martedì, Ottobre 27

Congo, nona potenza economica africana grazie a Felix Tshisekedi Il capo dello Stato è riuscito per la prima volta dagli anni Settanta a sfruttare le immense potenzialità di del Congo, che torna potenza continentale

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Divenuto presidente grazie ad un accordo truffa con il dittatore Joseph Kabila. Formata una improbabile coalizione con il partito del precedente regime cleptomane che rischia di distogliersi a causa degli interessi totalmente contrapposti. Ereditato un Paese di fatto in stato di guerra dal 1996, con una corruzione eretta a sistema, disoccupazione giovanile endemica, povertà assoluta e una miriade di Signori della Guerra associati al traffico illegale dei minerali. Tre epidemie nel 2020: Ebola, Morbillo, Covid19. Osteggiato sia all’interno della coalizione di governo che dall’opposizione compreso il premio nobel per la pace il Dr. Denis Mukwege, famoso chirurgo e noto simpatizzante dell’ideologia genocidaria HutuPower contro il Rwanda. Accusato di essere al soldo di Paul Kagame. Un tentativo di assassinio e un latente ma tutt’ora presente rischio di Colpo di Stato.

Questa è stata la realtà in cui Félix Antoine Tshisekedi Tshilombo, si è trovato ad agire dall’investitura dello scorso gennaio. Le prime azioni del nuovo Presidente sono state: indebolimento del network mafioso della Famiglia Kabila; pulizia dai corrotti all’interno della sua coalizione politica (esemplare il caso di Vital Kamehere); lotta alla corruzione nell’amministrazione pubblica, esercito ed evasione fiscale; campagna militare all’est del Congo per sconfiggere definitivamente le 140 guerriglie che da 20 anni occupano vaste zone di territorio sfruttando illegalmente le risorse minerarie; rafforzamento economico e militare con il Rwanda; promozione dell’integrazione etnica, sociale ed economica della Regione dei Grandi Laghi.

Ostinato più di suo padre, Étienne Tshisekedi wa Mulumba (leader storico dell’opposizione fin dai tempi del dittatore Mobutu Sese Seko), Felix è riuscito per la prima volta dagli anni Settanta a sfruttare le immense potenzialità di un Paese grande con l’Europa occidentale, stracolmo di minerali e idrocarburi, riconquistando la posizione di potenza continentale. L’Africa CEO Forum e Cabinett Deloitte, nel suo rapporto economico pubblicato giovedì 24 settembre posizione la Repubblica Democratica del Congo al 9 ° posto delle potenze economiche africane migliori per gli investimenti stranieri. Lo scorso anno il Congo era al 13 ° posto

La Costa d’Avorio mantiene il primo posto. È seguita dal Kenya. Al 3 ° posto c’è il Ghana. Il Senegal, che si è classificato 9 ° nel 2019, è passato nel 2020 al quarto posto. Solo il Rwanda subisce una forte e inaspettata retrocessione: dal secondo posto (2019) all’attuale quinto posto. L’Etiopia si aggiudica la 6aposizione. il Sudafrica chiude la Top 10.

Il rapporto verte sul progresso economico, sociale e sui paesi africani più attraenti per gli investimenti stranieri. Contiene anche una panoramica della disponibilità agli investimenti dei leader africani nel settore privato.

Da quando ha assunto il potere nel gennaio 2019, il capo dello Stato Félix Antoine Tshisekedi Tshilombo ha continuato a invitare gli investitori a venire a lavorare nella Repubblica Democratica del Congo. Il Regno Unito prevede di aumentare il numero di imprese nella Repubblica Democratica del Congo. È l’ambasciatore straordinario e plenipotenziario di recente distaccato a Kinshasa ad affermarlo.

Vogliamo aumentare il numero di imprese in Congo. Stiamo lavorando con il governo per migliorare il clima imprenditoriale in modo che la situazione sia migliore. Ciò attirerà gli investitori a consultare le leggi e la tassazione per stabilirsi qui e aumentare i loro investimenti “, ha affermato Emily Maltman.

L’ambasciatrice Emily Maltman ha inoltre affermato che il suo paese continuerà a collaborare con la Repubblica Democratica del Congo nella ricerca di soluzioni alle numerose sfide attuali legate al miglioramento del clima imprenditoriale.

Il sostegno britannico negli ultimi anni si è concentrato sugli aiuti umanitari e sul settore sanitario. Nel campo della salute, Londra ha mobilitato 120 milioni di dollari, per un programma avviato più di sei anni fa. Un altro programma ha già risposto, da diversi anni, alla situazione umanitaria in diverse province per un totale di 80 milioni di dollari USA.

