lunedì, Maggio 27

Congo: la lunga mano dell’Esercito ruandese sul petrolio del Lago Kivu Il Rwanda inizierà a breve le attività di esplorazione di giacimenti petroliferi nel lago con la collaborazione della britannica ABI Holdings, tutte le attività sono coperte dal segreto di Stato

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Il Rwanda inizierà a breve le attività di esplorazione di giacimenti petroliferi nel Lago Kivu, uno tra i più profondi d’Africa, ubicato tra l’est del Congo e il Rwanda. A condurre le esplorazioni sarà la compagnia petrolifera ruandese Ngali Mining, che, nel febbraio 2017, ha ricevuto dal Governo di Kigali i diritti di esplorazione nel Lago Kivu. La Ngali Mining é stata preferita alla multinazionale cinese BGP.

Gli accordi in fase avanzata con la multinazionale cinese si sono arenati, in circostanze poco chiare, un mese prima di concedere alla Ngali Mining i diritti di esplorazione, a gennaio 2017. Nel maggio 2016 la BGP aveva vinto iltenderinternazionale lanciato dal Governo ruandese per l’esplorazione di petrolio nel Lago Kivu. Nel luglio 2016, Michael Biryaberema, ex vice Presidente del Dipartimento Ruandese di Geologia e Minerali, aveva incontrato, a Nairobi, Feng Wenhui, Direttore della BGP Kenya, per discutere gli ultimi dettagli del contratto. A grande sorpresa del partner cinese, sei mesi dopo, il Governo di Kigali annulla la gara d’appalto internazionale vinta dalla BGP e non onora gli accordi, rifiutandosi di apporre la firma sul contratto già stipulato.
All’epoca Kigali si rifiutò di offrire spiegazioni sia ai media regionali che al Governo di Pechino. «Non posso interferire con commenti sulla decisione di annullare la gara d’appalto internazionale per l’esplorazione del petrolio nel Lago Kivu»,  dichiarò Vincent Biruta, Ministro delle Risorse Naturali.  

Apparentemente la scelta del Governo ruandese di annullare il contratto con la BGP, rinomata a livello internazionale per essere specializzata in esplorazioni geologiche attuate con le più moderne tecnologie, per affidarlo ad una piccola compagnia nazionale, sembra incomprensibile. Come incomprensibile fu la scelta di interrompere, nel 2014, il contratto con la compagnia di esplorazioni canadese Vanoil, che aveva investito 3 milioni di dollari nelle esplorazioni del Lago Kivu già in fase avanzata.  

Per comprendere queste scelte, apparentemente illogiche, è necessario comprendere la natura della piccola compagnia ruandese. Ngali Mining è una succursale della finanziaria Ngali Holdings gestita dalle Forze Armate ruandesi. La Ngali Holdings si occupa di finanziare ricerche petrolifere e di gas metano in territorio ruandese (tra cui la parte delle acque territoriali del Lago Kivu) e di supportare le attività minerarie nazionali.  Le attività piùriservate’ (se non proprio occulte) sarebbero gestite dalla Ngali Holdings. Tra queste attività: finanziare il riciclaggio del coltan congolese soggetto a traffici illegali.
Il prezioso minerale, necessario per la tecnologia moderna, è trafugato dall’est del Congo, con la complicità della famiglia del Presidente Joseph Kabila e delle milizie congolesi, poi, spedito in Rwanda, viene riciclato, qui ottiene un certificato di origine, redatto dalle Autorità ruandesi grazie alla creazione di miniere fantasma in Rwanda.  Per facilitare il rapido trasporto, il Governo ruandese ha creato delle piste che dalle miniere di coltan del Sud Kivu giungono oltre la frontiera ruandese. Piste controllate dall’Esercito ruandese che, di fatto, ha il monopolio del traffico illegale di coltan congolese, principale fonte di ricchezza privata del Presidente Kabila e di finanziamento per acquistare armi e munizioni da parte delle milizie congolesi, responsabili da quindici anni di una lunga serie di guerre a bassa intensità combattute nell’est del Congo, le quali hanno causato oltre 3 milioni di morti e 2,5 di rifugiati interni tra i civili.  

La Ngali Mining non ha i mezzi e la tecnologia necessari per compiere le esplorazioni nel Lago Kivu. Per questo ha stretto un accordo di partenariato con la compagnia britannica di esplorazione petrolifera ABI Holdings.  Con sede a Londra (16 Gunnesbury Lane) la compagnia è stata fondata nel 1989. L’accordo di partenariato permette all’Esercito ruandese di aggiungere al monopolio del traffico illegale di coltan quello del futuro sfruttamento dei giacimenti petroliferi del Lago Kivu.
L’accordo annullato con la compagnia cinese nel gennaio 2017 fu deciso per favorire l’Esercito ruandese e venne attuato in contemporanea con un rimpasto governativo ordinato dal Presidente Paul Kagame e teso a eliminare politicamente la fazione all’interno del Fronte Patriottico Ruandese (partito al potere dal 1994) favorevole al partenariato con la multinazionale petrolifera BGP.

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