sabato, Dicembre 7

Congo – Operazione Corridoio Est: FDLR sotto attacco Ucciso anche il nuovo Comandante Supremo delle FDLR. Prove della complicità dell’Uganda. L’operazione coinvolgerebbe il Burundi, dove pare ancora attiva l’agenda segreta in supporto del dittatore Nkurunziza della Comunità di Sant’Egidio

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Le Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo, Armed Forces of the Democratic Republic (FARDC) hanno annunciato la morte del generale Juvenal Musabyimana, alias Jean-Michel Africa (nella foto), eletto a Comandante Supremo del gruppo terroristico FDLR. Il generale Musabyimana era succeduto al generale Sylvestre Mudacumura, ucciso durante uno scontro con le FARDC lo scorso settembre. «Nel quadro di operazioni militari di ampio raggio, il settore operazionale FARDC Sukola2 Nord Kivu a neutralizzato sabato 09 Novembre alle ore 02 pomeridiane un altro leader radicale del gruppo armato FDLR-RUD. Si tratta di Juvenal Musabimaba alisa Jean-Michel Africa», recita il comunicato ufficiale del portavoce militare, il Maggior Guillaume Njike.

Come per il caso di Mudacumura anche per Musabimana si tratta di una esecuzione extragiudiziaria. I soldati congolesi non hanno fatto alcun tentativo di catturare il Capo ribelle, lo hanno giustiziato, assieme alle sue 4 guardie del corpo, durante degli accaniti combattimenti contro le FDLR iniziati all’una del 9 novembre e prolungatesi fino alle ore 4 pomeridiane, presso la località di Makoka, nel Nord Kivu, vicino alle frontiere con Rwanda e Uganda. Juvenal Musibamana, prima di assumere il Comando Supremo era il capo delle FDLR-RUD, una frazione ribelle del FDLR-FOCA, recentemente riunitasi grazie alla mediazione di una altra fazione del gruppo terroristico: FDU-Inkingi.

Le promesse fatte nel gennaio 2019 dal Presidente congolese Felix Thisekedi di liberare l’est del Paese dalle varie bande armate che sfruttano le risorse naturali, schiavizzando e trucidando la popolazione, sembrano essere diventate realtàIn due mesi il più importante gruppo terroristico presente nelle province del Nord e Sud Kivu è stato decapitato di due Comandanti Supremi. Dopo la morte del generale Mudacumura, le FDLR avevano provveduto alla sua sostituzione con estrema fatica. Il generale Musabimana era stato scelto in quanto uomo d’armi molto esperto e veterano sia dell’ideologia di supremazia razziale HutuPower sia del genocidio in Rwanda del 1994. Entrambi i generali erano ricercati a livello internazionale per i crimini commessi in Ruanda e all’est del Congo.

Le esecuzioni di Mudacumura e Musabimana rientrano in un’operazione militare segreta denominata ‘Operazione Corridoio Est’, iniziata lo scorso maggio. In questa operazione vi parteciperebbero unità dell’Esercito e delle forze speciali ruandesi. Il loro appoggio sarebbe vitale per i successi militari riportati dalle FARDC. Per rendere efficace la campagna militare all’est del Congo, il Presidente Tshisekedi ha rimosso vari generali e le loro divisioni stanziale nelle province del Nord Kivu, Sud Kivu, Ituri e Tanganika rimpiazzandoli con nuove divisioni e alti ufficiali prelevati dal Bas Congo, Equatore e Katanga. I reparti sarebbero affiancati dalle Guardie Presidenziali, l’unico corpo d’elite che l’Esercito congolese possiede: circa 10.000 uomini ben addestrati e armati.

La partecipazione del Rwanda è di fatto tenuta segreta sia dai governi di Kinshasa e Kigali sia dai media regionali. Vi è il preciso obiettivo da parte di Kinshasa e Kigali di non rivelare questa operazione militare condotta con il supporto logisticofinanziario e politico dell’Angola a seguito dell’alleanza militare conclusasi tra CongoAngolaRwanda nel maggio 2019. Alcuni giornalisti che stanno indagando sulla fantomatica Operazione Corridoio Est sarebbero stati impediti di pubblicare le informazioni in loro possesso, ricevendo anche serie minacce.

