venerdì, Settembre 25

Conte: ammissione di impotenza Dal MES a Draghi passando dalle discoteche: banale e volgare scaricabarile, ma anche una folle ammissione di impotenza o peggio di incapacità di governare

0

Sempre più di frequente, la lettura dei giornali, ma specialmente le chiacchiere in libertà, ma sempre sussiegose dei nostri sedicenti politici, ma in particolare (ahimè non sedicenti) governanti, lasciano interdetti. Interdetti sia per i contenuti, spesso strampalati o semplicemente vanagloriosi benché sempre fumosi -ne vedremo fra poco un esempio- sia per l’evidente incapacità di controllare l’eloquio, oltre i contenuti, che sempre più spesso appaiono ‘scappare’ da tutte le parti ai logorroici parlatori.
Tipica e ormai incisa nella pietra, qualche settimana fa, la dichiarazione di Luigi Di Maio (insomma, Giggino) circa il fatto di avere incontrato Mario Draghi e di avere trovato in lui tutto sommato un bravo ragazzo, che certamente si farà. Immagino che Draghi, che in ogni caso è visibilmente una persona intelligente, si sia sbellicato dalle risa e la cosa sia dunque finita lì. Il guaio è che ha fatto ridere anche mezzo mondo e questo non ci giova. Specie nel momento in cui, grazie alla sua raffinata politica tallyerandiana aiutata dal Metternich a Palazzo Chigi, la Turchia trasferisce 15.000 mercenari (per di più siriani) in Libia e noi non abbiamo nulla da dire.

Ma ora, dopo un, purtroppo brevissimo, periodo di silenzio (fotografie con la fidanzata a parte) è tornato prepotente in scena Giuseppe Conte – pochette in persona, tutto azzimato e compreso, abbronzato e soddisfatto. E l’altro giorno ne ha inanellate alcune di cose, che se non fossero estremamente gravi, sarebbero solo da ridere.
A proposito delle discoteche. Che sia stato un errore gravissimo aprirle, dato che è evidente che la riapertura ha determinato una esplosione delle infezioni. Anche se, in particolare anche tra i pazienti di Alberto Zangrillo, la cosa è ben altra, perché, dato che il virus non esiste più, i suoi pazienti eccellenti (anzi, dice Zangrillo testuale: ‘i soggetti poi divenuti pazienti’ … ormai siamo alla filosofia analitica) sono affetti da strane affezioni, dalla prostatite polmonare al mal di pancia polmonare bilaterale, ma per carità lievissima, ecc. Cito da un tweet molto divertente attribuito a lui o chi per lui, dove afferma: «#ultimora Zangrillo «le cazzate che dico circolano ancora, ma hanno una carica virale molto più bassa».

Plaudo -permettetemi l’inciso- alla lezione secca di buona educazione e di stile, che Sara Serraiocco ha dato al solito Sgarbi alla Mostra di Venezia, alla quale mi piacerebbe sapere perché partecipava, per di più senza mascherina e sbaciucchiando ostentatamente varia gente! Potrei dire, si vergogni, ma lascerei pensare che sappia cosa sia la vergogna!

Tornando a noi, se una cosa è chiara è che il virus inesistente, indebolito, trasmutato, immusonito o che so io, se ne è visto bene nelle affollate discoteche, a cominciare da quelle del mitico Briatore, negazionista come Sgarbi e infetto, sia pure di lusso.
Ora, alla domanda, scusi, ma perché diamine ha aperto le discoteche, il Presidente del Consiglio dei Ministri, sedicente ‘premier’ (carica che non esiste in Italia, ma specialmente va detto che definirsi tale, in un giurista, è un errore da matita blu), avvocato di non si sa quale popolo, comunemente noto come pochette, risponde lapidario: «il Governo era contrario, ma le Regioni hanno insistito e quindi sono state riaperte». Letto bene? Il Governo decide una cosa e le Regione fanno di testa loro; bene, che aspetta la Magistratura ad incriminare un po’ digovernatorie magari anche pochette?
Scaricabarile? Certo, banale e volgare scaricabarile, ma anche una folle ammissione di impotenza o peggio di incapacità di governare.

