venerdì, Febbraio 26

Congo: ucciso Ambasciatore italiano Luca Attanasio L’imboscata è stata tesa nelle prossimità di Goma, capoluogo della Provincia del Sud Kivu, a est della Repubblica Democratica del Congo. L’Ambasciatore stava viaggiando in un convoglio militare della missione ONU, MONUSCO

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Giunge alla redazione la triste notizia dell’assassinio dell’Ambasciatore italiano a Kinshasa, Luca Attanasio, vittima di una imboscata di un gruppo ribelle non ancora identificato. L’imboscata è stata tesa nelle prossimità di Goma, capoluogo della Provincia del Sud Kivu, a est della Repubblica Democratica del Congo. Il nostro Ambasciatore stava viaggiando in un convoglio militare della missione di pace ONU, MONUSCO, che scortava il nostro diplomatico e i rappresentanti del Programma Alimentare Mondiale e il Capo della Delegazione Unione Europea a Kinshasa. La Delegazione stava per rendere visita a progetti di emergenza finanziati dal governo italiano ed UE. Nell’attentato è stato ucciso anche il carabiniere Vittorio Iacovacci, addetto alla sua protezione.

Le notizie sono ancora poche e frammentarie. I governi di Kinshasa, Roma e il Parlamento di Bruxelles avrebbero deciso di non divulgare troppi dettagli al fine di non inquinare le indagini, immediatamente scattate, secondo nostra fonte diplomatica africana. L’assassinio sarebbe avvenuto nelle prossimità del Parco Nazionale del Virunga secondo alcune fonti dopo l’aeroporto della città di Goma. Notizia non ancora ufficialmente confermata.

L’Ambasciatore Luca Attanasio è morto sul colpo assieme alla sua guardia del corpo” ha dichiarato il Maggiore Guillaume Djike, portavoce delle divisioni est della FARDC (Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo). Il Maggiore Djike ha riferito la morte di altre due persone del convoglio senza specificare l’identità delle vittime. La notizia è stata confermata da autorevoli fonti diplomatiche occidentali e dalla Agenzia Italiana ANSA.

E’ con profondo dolore che la Farnesina conferma il decesso, oggi a Goma, dell’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio e di un militare dell’Arma dei Carabinieri. L’ambasciatore ed il militare stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della MONUSCO, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo”, dichiara un comunicato stampa del Ministero Affari Esteri.

Se verrà confermato, il luogo della imboscata, il parco di Virunga è di cruciale importanza per comprendere gli autori di questo vile attentato. Il Parco di Virunga è un noto nascondiglio di alcuni gruppi armati, soprattutto del gruppo terroristico ruandese Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda – FDLR.

All’inizio di febbraio gli eserciti congolese e ruandese hanno riattivato l’Operazione Corridoio Est per debellare definitivamente i terroristi FDLR considerati la più preoccupante minaccia per la sicurezza nazionale e regionale. La riattivazione dell’offensiva militare è stata preceduta da violenti scontri avvenuti a fine gennaio tra le forze armate congolesi e l’esercito burundese. La giunta militare di Gitega aveva avviato un’offensiva nel Sud Kivu con il supporto della milizia paramilitare Imbonerakure e i terroristi ruandesi del FDLR per bloccare i preparativi di invasione dei gruppi burundesi dell’opposizione: FOREBU, RED TABARA, FNL. L’esercito congolese dopo violenti combattimenti aveva costretto i reparti burundesi e le milizie loro alleate a ritirarsi in Burundi.

La ripresa della campagna militare contro le FDLR è stata seguita da un importantissimo incontro tra i Presidenti Felix Tshisekedi e Paul Kagame che verteva sulla sicurezza regionale. Durante l’incontro, era stata individuata la priorità di eliminare le FDLR e si erano ventilate soluzioni diplomatiche molto dure per convincere la giunta militare burundese a interrompere l’alleanza con questo sanguinario gruppo terroristico responsabile diretto del genocidio ruandese del 1994 e di impedirgli di utilizzare il territorio burundese come ‘save haven’ per i loro attacchi in Congo.

Al momento qualsiasi ipotesi sui mandanti e i motivi dell’assassinio sarebbero delle semplici congetture inopportune che rischierebbero di inquinare le indagini in corso.

Luca Attanasio, nato nella provincia di Milano, 43 anni, laureato all’Università Commerciale Luigi Bocconi e detentore di un Master in Politica Internazionale, intraprende la carriera diplomatica nel 2003 con un incarico alla Farnesina presso la direzione degli Affari Economici, Ufficio sostegno alle imprese. Questo incarico gli permette di avviare una felice carriera al MAE. Segretario della direzione generale per l’Africa, Vice Capo del sottosegretario di Stato con delega per l’Africa e la Cooperazione Internazionale.

