e di conseguenza si sarebbe avvicinata al momento in cui potrebbe farlo in modo credibile.

La Corea del Nord cerca di raggiungere lo status di potenza nucleare, dissuadendo così qualsiasi attacco esterno e usare le sue capacità militari nucleari e convenzionali per costringere la Corea del Sud e gli Stati Uniti a prendere decisioni politiche che garantiscano la sopravvivenza del regime.

Nel mese di marzo scorso, la Corea del Nord ha lanciato una serie di missili a corto raggio, evidenziando così l’intenzione di Pyongyang di seguire ciò che il leader, Kim Jong-un, aveva promesso, nel suo discorso durante la riunione plenaria del 7° Comitato centrale del Partito dei lavoratori della Corea, (28 – 31 dicembre dello scorso anno), di continuare a sviluppare «armi strategiche necessarie e indispensabili», nel corso del corrente anno.

 

* Elvio Rotondo è Country Analyst del think tank Il Nodo di Gordio

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