domenica, Gennaio 17

Congo: sciolta la coalizione di Governo, rischio guerra civile Il Presidente della Repubblica Democratica del Congo Tshisekediha ha sciolto la coalizione di Governo e l’alleanza politica con Kabila, il quale potrebbe essere a rischio di procedimento penale per crimini economici e contro l’umanità

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L’impossibile e precaria alleanza tra l’ex Presidente e dittatore Joseph Kabila Kabange e il Presidente Félix Antoine Tshisekedi Tshilombo, strutturata nel dicembre 2019 come soluzione ad una crisi politica e sociale che durava dal 2016, si è letteralmente disciolta domenica 6 dicembre con l’annuncio del Presidente Tshisekedi dello scioglimento dell’Assemblea Nazionale (il locale Parlamento), dove le forze politiche che sostengono Kabila detenevano la maggioranza. La decisione è la naturaleconseguenza di un anno di boicottaggi da parte dei partigiani di Kabila di tutti i tentativi di avviare riforme democratiche, lotta contro i terroristi nelle province est, lotta contro la corruzione e rafforzamento delle istituzioni statali nel devastato e caotico Paese cerniera tra Africa Occidentale e quella Orientale.

Il Presidente della Repubblica ha nominato un incaricato speciale per identificare una nuova maggioranza parlamentare. Lo scioglimento del Parlamento e della alleanza politica tra il Partito del Popolo per la Ricostruzione e la Democrazia (PPRD), guidato da Kabila, e l’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (PPRD) guidato da Tshisekedi, è stato motivato dal Presidente senza usare mezzi termini. «L’alleato politico al Governo non mi ha permesso di realizzare il programma politico di riforme per cui sono stato eletto. Per il bene del Paese è dunque necessario porre fine all’accordi di coalizione di governo e sciogliere l’Assemblea Nazionale», ha dichiarato ai media nazionali.

Secondo fonti diplomatiche, la magistratura, su ordine del Presidente, avrebbe impedito all’avversario Kabila di viaggiare all’estero e starebbe aprendo una procedura giudiziaria per crimini economici e contro l’umanità commessi dal ex Presidente durante i suoi mandati: gennaio 2001-dicembre 2018. Se la notizia venisse confermata, ci sarebbero tutti i presupposti per una guerra civile che coinvolgerebbe altri Paesi della regione: Angola, Burundi, Rwanda, Uganda.
Kabila, oltre a detenere ancora un non trascurabile peso politico, ha una grossa influenza all’interno delle forze armate originata dalla partecipazione di vari Generali dello Stato Maggiore alla rapina dei minerali preziosi all’est del Congo, in associazione con il gruppo terroristico ruandese Forze Democratiche di Liberazione del Ruanda (FDLR). Non è un caso che prima di sciogliere il Parlamento, il Presidente Tshisekedi abbia chiesto all’Esercito e alla Polizia di giurare fedeltà incondizionata alla Costituzione e alla Presidenza. Un atto dovuto per evitare un colpo di Stato o una ribellione, ma ritenuto da molti osservatori regionali non sufficiente per evitare al 100% i rischi di destabilizzazione e di guerra civile. Un conflitto pan-africano che potrebbe consumarsi quasi in contemporanea con il futuro e non auspicabile conflitto del Corno d’Africa causato dalla guerra civile in Etiopia, che coinvolgerebbe Egitto, Eritrea, Somalia, Sudan e Sud Sudan.

Nazioni Unite, Unione Africana e Unione Europea hanno espresso forti preoccupazione per la stabilità della regione dei Grandi Laghi, già minacciata dal conflitto latente tra Rwanda e Uganda, dalla instabilità della giunta militare burundese, e dai rischi di guerra tra Burundi e Ruanda. Venerdì, Moussa Faki Mahamat, presidente della Commissione dell’Unione Africana, ha invitato tutte le parti a preservare ‘pace e stabilità’ nel Paese dell’Africa centrale.

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