In questo periodo di pandemia si è assistito alla sfascio programmatico dell’unità nazionale, a partire da Lombardia, Veneto e Liguria, fino alla quasi secessione promossa da Nello Musumeci, che addirittura vuole cacciare gli stranieri dalla Sicilia e forse anche l’Italia dalla Sicilia. Ma, a parte ciò, abbiamo visto pretese continue di fare da sé delle Regioni, e anche clamorosi e gravissimi errori delle stesse, alle quali il Governo ha opposto una resistenza minima e timida.
È più che ovvio che una buona parte dei guai che ancora abbiamo, e avremo, in fatto di Covid-19, sono dovuti al fatto non solo che ognuno, ogni Regione ma ormai anche ogni Comune ecc., vuole fare a modo suo, ma che, al momento opportuno, le stesse Regioni ecc., si trovano in difficoltà e, da un lato, strillano che hanno bisogno di soldi dal Governo brutto e cattivo (lo abbiamo visto con la Lombardia e non solo, che strillava che voleva i mezzi per curare … ma a modo suo, i pazienti COVID, fino a costruire un ospedale inutile, per puro spirito di rivalsa, auspice Bertolaso), dall’altro, al primo stormir di foglie, scaricano la responsabilità sul Governo.
Pochette, dunque, ha provato una sorta di restituzione del colpo basso, ma affermando una cosa di una gravità senza pari. Ha infatti detto, dichiarato, di essere incapace di tenere insieme lo Stato, ma di non averne nemmeno l’intenzione. Insomma, roba da dimissioni immediate, da sfiducia a furor di popolo. E invece nulla: lo dice a Antonio Padellaro (che non batte ciglio … ma tu guarda!) e va avanti con il solito sorriso melenso.

Ma poi, deve essersi sentito rassicurato dalla faccia benevola di Padellaro e Peter Gomez, è andato avanti, sparandole sempre più grosse, ma specialmente dimostrando che ormai la frenesia del potere e il distacco dalla realtà sono molto preoccupanti.
Prima di tutto, lui uno manco eletto, ha detto che vedrebbe bene una conferma di Sergio Mattarella al Quirinale. In sostanza, nella sua vanagloria, ora si mette addirittura a fare il creatore di Presidenti, interferendo, lui uomo dell’Esecutivo, con una delle funzioni più delicate e proprie del Parlamento. Evidentemente allo scopo di lanciare messaggi trasversali, tesi a garantirgli la permanenza a Palazzo Chigi, forse perché comincia a sentire di non essere più in grado di tenere la situazione in mano. Ormai, infatti, la sua totale incapacità e inettitudine sono talmente sotto gli occhi di tutti, che nasconderle appare impossibile. Cerca uno sponsor pochette, e, credo cominci a capire che, a parte Giggino & co. che già gli hanno detto di no, il PD proprio non se lo fila più, e quindi l’unica possibilità di restare al potere (per di più con i servizi segreti in mano … mossa non da poco!) è costruire una sorta diaccoppiataMattarella/Conte … sostenuta dall’oscillante Matteo Renzi.
È, in altre parole, alla frutta, non sa che fare e, infatti, ad ogni domanda sul programma di Governo, sfugge o va per campagne. «Abbiamo progetti a centinaia, ora sceglieremo, le infrastrutture, la digitalizzazione … », insomma le solite frasi fatte.

Il clou lo ha raggiunto quando, alla domanda su Mario Draghi come suo possibile successore a Palazzo Chigi, ha detto che lui con Draghi ha un ottimo rapporto, anche se, ha lasciato intendere, è portatore di lobby. Lo ha detto parlando apparentemente di altro, ma … ci siamo capiti. Ha detto che ha cercato di farlo nominare Presidente della Commissione Europea, dopo il rifiuto di votare Timmermans, ma … udite udite, lui ha rifiutatoperché è stanco’. Il piccolo particolare che una proposta italiana sarebbe stata accolta da una risata omerica, lo ha taciuto, e che Draghi sapeva perfettamente a cosa sarebbe andato incontro e quindi si è guardato bene dal prenderlo in considerazione! Ma intanto, ha aggiunto con la sua solita nonchalance, che certo le alleanze attuali non reggono, ma lui insiste: «i partner si stanno conoscendo meglio, bisogna solo avere pazienza». Coraggio Bettini, invita Giggino a ballare, dai … ah già, c’è il Covid-19!

Anche sull’inizio delle scuole si resta a bocca aperta: il Governo ha fissato una data tanto per fare, poi le Regioni sono libere di fare diversamente!.
Per quanto riguarda il MES se ne è uscito, infine con una cosa clamorosa. Premesso che Roberto Speranza non gli ha chiesto più soldi”!!!!!!, i suoi dubbi sul MES derivano dal fatto -attenzione- che se si spendono quei soldi per migliorare la sanità disastrata di questo Paese, poi si dovrà fare le manutenzione di ciò che si è costruito e acquistato, e i soldi non ci sono. Capito? … questi sì che sono statisti!
Stiamo con questi statisti al Governo, con questi uomini in politica, con l’idea -anche questa sbandierata senza ridere con il pensoso assenso di Padellaro e Gomez (ve li immaginate se lo avesse detto Zingaretti?)- per cui meno parlamentari avranno più senso di responsabilità e quindi saranno meglio degli attuali … che evidentemente giudica degli imbecilli. Che uno potrebbe anche condividerlo, ma se ci avesse spiegato come mai i meno scelti sempre dagli stessi, dovrebbero essere migliori dei più scelti sempre da loro, sarebbe stato gentile.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.