venerdì, Dicembre 13

Congo: Oly Ilunga accusato di rubare i fondi destinati all’epidemia di Ebola Mentre viene annunciata la formazione del governo di coalizione, uno scandalo legato all'uso fraudolento dei fondi messi a disposizione per combattere l'epidemia si abbatte sull'ex Ministro della Sanità

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L’ex Ministro della Sanità, Oly Ilunga, è stato convocato dal Procuratore Generale della Repubblica a Kinshasa martedì 17 agosto per essere interrogato su presunto utilizzo fraudolento dei fondi pubblici messi a disposizione per combattere l’epidemia di Ebola all’Est del Paese che dura da un anno e che ha provocato fino ad ora quasi 2.000 vittime. 

Non si conoscono i dettagli dell’interrogatorio: «L’ex Ministro è stato ascoltato dal Procuratore Generale della Repubblica. Al momento non vi è nessun mandato che grava su Oly Ilunga. Solo la richiesta di tenersi a disposizione della giustizia per eventuali altre convocazioni» spiega una fonte giudiziaria al sito di informazione online Mediacongo

Diversa sorte è toccato a tre suoi ex collaboratori che lavoravano nel team sanitario nazionale per l’emergenza Ebola. Sono stati messi in custodia presso le loro abitazioni con l’ordine di non lasciare il Paese in quanto principali sospetti di uno scandalo finanziario sui fondi destinati all’Ebola. Le scarne notizie su questo scandalo finanziaria provengono dalla radio Top Congo. Si parla di diversi milioni di dollari messi a disposizione dal governo o da organismi internazionale che sarebbero spariti all’interno di una amministrazione confusa e oscura. 

Al momento le prove contro i tre ex collaboratori sarebbero sufficienti per iniziare una procedura giudiziaria ma la Magistratura ha intenzione di proseguire con le indagini per trovare sufficienti prove che rivelino la complicità dell’ex Ministro Ilunga, secondo Top Congo. Il sospetto di coinvolgimento del Ministro potrebbe rovinare la sua reputazione. Ilunga aveva preso funzione di Ministro nel dicembre 2016 e aveva rassegnato le dimissioni il 22 luglio denunciando gravi carenze da parte del governo sia finanziarie che organizzative e logistiche. Si era inoltre opposto alle pressioni della Organizzazione Mondiale della Sanità e di alcune ONG internazionali al fine di autorizzare una campagna di vaccinazione utilizzando un vaccino ideato dalla Johnsons & Johnson e vendute dalla sua filiale belga Janseen.

La somministrazione di questo vaccino richiede due richiami a distanza di tre mesi. Una procedura che renderebbe difficile controllare la campagna di vaccinazione con forti rischi di creare resistenze. L’ex Ministro Ilunga aveva preferito il vaccino RVSV-ZEBOV prodotto dal gruppo farmaceutico americano Merck. Fino ad ora 205.321 persone sono state vaccinate con il vaccino americano. Scelta mantenuta dal nuovo Capo del dipartimento sanitario contro l’Ebola nominato dal Presidente Félix Tshisekedi, il Dottor Jean-Jacques Muyembe che sta ottenendo ottimi risultati nonostante che la guerra contro i pregiudizi, l’ignoranza e il fanatismo religioso sia lontana dal terminare. 

In una intervista rilasciata due giorni fa a Radio France International, il Dottor Muyembe dichiara di aver sotto controllo la situazione e di essere riuscito a bloccare la diffusione dell’Ebola a Goma. Il Dottor Miyembe ha inoltre informato che la Cina ha messo a disposizione 60 tonnellate di materiale di protezione contro il virus e prodotti per le analisi di laboratorio

Lo scandalo che potrebbe coinvolgere l’ex Ministro della sanità fa emergere una novità assoluta nel Paese: la fine dell’impunità accordata d’ufficio alle alte cariche dello Stato. È stato il nuovo Presidente Félix Tshisekedi ad ordinare alla magistratura l’apertura delle indagini dopo aver ricevuto segnalazioni di illeciti sulla gestione dei fondi contro l’Ebola. La decisione rientrerebbe nella politica promossa del nuovo Capo di Stato congolese di zero tolleranza verso la corruzione. 

L’indagine sui fondi contro l’Ebola è contemporanea all’annuncio del governo di coalizione finalmente formato anche se dopo 7 mesi dalla nomina di Tshisekedi alla Presidenza. Il governo si basa su un’alleanza tra la piattaforma politica dell’ex Presidente, Joseph Kabila, il Fronte Comune per il Congo (FCC), maggioritario all’Assemblea Nazionale e la piattaforma politica di Tshisekedi, CAP per il Cambiamento (CACH).

Il governo di coalizione FCC-CACH è il frutto di lunghe discussioni e di compromessi tra Joseph Kabila e Félix Tshisekedi. Il governo sarà composto da 45 membri di cui 30 Ministri e 12 Viceministri nominati dalla FCC e 15 ministri e 8 Vice ministri nominati dalla CACH. Riconfermata la nomina, avvenuta lo scorso 20 maggio, a Primo Ministro per Sylvestre Ilunga Ilunkamba. Le prime reazioni internazionali sono incoraggianti. Stati Uniti e Francia hanno salutato positivamente il nuovo governo di coalizione sperando che esso rappresenti una svolta nella gestione del Paese fino ad ora deficitaria. Altri Paesi occidentali come Svezia e Canada si sono dimostrati più cauti temendo che la forte maggioranza detenuta dal FCC di Kabila all’interno della coalizione possa bloccare o vanificare le riforme promesse dal Presidente Tshisekedi, soprattutto se esse andranno ad intaccare gli interessi economici (legali e non) della Famiglia Kabila. 

Una preoccupazione condivisa dal vero vincitore delle presidenziali del dicembre 2019, Martin Fayulu che tutt’ora rivendica la sua vittoria rubata dall’accordo segreto tra Kabila e Tshisekedi. «La coalizione di governo creata non è altro che uno stratagemma per assicurare il controllo sul Paese da parte di Joseph Kabila che gode della maggioranza assoluta sia all’Assemblea Nazionale che nel governo. In realtà il governo FCC-CACH è il governo di Kabila. Thisekedi e i suoi sostenitori non potranno fare nulla in quanto è Kabila che detiene il vero potere. Questo è l’ennesimo affronto verso il popolo congolese che, votandomi, aveva deciso di voltare pagina e di avviarsi alla normalizzazione del Congo» ha affermato Fayulu in una intervista accordata a Radio France International. 

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