Ma ora si parla non di assistenza ma di affari, quelli veri. L’impegno di investimenti privati inglese è una prova del successo ottenuto da Felix grazie al suo piano (pieno di insidie) di Normalizzazione del Congo.

Il netto miglioramento economico si sta facendo sentire anche tra la popolazione nonostante la battura d’arresto del Covid-19. Questo servirà a rafforzare la popolarità Tshisekedi e a facilitare la realizzazione dei suoi piani di politica interna ed estera. Nonostante questi successi e la svolta democratica che finalmente intraprende il Congo, nostalgici del vecchio regime cleptomane e intellettuali ancorati all’ideologia di morte HutuPower (1 milione di morti Rwanda 1994), continuano ad accusarlo di complotti inesistenti, di essere al servizio dei ‘tutsi’ ruandesi e di essere incapace di gestire il Paese.

Emblematico il caso delle presunte minacce di morte che sarebbero state indirizzate contro il Dr. Denis Mukwege, secondo le sue dichiarazioni. L’inchiesta aperta al momento non ha rivelato prove concrete delle minacce. Nonostante questo, Mukwege (Premio Nobel per la Pace e direttore dell’ospedale protestate di Panzi a Bukavu, Sud Kivu) ha ricevuto un sostegno internazionale e l’offerta dei caschi blu ONU della MONUSCO di garantire la sua protezione. Il Dr. Mukwege è diventato famoso per le cure gratuite contro le vittime di violenze sessuali durante i vari conflitti che si sono consumati all’est del Congo.

Ottimo medico ed intellettuale di grande livello, il Dr. Mikwege nasconde un dark side: l’appoggio incondizionato alle forze genocidarie HutuPower del Rwanda e del Burundi. Questo appoggio deriva da un odio etnico maturato contro i ruandesi durante il loro periodo di occupazione militare del Sud Kivu (Seconda Guerra Pan Africana 1998 – 2004). Secondo Mukwege tutte le vittime civili delle province est del Congo sono imputabili all’occupazione diretta del Ruanda fino al 2004 e all’appoggio di guerriglie (Nkunda e M23) dal 2009 al 2012. Secondo fonti diplomatiche questo dark side fu compreso dall’ex presidente Bill Clinton e dall’Amministrazione Barak Obama quando nel 2012 ritirarono il loro sostegno finanziario e politico. Il Dr. Mukwege era stato individuato dagli Stati Uniti come alternativa a Kabila per la Presidenza. L’odio contro i tutsi e il Ruanda furono i principali motivi del ritiro dell’appoggio americano.

Nessun accenno alle decine di migliaia di vittime uccise dai terroristi ruandesi di natura genocidaria, FDLR (Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda). Questa ‘svista’ potrebbe essere spiegata dal sospetto che Mukwege tenga stretti contatti con i leader politici del gruppo terroristico FDLR. Sospetti parzialmente confermati lo scorso marzo dalla sua adesione ad una riunione straordinaria presso il parlamento francese promossa da ONG ruandesi e congolesi controllate dalle FDLR e da intellettuali negazionisti dell’Olocausto ruandese. L’obiettivo della riunione era quello di incolpare a livello internazionale il Rwanda per genocidio regionale. Vecchia accusa lanciata nel 1998 dalle stesse FDLR e da un pugno di estremisti Hutupower missionari cattolici italiani e belgi di cui il Pontefice ha provveduto negli ultimi due anni a ‘sfoltire’ la loro presenza all’est del Congo.

Nonostante Mukwege abbia cancellato il suo nome all’ultimo minuto e che la riunione non si sia tenuta, continua a proporre la creazione di un tribunale penale internazionale per il Congo che possa giudicare i gravi crimini commessi dal Rwanda contro la popolazione civile con il chiaro obiettivo di incolpare Paul Kagame di tutti i crimini commessi (soprattutto dalle forze HutuPower) all’est del Congo. Secondo il Premio Nobel per la Pace le minacce (di cui prove non esistono ancora) sarebbero state indirizzate da alti esponenti militari del Rwanda. Avverso alla politica del presidente Tshisekedi, Mikwege indirettamente accusa l’attuale governo di Kinshasa di essere in combutta con il Rwanda.

Il Congo ha intrapreso una svolta epocale che determinerà il futuro del paese da qua ai prossimi 50 anni. Figure come Felix Tshisekedi rappresentano l’élite progressista che tenta di ricostruire il Congo e farlo diventare una potenza africana. Personaggi come Denis Mikwege, indipendentemente dall’immagine che sono stati abilmente capaci di costruire a livello internazionale, rappresentano il fosco passato, caratterizzato dall’odio etnico, massacri, genocidio e odio incondizionato contro il Ruanda. Un ruolo reazionario che mal si addice ad un Premio Nobel per la Pace…

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