Nonostante questi brutali tentativi di censura, le informazioni iniziano a filtrare, anche se con estrema fatica. ‘L’Indro’ da ormai un mese sta indagando su questa offensiva militare che ufficialmente è condotta solo dall’esercito congolese. Al momento le informazioni ricevute rivelano che l’Operazione Corridoio Est gode di ingenti finanziamentimezzi e uomini. Le FARDC sarebbero appoggiati da reparti ruandesi di fanteria di stanza a Giseny e Giangugu (due città ruandesi confinanti con Goma – Nord Kivu) e Bukavu – Sud Kivu), affiancati da unità delle forze speciali. I soldati ruandesi avrebbero partecipato ad entrambe le esecuzioni extragiudiziarie dei due Comandanti Supremi delle FDLR.

Vari analisti e osservatori regionali si domandano quale siano le ragioni che spingono le forze armate congolesi a non procedere agli arresti degli alti ufficiali di questo gruppo terroristico in previsione di un equo processo. La ragione più probabile sarebbe la necessità per il Governo di Kinshasa di evitare qualsiasi processo e non correre il rischio che gli imputati confessino, con supporto di prove, la collaborazione tra FDLR e governo congolese. Una collaborazione ideata dalla Franciain concerto con l’ex Presidente Joseph Kabilaprotezione delle province est del Congo contro Rwanda, Uganda e ribellioni tutsi congolesi, in cambio dell’occupazione di vasti territori e lo sfruttamento illegale delle materie prime cui proventi venivano divisi con generali dell’Esercito congolese e la famiglia Kabila.

Dello sfruttamento illegale delle risorse naturali congolesi da parte dei terroristi delle FDLR, ne hanno largamente beneficiato Rwanda e Uganda. I due governi avrebbero utilizzato intermediari per acquistare orodiamanti e coltan dalle FDLR.
Una strada non asfaltata e non presente sulle cartine ufficiali è stata costruita 8 anni fa per collegare le miniere di coltan FDLR del Sud Kivu con il Rwanda. La strada è vietata ai civili e costantemente controllata da soldati ruandesi, anche in territorio congolese. Da quella strada transiterebbero i carichi di coltan che verrebbero successivamente riciclati in Rwanda, ricevendo un falso certificato d’origine, necessario per la vendita del coltan sui mercati internazionali.
L’
Ugandagrazie ad una raffineria recentemente costruita ad Entebbe, esporterebbe 400 kg di oro congolese all’anno. La maggior parte di questo oro trafficato proverebbe dalle miniere illegali delle FDLR nel Nord e Sud Kivu.
Le esecuzioni extra
giudiziarie di importanti ‘Signori della Guerra’ servirebbero per impedire l’affiorare di prove di queste collaborazioni economiche, che metterebbero in forte imbarazzo i vari governi della Regione dei Grandi Laghi. Fare affari illegali con gli autori del genocidio del 1994 non è di certo la migliore pubblicità per il Rwanda e l’Uganda.

L’Operazione Corridoio Est sarebbe iniziata lo scorso maggiodopo la creazione dell’asse Congo-Angola-Rwanda e di una collaborazione militare siglata tra Congo e Rwanda. Lo scorso 25 ottobre il Presidente Tshisekedi ha tentato di ufficializzare questa operazione tramite un meeting sulla sicurezza regionale, tenutosi a Goma, a cui hanno partecipato Burundi, Rwanda, Tanzania e Uganda. L’obiettivo di questo meeting era di creare una task force per eliminare i vari gruppi armati presenti nella regione. Il meeting serviva a donare una valenza ufficiale ad una operazione militare al momento tenuta nascosta e attivata 5 mesi fa.
Il contingente dei Caschi Blu ONU della MONUSCO ha ufficialmente negato ogni supporto logistico e collaborazione con eserciti stranieri nel debellare i vari gruppi ribelli all’est del Congo. Le motivazioni di questa mancata collaborazione sarebbero varie: pressioni politiche della Francia, astio verso il R
wanda, passate collaborazioni militari ed economiche fra MONUSCO e i terroristi ruandesi delle FDLR. Rifiutandosi di collaborare la MONUSCO ha probabilmente firmato senza volere la fine della più importante missione di pace delle Nazioni Unite al mondo, che dura da 14 anni, senza produrre risultati concreti nella protezione della popolazione e nel debellare i vari gruppi armati presenti in Congo. Una missione con un budget annuale di 1,4 miliardi di dollari.

Oltre alle influenze politiche francesi e le sospette collaborazioni con i terroristi ruandesi, molti generali e dirigenti civili stanno guadagnando salari stratosferici avendo anche la possibilità di commerciare illegalmente minerali preziosi, altra inaspettata ma gradita entrata finanziaria. Il Presidente Tshisekedi potrebbe, il prossimo giugno (a scadenza del mandato annuale), imporre alla MONUSCO una exit strategy, concedendo alla missione di pace un periodo di due anni per andarsene dal Congo. Che la MONUSCO sia destinata ad avviarsi alla chiusura della sua (inutile e costosa) missione congolese lo si era già intuito nel 2017, quando il Presidente americano Donald Trump aveva drasticamente diminuito i finanziamenti degli Stati Uniti alla MONUSCO.

Il principale obiettivo dell’Operazione Corridoio Est sarebbe l’eliminazione delle FDLR. Un obiettivo che potrebbe essere collegato con la crisi politica nel vicino BurundiCon l’assassinio del generale Musabyimana le FDLR si trovano ora in estrema difficoltà. Privati per la seconda volta del Comandante Supremo, la catena di comando di questo gruppo terroristico è messa a repentaglio, proprio quando le FDLR stanno subendo attacchi frontali nei territori da loro occupati all’est del Congo e le forze ribelli burundesi hanno attaccato il Burundi attestandosi nella foresta di Kibira e nei distretti di Bubanza e Kayanza. L’attacco dei ribelli al vicino Burundi sarebbe strettamente collegato all’Operazione Corridoio Est che avrebbe tra gli obiettivi provocare un cambiamento di regime in Burundi. Un cambiamento che sarebbe voluto da AngolaCongo e Rwanda ma contrastato da Tanzania e Uganda.

L’assassinio di Musabyimana crea grosse difficoltà diplomatiche al Governo di Kampala e al Presidente Yoweri Kaguta Museveni. Su di lui sono stati ritrovate informazioni segrete che evidenziano stretti legami con esercito, governo e servizi segreti ugandesi. Musabyimana sarebbe stato intercettato in Congo al suo rientro da una missione segreta in Ugandadove avrebbe incontrato il Presidente Museveni. Le FDLR-RUD avrebbero ricevuto, negli ultimi sei mesi, ingenti consegne di armi e munizioni da parte dell’Uganda che avrebbe anche sostenuto la riunificazione con il gruppo terroristico originario FDLR-FOCA e la fazione FDU-Inkingi.

La documentazione ritrovata fa supporre che il generale Musabyimana si fosse recato in Uganda per studiare gli ultimi dettagli di una offensiva militare contro il Rwanda di imminente realizzazione. All’offensiva avrebbero partecipato le tre fazioni FDLR assieme al gruppo ribelle tutsi ruandese Rwanda National Congress RNC. L’alleanza tra questi vari gruppi sarebbe stata assicurata grazie all’appoggio politico e finanziario dell’Uganda.
La documentazione ritrovata dopo l’assassinio di Musabyimana mostrerebbe anche che il neo Comandante Supremo delle FDLR sarebbe stato in contatto permanente con il Ministro di Stato ugandese per gli Affari Regionali, Philemon Mateke, l’interlocutore privilegiato tra le FDLR e i dirigenti ugandesi.

Gli obiettivi dell’offensiva militare contro il Rwanda sarebbero stati spostare l’attuale guerra dichiara tra Uganda e Rwanda dall’est del Congo ai territori ruandesi e di proteggere le FDLR e il regime di Pierre Nkurunziza da Congo, Angola e Ruanda. Il Ministro Mateke sarebbe l’ideatore della piattaforma guerrigliera ruandese denominata P5 a cui partecipano le tre fazioni FDLR, il RNC e unità ribelli di Banyamulenge, tutsi congolesi originari della piana di Mulenge, Sud Kivu.

L’assassinio del generale Musabyimana sembra rafforzare il sospetto che l’Uganda stia organizzando azioni eversive per destituire con le armi il Governo di Paul Kagame. A fine 2017, le autorità congolesi avevano arrestato due comandanti delle FDLR al loro rientro da Kampala. I due comandanti sono stati immediatamente estradati inRwanda, dove devono rispondere di crimini contro l’umanità e genocidio.

Anche la cattura di Calixte Nsabimana, alias Generale Sankara, avvenuta lo scorso aprile, rivela una connessione tra questi gruppi armati e il Presidente Museveni attraverso il Capo dei servizi segreti ugandesi, il Brigadiere Abel Kandiho. Prima della sua cattura Sankara stava attendendo dall’Uganda un importante carico di armi e munizione per iniziare l’invasione del Rwanda. Queste armi erano destinate anche alle FDLR e ai generali Wilson Irategeka e Paul Rusesabagina (l’ex eroe dell’Hotel Mille Colline durante il genocidio del 1994) del movimento armato ruandese Rwanda Movement for Democratic Change – MRCD vicino al leader HutuPower ruandese Ingabire Victoire. I responsabili politici del Rwanda National Congress, Charlotte Mukankusi e Eugene Gasana, avrebbero incontrato il Presidente Museveni a Kampala lo scorso ottobre.
L’
Uganda fornirebbe anche il suo territorio per operazioni di reclutamento e addestramento reclute di questi gruppi armati avversi al governo di Kagame. Molti dei capi militari di questi gruppi recentemente arrestati o uccisi, avrebbero posseduto dei passaporti ugandesi originali.

Ora le FDLR devono immediatamente sostituire il Generale Juvenal Musabyimana, mentre alla guida della coalizione ribelle contro Kagame rimane Faustin Kayumba Nyamwasa, ex Capo dello Stato Maggiore dell’Esercito ruandese fino al 2002 e Ambasciatore in India dal 2004 al 2010. Nyamwasa è il leder assoluto del RNC.

Contemporaneamente all’emergere di prove delle azioni eversive dell’Uganda a favore delle FDLR, regime dittatoriale burundese e altre forze guerrigliere ruandesi in chiave antiCongo e antiRwanda, si assiste ad una determinate quanto efficace campagna di eliminazioni fisica dei alti comandanti ribelli. Anche i comandanti del RNC sono stati decimati. Il Comandante Habib Mudathir è stato catturato ed estradato in Ruanda mentre il Colonello Sibomana “Sibo” Charles è stato ucciso.

Il generale Sankara, avrebbe patteggiato una sostanziale diminuzione della pena fornendo al Governo ruandese preziose informazioni sulla struttura delle FDLR, le loro basi all’est del Congo e in Burundi, le collaborazioni con l’Uganda e i piani di invasione del Rwanda. Informazioni che sarebbero all’origine dei recenti successi militari riportati dalle forze congiunte del Congo e Rwanda.

Il Governo di Kigali ha inoltrato una nota verbale al Governo ugandese richiedendo l’immediata sospensione degli appoggi finanziaripolitici e militari alle forze ribelli ruandesi e l’estradizione dei leader ribelli risiedenti in Uganda. La nota verbale non ha al momento riscontrato risposte da Kampala.

L’uccisione del generale Musabyimana peggiora la già precaria situazione politica in Burundi, dove le FDLR sono uno dei principali attori della lunga e sanguinosa crisi politica iniziata nel 2015.

Il dittatore Pierre Nkurunziza è in seria difficoltà mentre l’Esercito repubblicano burundese sta boicottando le operazioni militari contro i ribelli del RED Tabara e FOREBU entrati in Burundi. Nkurunziza starebbe pensando ad un Piano B per rimanere al potere. Il piano dovrebbe anche assicurare un colossale business edile. Trattasi della costruzione di un inutile ma costosissimo Centro Congressi regionale a Bujumbura.

