mercoledì, Agosto 5

Convulsioni, e …. alla fine ha ‘vinto’ Mattarella Ha sopportato in silenzio le bizze e le isterie di un ceto politico avventuristico e impreparato, superficiale e qualunquista, e alla fine ... un capolavoro mattarelliano

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Al termine, si spera, delle convulsioni che hanno condotto alla soluzione di ieri sera (la formazione del Governo Conte), una breve riflessione a mente semi-fredda si impone, a partire da Sergio Mattarella per arrivare a Giuseppe Conte.

Comincio da una osservazione umilmente, ma amabilmente, critica verso il direttore di questo giornale. Direttore che, mi pare di capire da vari indizi, sia di sesso femminile, ma per me è direttore se e finché dimostrerà, come ogni direttore che si rispetti, di disporre ed usare i … che mi pare, infatti, che sappia usare, ma che oggi mi induce egualmente ad una piccola osservazione. Titola, infatti, un suo bell’articolo di fondo ‘Perché stiamo con Mattarella’. Nulla da ridire sul contenuto, ma il titolo …
Io per credo che un giornale non debba essereper’ o ‘controquesto o quello, come del resto, purtroppo, fanno molti  -giornalisti e non, e soprattutto tutti i sedicenti giornalisti. Se lo si è, si rischia di apparire di parte (magari, poi, non è così) che è esattamente ciò che sta squassando questo Paese, che si cerca di trasformare in un’orda di tifosi: il contrario della politica. Dunque, io sonoper’, maperla Costituzione.

Lo sono per un motivo tanto semplice quanto banale: la Costituzione è il sistema di regole su cui si fonda la convivenza dei cittadini, di tutti i cittadini -una volta si diceva convivenza ‘civile’ … oggi comincio a usare questa parola con grande cautela. Quelle regole sono le sole che possano garantire tutti, ma sono tutte e ciascuna modificabili con procedure chiare e inequivoche e predeterminate, non cambiate per l’occasione o magari a cose fatte. Tutte le norme possono essere modificate nella nostra Costituzione salvo due che, formalmente, non lo possono: quella che esclude la ri-costituzione del partito fascista (peraltro largamente aggirata, nell’indifferenza se non connivenza di molti) e quella che esclude che si possa cambiare la natura repubblicana del nostro Stato. Ma stia tranquillo il giovane aspirante monarca Luigi Di Maio, anche quella norma si può modificare, è solo più complicato. Appunto: si può modificare rispettando le regole.
Il segreto di una convivenza civile è tutto lì: rispettare le norme che ci sono finché ci sono e quindi, se del caso, cambiarle, utilizzando quelle stesse norme.
Ecco perché diconon dalla parte di Mattarella‘, ma ‘dalla parte della Costituzione‘. Anche perché, nella misura in cui un Capo dello Stato fa il suo dovere, e lo fa correttamente, non fa altro che applicare la Costituzione, con la quale si identifica.

E Mattarella ha fatto esattamente questo. Con una pazienza da santo con le stimmate, ha sopportato in silenzio le bizze e le isterie di un ceto politico avventuristico e impreparato, superficiale e qualunquista, di idee ondivaghe da mal di mare, fino alla buffonata insolente dell’impeachment. Certo, alla fine, pochi saranno i giornali (salvo questo, spero, se il direttore continuerà a mostrare i … ) a criticare il modo indecoroso in cui si arriva ad una soluzione comunque pasticciata  –pochi perché tutti in corsa ad allinearsi, lo vedrete, anzi già lo vediamo.  Ma prima Mattarella, che non è un uomo ma è una istituzione della Repubblica, ‘è la Repubblica, è stato lasciato solo, non criticato soltanto, ma attaccato, ‘à la western’, prima spari e poi dici mani in alto. Tutti pronti e solerti a dire che ‘avrebbe dovuto … ‘, ‘era suo dovere … ‘, tutti: dopo. Poi, ora, tutti a direbravo Mattarella’, ‘ha fatto bene’, ‘che lucidità!’, e via adulando e si capisce, c’è quella consulenza là, quel comitato lì, quella prebenda qui …
E allora io nel mio piccolo, nel mio piccolissimo -lontano da studi televisivi e da salotti, privo perfino della barba regolamentare che insieme alla camicia sgualcita e sbottonata -forse anche sporca- e con la ‘pettola’ di fuori rappresentano la divisa del giornalismo combattente in TV, magari in devota contemplazione delle mirabili gambe di Barbara D’Urso; io, nemmeno emerito, ma solo pensionato per colpa di una certa Gelmini che crede che io sia vecchio (dopo appena cinquantadue anni e nove mesi di contributi? puah!), privo infine (eh, lo so, non sono nemmeno emerito, che volete?!) privo, dico, della competenza universale che ognuno sbandiera su giornali e TV, scarso di statistiche mirabili, ma mai mostrate, e quindi improbabili, che dimostrano puntualmente numeri alla mano il contrario di quello che dice con altrettante statistiche il convitato di fronte, tanto è una compagnia di giro-  dico (e lo avevo già detto e poi perfino ripetuto) semplicemente che Mattarella ha fatto ciò che doveva, non solo ciò che poteva, ciò che doveva.

