sabato, Gennaio 19

Conte, Salvini, Di Maio: ripicche di rais costretti a durare Obiettivo: il voto UE, ma soprattutto il Quirinale così il regime si compirà

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La soluzione della vicenda migranti dimostra a gran voce e sottolinea due fondamentali cose. Con una premessa, alla fine la «soluzione» (ipocrita, ormai è una caratteristica di questo Governo) è stata trovata: invece che alla Chiesa cattolica, se ne danno «una quindicina» (facci 18 va’, buon peso!) ai Valdesi (persone tra l’altro di altezza umana e culturale pressoché divina). Così si nasconde a metà la brutta figura e lo stato «non ci mette nemmeno un centesimo». Cosa credete, siamo umani noi! E ora inizia l’altra nobile ‘battaglia’: il TAV … alla fine lo faremo, ma a una sola canna, magari gestita dai buddisti!

Ma dunque dicevo, due cose. La prima, che si ottiene qualcosa solo trattando e se, trattando, si è credibili. Matteo Salvini se ne faccia una ragione e si vergogni per dove ha portato con Luigi Di Maio il nostro Paese. È infatti evidente che è stata Malta a negoziare, con fermezza, ma anche con intelligenza, per ottenere la redistribuzione dei migranti non solo delle due navi, ma anche dei 200 circa già fatti sbarcare, a Malta, con quella intelligenza politica che a noi è mancata. Sorvolo sul fatto che prendersela sempre con Malta che è un’isola con 500.000 abitanti non è nemmeno ridicolo, è roba da clown vigliacchi!

In altre parole, Malta, trattando, ha ottenuto la redistribuzione anche dei migranti che aveva ‘generosamente’ fatto sbarcare chiedendone la redistribuzione. Ciò che non ha ottenuto l’Italia con quelli sbarcati dalla Diciotti eccetera, ma che specialmente l’Italia ha inutilmente cercato di ottenere senza riuscirci: non per cattiveria dell’Europa (certo quella c’è, c’è stata e ci sarà, l’egoismo non è una prerogativa solo nostra) ma per incapacità e insipienza e arroganza nostra e solo nostra.

L’isolamento internazionale dell’Italia, dunque, continua e si approfondisce. Ormai è guerra continua con tutti e su tutto: siamo in aperto conflitto con la Francia per il buffonesco atteggiamento dei grillini contro il Governo francese; siamo in conflitto con l’UE che ci ha messo sotto stretto controllo i conti, riservandosi anche (umiliazione inaudita) la somma di due miliardi a garanzia del mantenimento degli impegni italiani con l’Europa, e sorvolo sull’IVA; siamo in conflitto con la Germania che attacchiamo un giorno sì e l’altro pure a causa della presunta imposizione tedesca dell’accordo con la Turchia, certamente demenziale, ma l’Italia cosa ha fatto per impedirlo? siamo in conflitto con l’Olanda e in genere i ‘paesi nordici europei’ per lo stato miserando dei nostri conti pubblici che terrorizzano quei Paesi; con il Lussemburgo, per piccolo che sia, il nostro abile ministro Salvini è venuto praticamente alle mani; siamo guardati con sospetto dall’Austria che un giorno sì e l’altro no minaccia di mettere i carri armati alle frontiere; e così siamo isolati verso l’Europa: le frontiere con la Francia e con l’Austria sono presidiate … ah è vero, anche le nostre con la Francia, bella soddisfazione!

