lunedì, Gennaio 27

Congo: l’eroica lotta del Dottor Muyembe contro l’Ebola Una battaglia che è riuscita a contenere l'espandersi dell'epidemia e dei pregiudizi

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Da quando ha assunto la direzione dell’unità sanitaria che lotta contro l’epidemia di Ebola scoppiata lo scorso anno nel Nord Kivu, est del Congo, il Dottor Jean-Jacques Muyembe è riuscito a contenere l’espandersi dell’epidemia e a contenere i pregiudizi dell’ignoranza popolare dettata dal fanatismo religioso che impedivano la vaccinazione preventiva e le cure. 

Il Presidente Félix Tshisekedi ha dato l’incarico al Dottor Muyembe di dirigere l’unità anti Ebola dopo che il Ministro della Sanità, Ollyy Ilunga, ha presentato le dimissioni. Il Dottor Muyembe partecipò ai primi studi e ricerche sulla malattia quando scoppiò il primo caso di Ebola nel 1976 nel Congo (all’epoca Repubblica dello Zaire). La situazione dello scorso luglio si presentava disperata. A distanza di un anno dai primi casi registrati a Beni, Bunia, Butembo e Lubero, il governo e la sanità congolese non erano riusciti a contenere l’epidemia. I casi di decesso erano già saliti a 1.892. Con l’estendersi dell’epidemia presso il capoluogo del Nord Kivu, Goma, il rischio di un contagio regionale si era drammaticamente rafforzato. La Comunità Internazionale ha iniziato a temere che il contagio assumesse le proporzioni di quello verificatosi tra il 2014 e il 2016 nell’Africa Occidentale. Un contagio che si espanse rapidamente in Guinea, Sierra Leone e Liberia, causando la morte di oltre 11.000 persone

Goma è una città di 2 milioni di abitanti e principale hub commerciale e logistico che unisce il Congo all’Africa Orientale. A metà luglio si sono registrati nella città due casi di contagio, provenienti da Butembo. Al momento attuale altri due casi sono stati registrati nel capoluogo di provincia. L’incapacità di contenere l’epidemia da parte del governo congolese è dovuta da diversi fattori che, concatenati tra loro, hanno creato un cocktail esplosivo. Il Ministero della Sanità dipende dagli aiuti internazionali e la sanità pubblica praticamente distrutta durante i decenni della dittatura del Rais Joseph Kabila

Nell’est del Congo, l’instabilità causata da 140 gruppi armati, durano dal 1998, anno dello scoppio della Seconda Guerra Panafricana. Tutto ruota sul controllo delle immense risorse naturali presenti nell’Est del Paese. L’esercito regolare non è mai riuscito a debellare la miriade di gruppi armati a causa della complicità della Famiglia Kabila che era entrata socio in affari con queste milizie, rafforzandone la loro autorità. Oltre a trasformarle in fedeli soci nel commercio illegale di minerali preziosi, queste milizie erano utilizzate anche per contenere la minaccia ugandese e ruandese. Tra le più importanti si annovera il gruppo terroristico ruandese responsabile del genocidio del 1994 in Rwanda, le Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda – FDLR

Oltre alla scarsità dei mezzi a disposizione del Ministero della Sanità e alla situazione di guerra, il dilagare dal fanatismo religioso ha assunto dimensioni tale da costituire un contro-potere, ostacolando il lavoro dei sanitari. Il proliferarsi di sette cristiane locali o straniere, che prosperano sull’ignoranza, povertà, assenza di stato, e disperazione della popolazione principale vittima della violenza e dello sfruttamento mafioso delle risorse naturali, ha trasformato il credo religioso in un colossale business.  

Dinnanzi all’epidemia le varie sette cristiane hanno diffuso fake news che sono state prese in seria considerazione dalla popolazione. Varie teorie del complotto, totalmente infondate, sono state propagate da questi pastori e divenute verità assoluta per centinaia di migliaia di loro seguaci. Il risultato è stato devastante. La maggioranza della popolazione è divenuta restia a sottoporsi alle campagne di vaccinazione gratuita, a recarsi presso i centri anti ebola per ricevere le necessarie cure. Questi centri sono stati addirittura assaliti e bruciati a più riprese. La mobilità della popolazione causata dalle drammatiche condizioni economiche ha peggiorato la situazione contribuendo alla diffusione territoriale dell’epidemia. 

