lunedì, Luglio 22

Congresso delle Famiglie di Verona: l’improbabile rivincita delle tenebre protagonisti del raduno sono uomini e donne in ritardo di secoli, incapaci di leggere ciò che esula dalla loro angusta visione del mondo

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Uno dei manifesti del prossimo Congresso Mondiale delle Famiglie, che si svolgerà a Verona dal 29 al 31, contiene gli ‘obiettivi da realizzare in agenda europea’, una declaratoria di affermazioni talmente involute che, se corrispondono al veroper vincere il fastidio, l’imbarazzo, l’incredulità e lo sgomento, bisogna fare finta di trovarsi di fronte ad un testo volutamente provocatorio e demenziale.
Se non si adotta questo espediente di autotutela, si rischia di essere investiti dalla spaventosa regressione sottesa, minacciati dallo scricchiolio sinistro della ragione o da rimandi di patologia, che affiorano direttamente dalle sentine della storia e da fanatismi incapaci di mettere il naso fuori dalla porta.

Per sedare l’angoscia generata dall’inettitudine, per rassicurare quei bambini mai cresciuti che si annidano nei loro tenebrosi mondi interiori, vorrebbero fermare il mondo, rimpicciolirlo fino alle dimensioni delle loro anguste dimore, realizzare il sogno di bloccare il progresso, annullare i diritti, decidere chi è normale e chi è fuori dal cerchio. Impossibilitati a vincere, per manifesta mancanza di talento umano, sperano di fare perdere gli altri, tutti gli altri, così che la loro grettezza appaia meno insostenibile.

Uomini e donne fuori dal tempo, assenti dal presente e di sicuro dal domani, sigillati in un eterno passato, arcaico e inemendabile. Oppressi da una visione fobica della realtà, se ne difendono con l’ossessione del controllo, esercitato soprattutto sulla vita del prossimo, che vorrebbero asservire a criteri esistenziali arbitrari. I loro, gli unici ammessi.

Non varrebbe neppure la pena parlare di queste pericolose pretese, se non fosse per il fatto che l’imponente fenomeno della regressione dei diritti, il convitato di pietra della manifestazione veronese, coinvolge la quasi totalità della destra italiana, oggi al governo, nonché vasti settori della Chiesa cattolica, probabilmente maggioritari, nostalgici di un tempo in cui l’uomo era appiattito dall’ignoranza, dalla superstizione, condizionato da orrende trascrizioni di una Bibbia severa e senza Vangeli. Un mondo minore e senza speranza.
Solo in questi scenari, privi della luce dell’intelletto, della scienza, della buona religione (quella che avvicina) e dell’altruismo, questo passato che non passa può illudersi di recitare qualche parte, sia pure da comprimario. Questa è la ragione per la quale detestano tutto ciò che apre le menti, rivelando l’accecante bellezza di mondo illuminato dalla ragione, dalla libertà, dalla solidarietà tra lontani e tra diversi.

Purtroppo, tale degenerazione trova terreno di innesco anche nella Chiesa cattolica, da molti consacrati delusi dalla progressiva perdita di autorità, che vorrebbero tornare a imporre la legge dell’obbedienza a un gregge docile, sottomesso per inettitudine esistenziale. Il grande assente è proprio il Nazareno, alla manifestazione di Verona, che gronda di un fascismo atemporale che attraversa i secoli e continua a vedere nella libertà e nella diversità minacce intollerabili, come l’ombra che teme l’irruzione dei raggi del sole, giacché le farebbe sparire.

Mi chiedo come si faccia a deformare così una religione evoluta, fondata su un messaggio di apertura, di fratellanza, di solidarietà e asservirla a finalità opposte, sposando ideologie politiche razziste, che minacciano l’Italia, l’Europa e il mondo intero. Che tutto questo muova anche dal cristianesimo fa intendere quale opera di manipolazione sia stata esercitata nei secoli sulla creatura di Cristo, tradendone radicalmente il senso e spingendola sul piano inclinato dell’ambiguità, dove si è collocato in questi giorni pure il segretario di stato Vaticano, Pietro Parolin, dichiaratosi d’accordo sul contenuto del convegno. Una vera sconsideratezza.

Voglio sperare che il prelato non conosca fino in fondo la concezione che i membri di questa associazione mostrano di avere sulla dignità e sui diritti delle persone omosessuali, su quelli delle donne, e in generale cariche di disprezzo per le libertà degli esseri umani. Summa di pensieri che suonano come una dichiarazione di guerra alla convivenza civile, piena di rancore e di ostilità verso tutto ciò che reclama rispetto e dignità.

Se il cardinale fosse davvero informato, si sarebbe reso conto che fornire una qualsiasi forma di incoraggiamento a tali fenomenologie, significa picconare il futuro della Chiesa cattolica, già oggi minata da particolarismi e divisioni, sempre più infiltrata da stili di partecipazione che ricordano quelli dei culti e delle sette del continente americano.

Tra tanti punti deplorevoli, uno mi colpisce, perché è la spia della visione segregazionista che anima i partecipanti, si tratta della richiesta di legalizzare lo studio privato in casain tutti i Paesi’. Richiesta figlia di una visione fobica della realtà, del mondo, dell’altro, della convivenza. Una delle tante conseguenza di una paura di contagio che ne nasconde altre assai più gravi. Argomenti a sostegno di questa chiusura si possono trovare in tutto il filone integralista, a cominciare dai ragionamenti di don Luigi Giussani tesi a giustificare la scuola cattolica.

Si provi a pensare. Un Dio sceglie di visitare il mondo, si fa crocifiggere per affermare che gli uomini sono tutti fratelli e che dunque devono amarsi e soccorrersi, fidarsi reciprocamente. Il risultato è quello del Congresso di Verona, che afferma l’esatto contrario, proprio in nome di presunti valori cristiani, partendo da un’idea di inimicizia, di diffidenza, di discriminazione, con l’aggravante che la più alta autorità politica della Chiesa si dichiara d’accordo.

La tentazione è quella di pensare che a Gesù sarebbe convenuto invecchiare serenamente in una casa di riposo, godendosi la frescura sotto le palme. La ragione, invece, suggerisce che quell’uomo, detto da laico, è forse stato l’unico vero rivoluzionario della storia, che la sua lezione continuerà a renderci migliori, malgrado gli epigoni più devoti facciano di tutto per sostituire il suo magistero inimitabile con quello di guru paranoici, venditori porta a porta, che qualche volta vengono pure beatificati o addirittura canonizzati.

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