venerdì, Settembre 25

COP21: il Creatore di morte chiamato a salvare la vita

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Parigi – Domenica 30 novembre e lunedì 1 dicembre a Parigi regnava un’insolita calma. C’erano poliziotti ad ogni angolo di strada, di quando in quando il suono di qualche sirena e un metodico sistema di trasporto dei cittadini.

Il Governo ha esortato la gente a ridurre gli spostamenti. Molte persone erano arrabbiate per la scarsa chiarezza delle comunicazioni governative, così confuse da poter lasciar spazio a ulteriori minacce terroristiche. E’ stato chiesto ai cittadini di non utilizzare le automobili e di ricorrere alla metropolitana, ma anche di evitare il trasporto sotterraneo. La rabbia popolare è anche legata alla conferenza Cop21, che si è tenuta nonostante lo stato di emergenza nel quale il Paese vive da più di 3 settimane, in seguito agli attentati terroristici del 13 novembre. Considerati gli scarsi risultati previsti dalla conferenza, i parigini hanno mal sopportato questa situazione di ulteriore pressione.

In effetti è difficile smentire questo atteggiamento di sfiducia. Di fatto, la Cop21 non giungerà a nessun risultato concreto. Si tratterà più che altro di una sfilza di scatti fotografici e una serie di acrobazie diplomatiche dove sembrerà che i leader di tutto il mondo stiano cercando di salvare il pianeta dai danni causati dall’Uomo, come se l’Uomo non fossimo noi stessi con la nostra falsità e il nostro egoismo, ma come fosse un essere estraneo che tempo fa ha ferito il nostro amato pianeta, nonostante tutte le nostre buone intenzioni.

Messi insieme, siamo tutti quell’Uomo capriccioso ed egoista. La Cop21 è soltanto un grande evento che nasconderà a malapena la più grossa bugia: tutti gli sforzi messi in atto dalla comunità internazionale per fermare il cambiamento climatico hanno fallito semplicemente perché i leader  mondiali non stanno facendo la cosa giusta. Stanno combattendo i sintomi, e non la vera malattia.

Il cambiamento climatico è un fatto. Il Cairo coperta di neve nel 2013 – un evento estremamente raro, lo scioglimento dei più grandi ghiacciai e una serie di disastri naturali sono una prova lampante del fatto che qualcosa, sul nostro pianeta, sta andando storto. Se a Il Cairo nevica, è ora di prendere sul serio il cambiamento climatico.

Come già il nome suggerisce, la Cop21 è la ventunesima conferenza delle Nazioni Unite sul riscaldamento globale. Conferenza dopo conferenza, i leader mondiali non sono riusciti ad agire efficacemente per cambiare la situazione e adesso si incontreranno a Parigi, con lo spettro del fallimento di Copenaghen 2009. Cosa è cambiato da allora?

Obiettivo della Cop21 è raggiungere un accordo vincolante tra i vari Paesi del mondo, rappresentati dai rispettivi leader, per ridurre le emissioni nocive ed impedire che la temperatura del globo non aumenti di più di 2 gradi prima del 2100. E questa è la prima pecca della conferenza.

Il cambiamento climatico è un sintomo, la ripercussione di un problema, ma non è il problema. E ridurre l’aumento della temperatura potrà al massimo ridurre la portata del problema stesso, ma le temperatura continueranno comunque ad aumentare. Nella più rosea delle ipotesi passeremo il problema alle generazioni future, tra qualche decennio. Il clima sta cambiando perché la Terra è inquinata.

Ma anche l’inquinamento è una conseguenza di criticità più grandi: un uso sproporzionato, insano e avido delle risorse naturali da parte dell’Uomo da un lato, e una mancanza d’investimenti tesi ad utilizzare le energie rinnovabili dall’altro. In altre parole, l’inquinamento sta distruggendo il pianeta e il cambiamento climatico è una conseguenza di questa distruzione in atto. La bestia da combattere è l’avidità che sta alla base dell’inquinamento.

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