martedì, Settembre 22

Congo: sotto assedio coronavirus, continua a comprare armi anche italiane Oltre a Covid-19, ricominciano i contagi di ebola e morbillo. Nel budget nazionale del 2019 sono stati spese per la sanità 292 milioni di dollari. Niente se confrontati al budget destinato alla Difesa pari a 5,9 miliardi di dollari che ne fanno un ottimo mercato per l’industria bellica italiana

0

La Repubblica Democratica del Congo sta vivendo un periodo drammatico della sua storia. L’elezione del leader politico Etienne Tshisekedi (nata sotto cattivi auspici di frodi elettoralie accordi segreti con il dittatore Joseph Kabila) ha ridato speranza alla popolazione martoriata da oltre 50 anni da due terribili dittature: quella di Mobutu Sese Seko e della Famiglia Kabila a cui si aggiungono due guerre Pan africane (1996 – 1997 e 1998 -2004) e una situazione permanente di guerra a bassa intensità nelle province est ricche di materiali preziosi.

A grande sorpresa Etienne Tshisekedi ha ‘tradito’ il Rais (Joseph Kabila) inaugurando una politica di riforme, lottando contro la corruzione, tentando di riorganizzare pubblica amministrazione, polizia, esercito e magistratura. Ha inoltre compiuto l’impensabile: una campagna militare all’est del Paese per proteggere la popolazione contro i gruppi armati congolesi e stranieri, per la maggior parte soci in affari con la Famiglia Kabila per lo sfruttamento illegale di oro, coltan, diamanti e altri minerali preziosi.

Grazie ad una cooperazione militare con il vicino Ruanda e offensive congiunte tra esercito congolese e ruandese (rientranti nel quadro della Operazione Corridoio Est.), il Presidente Tshisekedi sta infliggendo duri colpi a queste bande armate che hanno spadroneggiato nei Kivu per oltre 26 anni, primo tra tutti il gruppo terroristico FDLR (Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda) responsabile del genocidio in Rwanda avvenuto nel 1994.

Gli sforzi del Presidente Tshisekedi rischiano di essere vanificati dalla triplice epidemia che ha colpito il Congo: Ebola, Morbillo e Coronavirus.

La decima epidemia di Ebola, comparsa all’est del Paese nel 2018 (2.275 vittime) era stata debellata lo scorso marzo nonostante il  dilagare del fanatismo religioso che avevaostacolato il lavoro dei sanitari. Purtroppo a distanza di un solo mese i casi di Ebola sono ricomparsi nelle province est del Paese. Mentre le autorità sanitarie stanno disperatamente lottando per contenere l’epidemia di Ebola nelle province del Kivu, l’undicesima epidemia di Ebola è comparsa nella città di Mbandaka (1,2 milioni di abitanti) nella parte occidentale del Congo, secondo quanto riferito dal Ministero della Sanità e dal OMS. Al momento si registrano 40 contagi di cui 32 deceduti. A differenza del Covid-19 il virus dell’Ebola ha un tasso di mortalità del 90%.

Non è chiaro come sia emersa l’Ebola a Mbandaka, che si trova a circa 750 miglia a ovest dai focolai risorti nelle province est anche in considerazione che il Paese da quasi un mese e mezzo è soggetto a restrizioni di viaggio per prevenire la diffusione del coronavirus.

La pandemia da Covid-19 ieri ha registrato 3 194 contagi (di cui 146 nuovi) e 71 decessi (dati OMS) I casi segnalati di coronavirus finora si sono concentrati principalmente nella capitale, Kinshasa, ma i test sono limitati, quindi è impossibile conoscere la vera portata dell’epidemia. Le autorità sanitarie hanno constatato l’impossibilità di attuare un lockdwon ‘stile Italia’ a causa della diffusa povertà e dei lavori precari che avrebbero portato la popolazione a ribellarsi violentemente, come si è intuito lo scorso marzo a Kinshasa, teatro anche di attacchi a stranieri occidentali accusati di aver portato il virus dall’Europa.

Agli inizi del gennaio 2019 è scoppiata su tutto il territorio nazionale una epidemia di morbillo, considerata dal OMS ‘la peggiore al mondo’. Più di 350.000 persone sono state infettate dal morbillo nel paese e oltre 6.500 sono morte. Nonostante gli sforzi della autorità sanitarie (che hanno vaccinato 18 milioni di bambini) l’epidemia di morbillo continua a mietere vittime. Il 25% dei casi di morbillo registrati riguarda i bambini di età superiore ai cinque anni, che sono i più vulnerabili“, afferma l’OMS.

Non trascurabile il fenomeno di stigmate sociali ed emarginazione per i sopravvissuti a queste tre epidemie. Le sette protestanti (che sono sorte come funghi nel Paese) affermano che i contagiati di Ebola, Coronavirus e morbillo sono sopravvissuti in quanto figli di Satana. Queste sette si oppongono anche ai vaccini contro il morbillo e a quelli (sperimentali) contro l’Ebola, affermando che i vaccini sono l’arma segreta degli uomini bianchi e del Rwanda per sterminare la popolazione congolese.  Questi deliri possono far sorridere noi occidentali ma hanno un potere di convinzione devastante sulla popolazione semi analfabeta e povera del Congo che rende difficile ogni tentativo di debellare le tre epidemie.

Al fanatismo religioso si aggiunge il collasso del Sistema sanitario pubblico, iniziato negli ultimi anni della dittatura di Mobutu Sese Seko e continuato ai giorni nostri. Nel budget nazionale del 2019 sono stati spese per la sanità 292 milioni di dollari. Niente se confrontati al budget destinato alla Difesa pari a 5,9 miliardi di dollari. Il Congo è un ottimo mercato anche per l’industria bellica italiana. Nel 2019 il Congo, assieme ad altri paesi africani e del Medio Oriente ha rappresentato il 48% delle vendite di armi italiane che si sono attestate ad un montante totale di 5,17 miliardi di euro.

Il calo delle vendite di armi italiane (rispetto ai 10 miliardi del 2017) non è dovuto ad una maggior prudenza nel concedere autorizzazioni di esportazione o maggiori restrizioni da parte del governo Conte, secondo gli studi compiuti dall’associazione, Osservatori dei Diritti.

Si tratta, di un calo fisiologico dovuto ai consistenti ordinativi di armamenti assunti negli anni scorsi: si tratta di oltre 32 miliardi di euro nel triennio 2015-17, in gran parte per sistemi militari complessi (aerei, elicotteri, navi, ecc.), la cui produzione sta impegnando e terrà impegnate le nostre aziende militari per diversi anni. Spiega Giorgio Beretta, analista del commercio internazionale e nazionale di sistemi militari e di armi comuni che svolge la sua attività di ricerca per l’Osservatorio permanente sulle armi leggere e politiche di sicurezza e difesa (Opal) di Brescia che fa parte della Rete italiana per il disarmo (Rid).

In compenso gli aiuti umanitari e la cooperazione sanitaria italiana in Congo sono drasticamente diminuiti, nonostante che nelle linee guida sulla salute del Documento Triennale di Programmazione e Indirizzo 2017- 2019 della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, e della Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) il governo italiano aveva promesso di adottare “un approccio centrato sul rafforzamento dei sistemi sanitari, sul miglioramento dell’accesso ai servizi da parte delle fasce più deboli della popolazione che vive nelle aree urbane più povere (salute urbana) e nelle aree rurali, sulla salute materno-infantile” Di fatto l’ufficio della AICS in Congo è stato chiuso da un anno e pochissime risorse finanziarie sono state stanziate per combattere contro il morbillo nonostante la promessa di tutelare la salute infantile.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore