venerdì, Dicembre 13

Conte e Cantone, guerra e armistizio Prima le ‘botte’, poi l‘ammorbidimento’: se temporaneo o meno si vedrà

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Il primo imponente scontro del neo Presidente del Consiglio Giuseppe Conte avviene con il Presidente del’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone. Sono i primi passaggi di quanto abbiamo provato a prefigurare in ‘Governo Conte’, si va (finalmente) a incominciare’ su ‘L’Indro’ di mercoledì 6 giugno (2018). Il Movimento Cinque Stelle deve fare i conti con la concretizzazione delle grandi speranze che ha suscitato da ormai non pochi anni, e non sarà facile. E Salvini si muove in maniera inquietante e pericoloso con la sua trionfante Neolega, ma anche dimostrando di essere capace ed empatico. Mentre ad alzare i toni dello scontro è, ora e con ogni probabilità ancor più in prospettiva con la ‘scoperta’ strumentale dell’antifascismo e della retorica ‘antipopulista’, il Partito Democratico. Che del neonato Governo è stato in realtà il principale artefice.

Conte ha sentito in questo giovedì 7 giugno (2018) il Presidente dell’Anac e nel corso del «colloquio cordiale» si è convenuto sulla necessità di rafforzare la lotta alla corruzione «individuando specifici percorsi di legalità nell’ambito della Pubblica Amministrazione, operando però una semplificazione del quadro normativo vigente, in modo da consentire il riavvio degli investimenti nel settore dei contratti pubblici». Ieri, nella replica alla Camera, era stato proprio Conte ad aver dato fuoco alle polveri, affermando: «Cercheremo di valutare bene il ruolo dell’Anac, che non va depotenziata ma in questo momento non abbiamo dall’Anac i risultati che ci attendevamo. Possiamo valorizzarla però in una prospettiva di prevenzione». Cantone ha replicato «Mi sento tranquillissimo. Il mio incarico finisce nel 2020».

Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, ha incontrato il Presidente Anac: «Semplificazione per far ripartire gli investimenti e liberare le energie del Paese. Trasparenza per garantire legalità ed efficacia alla lotta anti-corruzione. Il settore degli appalti pubblici può e deve coniugare sburocratizzazione e rigore etico. Il nostro incontro ha avuto al centro uno scambio di vedute importante e costruttivo. Abbiamo particolarmente parlato del nuovo Codice dei contratti e di quello che in esso va migliorato per far partire e ripartire tante opere pubbliche oggi bloccate. Il mio Ministero intende aprire un tavolo di confronto per le migliorie legislative che servono. Cercheremo la massima collaborazione con Anac, nella convinzione che bisogna voltare pagina rispetto ai troppi scandali del passato». E ancora: «La corruzione fiorisce soprattutto laddove c’è eccessiva discrezionalità nelle decisioni, accompagnata da complessità e opacità nelle regole. Ecco perché una reale semplificazione, a favore soprattutto degli enti locali che devono investire per migliorare le loro infrastrutture e i servizi ai cittadini, può e deve coniugarsi con controlli più penetranti, in maniera da colpire non solo la pratica della mazzetta, ma anche e soprattutto quell’area grigia in cui prospera la collusione tra colletti bianchi, imprenditori compiacenti e criminalità organizzata». Parole importanti, alla ricerca di un equilibrio in primo luogo ‘interno’ da parte degli uomini di Governo a Cinque Stelle.

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