Dal 2006 al 2010 ricopre l’incarico di Capo dell’Ufficio Economico e Commerciale presso l’Ambasciata d’Italia a Bernae dal 2010 al 2013 ricopre il posto di Console Generale reggente a Casablanca, Marocco. Nel 2013 rientra alla Farnesina dove riceve l’incarico di Capo Segreteria della direzione generale per la mondializzazione e gli affari globali. Nel 2015 occupa il posto di primo consigliere presso l’Ambasciata d’Italia in Nigeria e nel settembre 2017 diventa il capo missione a Kinshasa, Congo. Dal 31 ottobre 2019 è stato confermato in sede in qualità di Ambasciatore Straordinario Plenipotenziario accreditato in RDC. Luca Attanasio lascia la moglie Zakia Seddiki e tre bimbe piccole.

Il vile attentato avviene in concomitanza con la fuga dell’ex dittatore congolese Joseph Kabila dalla sua residenza a Lubumbashi. L’ex dittatore ha attraversato la frontiera con la Zambia per giungere successivamente negli Emirati Arabi.  Il suo entourage politico afferma che non si tratta di una fuga ma di una risposta ad un invito di vecchia data ricevuto dalle autorità della EAU. I suoi collaboratori si sono riservati il dritto di non indicare i motivi della visita e la sua durata.

Fonti diplomatiche africane affermano che si tratti di una fuga in quanto il Presidente Tshisekedi avrebbe ordinato il suo arresto per sottoporlo ad un processo per crimini finanziari attuati durante la sua lunga permanenza alla Presidenza, dal 2001 al 2018. In gennaio Tshisekedi aveva interrotto l’alleanza politica con Kabila, dissolvendo il governo con il chiaro obiettivo di escludere ai vertici dello Stato sia Kabila che il suo movimento politico.  Le stesse fonti diplomatiche informano di rumori che accuserebbero Kabila di voler attivare un piano eversivo per destabilizzare il Congo e destituire Tshisekedi. Il piano prevedrebbe una partecipazione attiva del gruppo terroristico ruandese FDLR al est del Congo.

Le FDLR dal 2002 al 2018 sono state il primo partner politico, militare ed economico del governo Kabila. Dal 2015 sono i principali partner militari del regime burundese inseriti ai vertici dell’esercito e della polizia. Le FDLR, appoggiate dall’ala dura del regime comandata dal Maggiore Generale Alain Guillaume Bunyoni (attuale Primo Ministro), controllano le milizie genocidarie burundesi Imbonerakure di cui uno dei più feroci leader è stato nominato Ministro degli Affari Esteri del Burundi. Le FDLR dal 2016 hanno lanciato 4 tentativi di invasione del Ruanda per riprendersi il potere perduto nel 1994 e per  finire lo sterminio della etnia minoritaria tutsi.

Il capo della polizia di Goma avrebbe riferito ai media congolesi di non essere stato contattato per l’organizzazione del convoglio MONUSCO dove si trovava il nostro Ambasciatore, aggiungendo che se fosse stato contattato avrebbe dato parere negativo. La green light per la sicurezza sarebbe stata data dalla Agenzia ONU di Coordinamento delle Attività Umanitarie OCHA e dai caschi Blu del ONU. Secondo le prime notizie ufficiose, è da escludere che si trattasse di un tentativo di rapimento in quanto i terroristi hanno immediatamente aperto il fuoco sul convoglio.

Le autorità congolesi hanno inoltre riferito alla ‘Agenzia France-Presse’ che l’Ambasciatore italiano sarebbe deceduto all’ospedale di Goma a seguito di diverse ferite all’addome. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito l’incidente come un attentato vigliacco. Il Ministro Affari Esteri Luigi Di Maio è rientrato di urgenza dal Bruxelles dove stava presenziando una riunione con i suoi omologhi europei.

Gli inquirenti sono già all’opera per comprendere mandanti e ragioni dell’agguato. Le forze dell’ordine e l’esercito sono stati attivati per rastrellare la zona in cerca di sospetti. Negli ambienti diplomatici africani si fa sempre più insistente l’ipotesi del coinvolgimento dei terroristi ruandesi FDLR. Un coro unanime scarta l’ipotesi di un tentativo di rapimento finito male. Secondo le testimonianze, i terroristi hanno immediatamente aperto su diverse posizioni il fuoco contro il convoglio ONU. La pronta risposta dei caschi blu ha impedito che il bilancio delle vittime fosse maggiore.

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