Nel progetto (su cui vi sono sospetti di riciclaggio di denaro della mafia italiana), compare il nome del ingegnere Alfredo Frojo, proprietario dell’Hotel Club Lac Tanganica, sposato con una donna hutu ‘Natacha Burundicantante di regime’ e dell’ex Governatore della Sicilia Salvatore ‘Totò’ Cuffaro, che si aggira in Burundi da tre annitramite la sua Onlus AiutAmo il BurundiI due connazionali sono stati soggetti di interesse in un recente articolo pubblicato su ‘il Venerdì di Repubblica’ dal titolo ‘Ma quanti buoni amici ha il dittatore del Burundi’.

L’articolo rivela anche che la Comunità Sant’Egidio continuerebbe tutt’ora la sua agenda segreta in supporto del dittatore Nkurunziza. La Comunità Sant’Egidio fu una delle attrici della pace di Arusha, nel 2000, che pose fine alla guerra civile iniziata nel 1993. Sant’Egidio preferì puntare sul ‘Signore della Guerra’ Pierre Nkurunziza, nonostante una condanna a morte pendente sulla sua testa a causa dei crimini contro l’umanità e tentato genocidio durante la guerra civile.

Il supporto al dittatore HutuPower fu dato con la presunzione, da parte di Sant’Egidio, di poter controllarlo. Gli avvenimenti storici dimostrano ora il contrario. Il supporto a Nkurunziza è fonte di forte imbarazzo per la Comunità dell’ex Vice Ministro degli Esteri Andrea Riccardi e del Cardinale di Bologna Matteo ZuppiImbarazzo che rende impossibile per la Comunità di Sant’Egidio rispondere a interviste mirate sulle attività della comunità nella Regione dei Grandi Laghi, come affermano i giornalisti di ‘La Repubblica’ e come nel passato avevamo già constatato anche noi.

La Comunità di Sant’Egidio sarebbe anche coinvolta nel sostegno politico dei terroristi ruandesi FDLR, come rivelò la riunione ‘segreta’ tra la Comunitù e generali FDLR avvenuta a Roma, nel luglio 2014, con il sostegno della Francia. La riunione aveva come obiettivo quello di supportare la proposta della Tanzania della formazioni di un Governo di unità nazionale tra il Fronte Patriottico Ruandese di Paul Kagame e le FDLR. Proposta rifiutata dal Governo ruandese per ovvie ragioni: come si può far entrare nel Governo una forza politica e militare responsabile di 1 milione di morti e inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche internazionali.

Secondo alcuni giornalisti burundesi, il sostegno al regime burundese da parte della Comunità di Sant’Egidio, denunciato dall’articolo pubblicato su ‘Il Venerdì della Repubblica’, si concretizzerebbe nell’appoggio alla formazione di un Governo di emergenza tra il CNDD di Nkurunziza e la piattaforma politica d’opposizione CENARED, considerata dalla maggioranza dei partiti e movimenti armati di opposizione un gruppo di traditori autoreferenziale e senza appoggio popolare. Si tratta, per il momento, di considerazioni che non sono sostenute da prove. Il Governo di emergenza avrebbe l’obiettivo di rinviare le elezioni previste per il maggio 2020, mantenendo al potere Pierre Nkurunziza.

La Comunità di Sant’Egidio non ci risulta che al momento abbia reagito alle insinuazioni e accuse lanciate dal quotidiano italiano ‘La Repubblica’, nell’articolo da cui si avvince che qualcuno ha passato al quotidiano italiano ottime informazioni, non reperibili dall’Italia. Qualcuno molto potente e ben inserito nei corridoi dei poteri italiani, che conosce bene il Burundi e la Regione dei Grandi Laghi. Qualcuno che potrebbe avere interessi contrari a certi imprenditori italiani, divenuti improvvisamente benefattori del Burundi e che potrebbe nutrire un’agenda politica contraria alla Comunità di Sant’Egidio. Resta da capire cosa ribatte la Comunità di Sant’Egidio.

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