Il Dottor Muyembe ha fatto appello alla società civile, alle ONG congolesi e alla Chiese tradizionali Cattolica e Protestante cercando nella loro autorevolezza un valido aiuto per debellare la resistenza popolare dettata dal fanatismo religioso delle sette cristiane. Una intensa, capillare e ragionata campagna di sensibilizzazione di massa è stata istituita a Goma e nella vicina provincia del Sud Kivu, riuscendo a contrastare le menzogne di deliranti pastori e convincere la popolazione a collaborare con le autorità sanitarie. 

Muyembe ha posto fine anche alla pericolosa lotta di concorrenza economica tra due vaccini proposte dalle multinazionali Johnson & Johnson e Merk. Il primo vaccino necessita di due somministrazioni mentre il vaccino di Merk una sola. Nel drammatico contesto del Congo è praticamente impossibile gestire due somministrazioni del vaccino. 

 «Come è possibile iniettare le due dosi del vaccino a distanza di due o tre mesi in un ambiente caratterizzato da una continua mobilità e nomadismo della popolazione spesso priva di documenti di identità? Non vi è alcuna certezza che dopo la prima dose ricevuta la persona ritorni a distanza di mesi per ricevere la seconda dose. La modalità delle due dosi rischia, per fattori esterni, di creare resistenza virale, in quanto è praticamente impossibile completare il ciclo della cura» aveva fatto notare il Ministro della Sanità Ilunga.  

Nonostante il vaccino della Merk preveda un’ unica dose, e questo nell’Est del Congo renderebbe realizzabile la campagna di vaccinazione, il Ministero della Sanità e il governo congolese stavano ricevendo pesanti pressioni da verie ONG internazionali e dall’OMS per utilizzare il vaccino proposto dalla Johnson & JohnsonIl Dottor Muyembe ha risolto la pericolosa diatriba tra le due multinazionali farmaceutiche ordinando la distribuzione del solo vaccino Merk e dichiarando quello della Johnson & Johnson improponibile nel contesto del Paese

In collaborazione con l’Istituto Nazionale della Sanità degli Stati Uniti, il Ministero della Sanità congolese ha autorizzato l’uso di due farmaci sperimentali contro l’Ebola. Trattasi del REGN-EB2 e del mAb114, due farmaci anticorpo monoclonale scoperti da una ditta farmaceutica americana,  la Regeneron Pharmaceuticals e dal Dottor Nancy Suillivan del US National Institute of Health Vaccine Research Center. I due farmaci, sommistrati a quasi 700 persone infette, stanno dando ottimi risultati. Il mAb114 ha ridotto la mortalità al 29% mentre il REGN-EB2 del 34%. Dal 76 al 68% dei pazienti guarisce in un giro di pochi giorno ricevendo regolari somministrazioni di questi due farmaci

Pur avendo ottenuto ottimi risultati nella lotta contro l’Ebola, la battaglia del Dottor Muyembe è ancora lontana da ottenere la vittoria sulla terribile malattia. Nella vicina provincia del Sud Kivu si sono registrati due casi di infezione. Trattasi di una donna di 26 anni deceduta e di uno dei suoi figli, risultato positivo ma ancora vivo e sotto trattamento sanitario. Come nei casi registrati a Goma gli infetti provenivano dalle zone di Beni, Bunia, Butembo e Lubero, epicentro della malattia. La lotta contro l’Ebola continua con rinnovato vigore grazie alla seria coordinazione del Dottor Muyembe che ha coinvolto vari settori della società congolese. 

Un segnale di contro tendenza in un Paese ‘cuore di tenebre’ distrutto a livello economico, morale e sociale da una serie di sanguinarie e cleptomani dittature: Mobutu Sese Seko, Joseph Desiré Kabila e Kabila Junior. Il Presidente Félix Tshisekedi, eletto in circostanze non chiare, sta tentando di far uscire il Paese dal suo orribile passato. Un obiettivo difficile da raggiungere di cui la lotta contro l’epidemia di Ebola è parte integrante di un desiderio di dare un diverso futuro al ricchissimo paese in termini di materie prime ma dannato da Dio e dagli uomini. 

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