mercoledì, Agosto 5

Contaminazioni artistiche in continuo divenire field_506ffb1d3dbe2

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L’essere artista, presuppone un insopprimibile desiderio di comunicare, di esprimersi, di voler offrire al mondo un proprio punto di vista. Cercando di scuotere e coinvolgere gli stati d’animo più profondi dei propri potenziali interlocutori. Le grandi suggestioni artistiche ruotano da sempre intorno ai grandi temi della vita dell’uomo. Amore, dolore, malattia, morte, angoscia, solitudine, solo per citarne alcuni.
Il problema che si ripropone costantemente al fare di ogni artista di ogni epoca consiste nella scelta del ‘linguaggio’ da adottare per raggiungere le sue finalità. Potremmo dire che è quasi fatale che per un pittore ‘la tela diventi troppo stretta’, per uno scrittore lo diventi ‘il romanzo’, per un musicista ‘lo spartito’.
I tempi mutano, e incidono in profondità nei gusti e nelle sensibilità. Certe forme di espressione artistica, che si ritenevano consolidate fino a poco tempo prima, mostrano la corda, suonano come vecchie, datate, già viste o sentite. L’angoscia del rinnovamento comincia a spirare nelle coscienze degli artisti maggiormente consapevoli. Nasce la necessità diforzarei linguaggi precedenti.

Le contaminazioni artistiche nascono sotto l’impulso di queste spinte di vitale rinnovamento dei codici espressivi. Soprattutto questo anelito trova coronamento sperimentando le nuove opportunità  utilizzando ‘materiali’ non collaudati precedentemente in linguaggi artistici, oppure confrontandosi con l’impetuosa quanto inarrestabile spinta tecnologica dilagante dal secolo scorso.
Elemento questo imprescindibile del nostro vivere, come ben individuato e, per primi dai Futuristi. In tutti i settori artistici, i formalismi più o meno sedimentati fino all’Ottocento vengono, così, da allora messi radicalmente in discussione e superati. Le diverse discipline artistiche si aprono le une alle altre, inaugurando percorsi imprevisti.
Grande contenitore di queste ‘contaminazioni’ è il cinema. Pittori, sentendosi sacrificati nella ‘tela’ si apprestano a fare altre esperienze. Fu il caso, ad esempio, del pittore polacco Tadeusz Kantor, che trasportò il suo ingegno in Teatro, rivoluzionandolo completamente. Un Teatro, il suo, ‘povero’ come nella tradizione dei grandi teorici e registi di quel Paese. Spettacoli nati in un clima di grandissimo artigianato, dove la tecnologia era assente. Questo a significare che le insopprimibili necessità creative degli artisti possano abbracciare le scelte di percorsi inaspettati e imprevedibili.
La Poesia ha perso, nel corso del tempo, a partire dall’invenzione della stampa a caratteri mobili di  Gutenberg, l’apporto della musica come sua componente strutturale.
Dal progresso, della tecnologia si sono determinate opportunità precedentemente imprevedibili, quali ad esempio ‘l’aereopittura‘ creata dai Futuristi. Che altro non era se non la consacrazione della possibilità di vedere le cose artisticamente da un altro punto di vista, dall’alto, da quello che si può godere stando in volo su un aereo.
Contaminazioni forte in Teatro si hanno avute con l’affermarsi per un periodo del genere del Teatro Danza.  Con le ‘installazioni artistiche’, la contaminazione fra pittura, scultura, e media, traccia il percorso di questi equilibri più avanzati. Le prime installazioni si fanno risalire a Marcel Duchamp, celebre quella nella quale il fruitore doveva guardare dalla serratura di un fienile. Al centro dell’installazione vi è il fruitore. Questo genere espressivo, si è affermato dagli anni settanta del secolo passato. Un Arte visiva, nella quale video, o proiezioni su schermi, sono essenziali al genere. La fantastica ricchezza, delle possibilità offerte dall’ibridazione tra l’operato di questi elementi è facilmente intuibile.
Questa inesausta ricerca di mezzi, di nuovi canali espressivi coinvolgenti a tutto tondo, è, a nostro avviso, quel giusto senso di insoddisfazione permanente che spinge l’artista a continuare nel suo operato. Tentando sempre, tra le righe,  la realizzazione del mito ‘dell’Arte Totale‘ di Wagneriana memoria.  Anche qui, sarà solo un problema di ‘sincretismi’? Sarebbe troppo facile per tutti. A noi basta sapere che ancora non è stata detta l’ultima parola in materia di percorsi artistici e creativi. E speriamo che ciò non abbia mai a verificarsi.

 

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