Ma non basta. Abbiamo continuato e contribuito a creare ed approfondire una crisi grave con l’Egitto grazie alle buffonesche ‘visite’ gridatissime di Di Maio («Regeni è uno di noi»attribuito ad al Sisi … roba da dichiarazione di guerra) e ancora più urlata di Roberto Fico che ha interrotto i rapporti della Camera dei Deputati con il Parlamento egiziano; ci siamo fatti amare dagli Hezbollah in Libano, che dovremmo tenere tranquilli con i nostri militari che lì rischiano la pelle (Salvini no, indossa solo le divise della Polizia, dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile … tra poco lo vedremo uscire di casa con le stellette da Generale), ma non siamo riusciti a mettere piede nell’unico posto in cui ci poteva essere utile, in Niger, per controllare meglio i flussi di profughi a causa del veto francese, guarda un po’; abbiamo terremotato mezza politica estera italiana andando a dire ad Israele (aggressiva come non mai) che avremmo pensato seriamente allo spostamento della nostra ambasciata a Gerusalemme (tanto per farci qualche amico in più), ma non abbiamo trovato una parola da dire per condannare lo stillicidio di morti palestinesi nella Cisgiordania, territorio illegittimamente occupato da Israele (e sì che come Italia e come Europa, avremo armi potenti assai, armi economiche … e invece facilitiamo il turismo in Israele!); abbiamo rapporti che più difficili non si può con ogni possibile forza politica in Libia, dove abbiamo mezzo abbandonato al Sarraj e mezzo ‘assunto’ Haftar, ma anche un po’ di capi di milizie assortite, ma chiudiamo gli occhi di fronte ai massacri di diritti dell’uomo agli stupri, alle violenze e sopraffazioni di ogni genere perpetrate dai nostri ‘amici’ libici contro i migranti, anzi c’è chi se ne vanta, e abbiamo affidato alla Libia una zona SAR, definendo la Libia porto sicuro, che non accetta nessun paese al mondo, e addirittura, ennesimo schiaffo al nostro ormai ridicolo paesino, Muscat, il primo ministro maltese, incontra, lui!, al Sarraj per dirgli che così non va e che non va bene affatto che i migranti vengano trattati in quel modo in Libia: lui, Muscat, non noi, a noi va benissimo che li massacrino, che ce ne frega, l’importante è che nemmeno uno metta piede in Italia: non affogano? Forse. Li ammazzano prima. Non abbiamo ancora litigato con l’Iran, ma dategli tempo, Salvini e Di Maio sono ora occupatissimi a cercare di scassare l’Europa alleandosi con quanto di peggio si è fatto e pensato. E alla fine ci ritroviamo una quindicina di migranti, che non avremmo (cioè Salvini e Di Maio non avrebbero) mai voluto sul nostro territorio, ma guardati con sospetto da mezzo mondo. E ora, abbiamo pure il problema della possibile condanna europea della sbandierata ‘alleanza’ tra Fincantieri e STX, dopo avere rischiato di rimetterci un sacco di soldi quando Macron fermò brutalmente l’operazione e poi con questo lucido Governo che si fa isolare per cui alla fine sono proprio (guarda caso) Francia e Germania che ci mettono nei pasticci con l’Europa, per ‘abuso di posizione dominante’.

Non male.

Ma non basta: vediamo la seconda. In tutto questo guazzabuglio non poteva mancare e non è mancata la cattiveria quotidiana, quella senza la quale Salvini e Di Maio non possono dormire: loro mica sono boy scout, non fanno una buona azione al giorno, ma una cattiva. E quindi Salvini fa fuoco e fiamme dall’estero dove si sta accordando con i peggiori razzisti di Europa, e minaccia di rientrare in Italia a fare sfracelli, tra cui la solita riunione del ‘vertice’.

Cerco solo un minuto, tanto è inutile, di dedicare una riflessione ai modi e ai tempi. Tanto per cominciare il ‘vertice’ non esiste nel nostro ordinamento, non ha ragione di essere, non è previsto né dalla Costituzione né dalla legge: è una riunione privata di persone private, che poi se ne vanno a cena o a donne (sono tutti maschietti … pare) ma non ha alcuna rilevanza giuridica.