La Costituzione dice che il Governo lo nomina lui e lui lo ha fatto come ha potuto, di fronte a politicanti sbracciati e urlanti, che invocano la piazza, cercando di mediare tra ciò che poteva e ciò che doveva fare per evitare sfasci maggiori.
La Costituzione dice che il bilancio dello Stato deve essere in equilibrio (povero Quintino Sella, che si chiede agitatissimo nella tomba: ma che ca … è l’equilibrio?) e lui ha cercato di garantircelo, e di garantire che se ne rispettassero gli obblighi internazionali regolarmente assunti dall’Italia.
Regolarmente, appunto, perché gli obblighi comunitari della Costituzione repubblicana sono un obbligo costituzionale. Tutti gli obblighi, quelli che piacciono e quelli che non piacciono, quelli che permettono di finanziare l’agricoltura e quelli che vietano di sforare sulle quote latte, quelli che fanno divieto di concorrenza sleale e di aiuti di stato alle imprese, ecc., ecc., per non parlare di quelli che impongono il rigoroso rispetto dei diritti dell’uomo, di tutti gli uomini. Chi ha letto di recente l’articolo 2 della nostra Costituzione e l’articolo 6, in particolare il n. 3, del Trattato UE? Se li leggessero e magari una maestrina con la penna rossa e una grande pazienza, li spiegasse a Salvini e Di Maio, forse si renderebbero conto di quante sciocchezze dicono in particolare sulla UE.

Garantire, ho detto, e lo ripeto, è il suo compito. Garantire -e questa è stata credo l’operazione più difficile e più costosa per lui, umanamente parlando intendo- il rispetto di una delle norme più belle al mondo, unica forse nella sua articolazione: «la sovranità appartiene al popolo» (art. 1.2 della Costituzione). Appartiene, è sua e solo sua, non dei partiti o dei vari capataz degli stessi. E appartiene al popolo, non alla maggioranza parlamentare, ma al popolo per intero, a tutto il popolo. Il che vuol dire, tra l’altro, che in un sistema in cui nessuno ha vinto -perché nessuno ha vinto- nessuno, un paio di mestatori non possono mettersi assieme a caso per fare una maggioranza non scelta e non votata dal popolo, e per di più imporne le decisioni o i contratti’ (altra ridicolaggine da circo) tra di loro a tutti. E per di più affermando che stanno realizzando la volontà del popolo: ma quale popolo?

E ora vedremo che succede, ma stiamo sul chi vive, perché con gente cheragionacosì, c’è da aspettarsi di tutto.

Mi limito, in conclusione, ad un commento telegrafico sulla soluzione trovata.
Sorprende che una persona della levatura di Paolo Savona invece di mandare tutti al diavolo e di schiaffeggiare quei grillini che ne avevano chiesto con spocchia bambinesca il ritiro, abbia accettato di partecipare con un ruolo subordinato -ma si sa, il potere attira sempre, e poi non si sa mai. L’ingresso di Enzo Moavero Milanesi come un garante di Mattarella e della UE, potrebbe essere il suggello di un capolavoro … mattarelliano. Silvio Berlusconi resta solo e ciò potrebbe consentire l’operazioneRenzenda‘ (Renzi-Calenda) di creare un partito repubblicano (sic), o della Repubblica, che cercherà di inglobare Forza Italia o quel che ne resta, scrollandosi di dosso le ultime schegge di sinistra ancora nel PD. Il resto è nel grembo di Giove, ivi compresa la qualità di tutto ciò.

Ma, vuoi vedere che alla fine ha ‘vinto’ Mattarella?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.