giovedì, Giugno 20

Conte e Putin: Russia-Italia ‘partner strategici’ Mosca avverte: se gli Usa dovessero dispiegare i missili di medio raggio in Europa, la Russia sarebbe costretta a prendere di mira i Paesi che li ospitano

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Incontro a Mosca tra Vladimir Putin e Giuseppe Conte. «La Russia è un partner strategico dell’Italia e mi darete atto che fin da subito ho dimostrato particolare attenzione per questo Paese», ha detto il premier italiano. «Sono qui oggi per dimostrare al presidente Putin la costante disponibilità dell’Italia al dialogo: le sanzioni non possono essere un fine ma un mezzo per risolvere le divergenze».

«La Russia è fondamentale per la soluzione della crisi libica e Mosca assicurerà il suo rilevante contributo all’esito della conferenza promossa dall’Italia a Palermo, sulla quale ho ricevuto il pieno appoggio di Putin», ha poi detto Conte. «Appoggiamo gli sforzi dell’Italia per la crisi in Libia ma non so se potrò partecipare personalmente alla Conferenza», ha detto invece Putin, che poi ha confermato: «Sappiamo che l’economia italiana ha basi molto solide, ci fidiamo del governo italiano e noi siamo sicuri che i problemi saranno risolti».

Il primo ministro russo Dmitri Medvedev ha discusso invece con Conte le possibilità per dare un impulso allo sviluppo dei rapporti bilaterali. «Sono sicuro che il suo incontro di oggi con il presidente Putin, i negoziati e altri eventi che faranno parte della sua visita saranno veramente importanti, daranno un impulso allo sviluppo dei nostri rapporti». Putin che poi ha lanciato un messaggio chiaro: se gli Usa dovessero dispiegare i missili di medio raggio in Europa, la Russia sarebbe costretta a prendere di mira i Paesi che li ospitano.

Negli Usa, alcuni ordigni sono stati recapitati a Hillary Clinton e a Barack Obama nei loro uffici. Secondo le prime informazioni, dovrebbero essere frutto della stessa mano, così come quello recapitato ieri a George Soros. Un altro ordigno sospetto è stato indirizzato alla Casa Bianca e intercettato nella base militare della Joint Base Bolling di Washington. Lo afferma il Secret Service che ha avviato un’indagine a tutto campo. Al lavoro anche l’Fbi per identificare i responsabili.

Dopo un iniziale rifiuto, le autorità saudite hanno ora concesso alla polizia turca l’autorizzazione a effettuare un’ispezione nel pozzo del giardino del consolato di Riad a Istanbul, richiesta nell’ambito delle indagini sull’uccisione di Jamal Khashoggi. Intanto fonti giornalistiche confermano che il piano dei sauditi era di convincerlo a tornare in Arabia Saudita. Se si fosse opposto, allora sarebbe stato drogato con dei tranquillanti per portarlo in una ‘casa sicura’ di Istanbul per 48 ore. Per la prima volta però il presidente americano Donald Trump ha ipotizzato una responsabilità diretta del principe saudita Mohammad bin Salman nell’uccisione del giornalista.

In Iraq, le forze governative hanno cominciato la seconda fase di dispiegamento in un’area a nord di Baghdad a lungo dominata dall’Isis. La zona del dispiegamento si trova a sud-ovest di Kirkuk, a lungo contesa tra arabi, curdi e turcomanni, e un anno fa messa sotto controllo delle forze federali di Baghdad.

Chiudiamo con l’India, perché proteste sono scoppiate in Kashmir, dopo che le forze di sicurezza di New Delhi hanno ucciso due miliziani in uno scontro a fuoco in un sobborgo della città di Srinagar. Le forze di polizia hanno sparato colpi di avvertimento in aria e impiegato gas lacrimogeni contro i civili che lanciavano pietre. Quattro di loro sono rimasti feriti.

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