Il Ministro dell’interno ha certamente delle competenze, ma i governi non sono la somma di tanti piccoli ras o principetti dispettosi e arroganti. Comunque non lo è quello italiano. Checché ne pensi (si fa per dire) Salvini, il Governo è un organismo collegiale, nel quale il Presidente è solo, come si dice con il solito latinorum, primus inter pares, insomma non ha il potere ordinatorio che hanno i suoi pari in altri ordinamenti, come quello tedesco o inglese. Solo per questo Salvini e Di Maio possono parlare tanto: in altri paesi sarebbero stati buttai fuori dopo dieci minuti.

Ciò non toglie che il Presidente, per usare le parole esatte dell’articolo 95 della Costituzione: « … dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l’attività dei ministri» e inoltre a norma dell’art. 2 della legge 23.8.1988 n. 400 (e sue modificazioni): «indirizza ai ministri le direttive politiche ed amministrative in attuazione delle deliberazioni del Consiglio dei ministri nonché quelle connesse alla propria responsabilità di direzione della politica generale del Governo» e «può sospendere l’adozione di atti da parte dei ministri competenti in ordine a questioni politiche e amministrative, sottoponendoli al Consiglio dei ministri nella riunione immediatamente successiva» e infine «può deferire al Consiglio dei Ministri, ai fini di una complessiva valutazione ed armonizzazione degli interessi pubblici coinvolti, la decisione di questioni sulle quali siano emerse valutazioni contrastanti tra amministrazioni a diverso titolo competenti in ordine alla definizione di atti e provvedimenti».

A meno che, dunque, Salvini non intenda fare cadere il Governo (senza che ciò impedisca la realizzazione di quanto decide con il suo potere di indirizzo generale il Presidente e il Consiglio dei Ministri) non può fare gran che, salvo sollevare un conflitto di attribuzioni di molto dubbia verosimiglianza. Sempre che, ovviamente, il Presidente del Consiglio esista.

Alla fine, mi pare, si tratta solo dell’ennesima ripicca, che indubbiamente è fondata sull’idea (uso il termine in senso lato) dei due dioscuri, di esserepadroni del Governo e del Paese. Il Ministro in quanto tale non ha ‘competenze’ esclusive, che non siano sotto il potere di coordinamento del Presidente del Consiglio. I due stanno solo spostando le proprie pedine in vista della acquisizione di potere dopo le elezioni europee, dato che, allo stato dei fatti, Salvini è formalmente (ma lo sarà anche dopo le elezioni) ‘minoritario’ rispetto a Di Maio: alla Camera i grillici hanno 220 deputati contro i 125 di Salvini. Alla fine, dunque, troveranno il modo di uscire dal cul de sac in cui si sono infilati, dando modo al soave avvocato del popolo, di fare vedere che ha le …

E qui, chiunque dovrebbe concludere che poi si spaccheranno dopo le elezioni europee, lo dicono tutti. A dire il vero potrebbe essere anche prima, per tentare di fare una super-elezione sia per le europee che per le nazionali, ma non mi pare verosimile. Ma io ribadisco, comunque, quanto ho già detto e scritto più volte: è facile che anche allora il Governo non cada, perché i due non hanno molto interesse a sfasciare tutto e ad andare a nuove elezioni pochi mesi dopo quelle europee, specie se il risultato dei ‘sovranisti’ non sarà così clamoroso come si aspettano. Il loro interesse, mi perdoneranno Buttafuoco e Travaglio ‘illuminati’ sulla via di Damasco, è di mantenere il potere a tutti i costi fino alla elezione del successore di Mattarella e solo allora, finalmente i due si confronteranno realmente per decidere chi resta.

Solo che allora, della nostra democrazia non resterà molto. Certo, se nel frattempo risorgesse una sinistra, senza tutta la gente che oggi dice di rappresentarla, mentre finisce di distruggerla, qualche probabilità di contrastare questo disegno forse ci sarebbe. Forse … personalmente sono molto poco fiducioso. Spero di sbagliarmi!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.