martedì, Agosto 4

Congo: Kabila chiude la partita con il Vaticano e si avvia alla dittatura

0
1 2


L’intervista rilasciata dal Presidente Joseph Kabila al quotidiano tedesco Der Spiegel venerdì 2 giugno rappresenta un attacco frontale alla diplomazia vaticana lanciato dal dittatore giunto al potere nel 2001 alla morte di suo padre, Desirè Laurent Kabila. La Chiesa Cattolica, tramite la Conferenza Episcopale dei Vescovi congolesi aveva tentato di risolvere la crisi politica del Paese provocata dal rinvio a data ignota delle elezioni previste per il dicembre 2016 e l’intenzione del Rais di accedere ad un terzo mandato, in realtà quarto se contiamo il periodo che Kabila ha retto la Presidenza dall’assassinio di suo padre (2001) alle elezioni del 2006. Il 31 dicembre 2016 i vescovi cattolici avevano proposto degli accordi politici che prevedevano l’estensione del mandato presidenziale a condizione che le elezioni venissero organizzate entro i primi mesi del 2017 e il Presidente congolese rinunciasse a candidarsi al terzo mandato. Una volta ottenuta l’estensione del mandato, Kabila ha rifiutato di apporre la sua firma agli accordi di San Silvestro vanificando gli sforzi diplomatici della Santa Sede per ripristinare pace e democrazia nel Congo.

Joseph Kabila, autoproclamatosi nel 2009 il Rais (capo supremo e indiscusso) si attendeva che la Chiesa Cattolica ritornasse tra i ranghi, accettasse la situazione politica creatasi e ritornasse ad interessarsi dello stato sociale del Paese. Dal 1990 la Chiesa Cattolica in Congo, forte del suo passato, della sua autorevolezza e dei mezzi finanziari a disposizione, ha assunto il compito di alleviare la povertà della popolazione dimenticata dal potere rafforzando i servizi scolastici, sanitari e di assistenza sociale. Attualmente i migliori istituti scolastici e i migliori ospedali nel Paese sono gestiti da cattolici e in secondo piano dai protestanti. Lo Stato è praticamente assente. Contrariamente alle aspettative, i vescovi cattolici congolesi continuano ad insistere nel rispetto degli accordi di San Silvestro e aumentano le critiche verso il regime.

Constatata l’impossibilità di comprare (tramite corruzione e favoritismi) la lealtà dei vescovi, Kabila ordina un’ondata di violenze che scoppiano nel febbraio 2017. Chiese,  conventi e istituti scolastici cattolici sono attaccati, profanati, incendiati. Dallo scorso aprile le violenze contro la Chiesa Cattolica coinvolgono anche il clero. Preti assassinati o rapiti per richiedere il riscatto. Le violenze contro il clero cattolico hanno un unico obiettivo: costringere il Vaticano ad abbandonare la mediazione di pace. Le violenze contro la Chiesa Cattolica risultano controproduttive. La stampa internazionale reagisce con sdegno e affiora la natura dittatoriale di Kabila e la brutalità del sistema mafioso da lui creato per gestire non il Paese ma le sue risorse naturali per benefici personali. Mentre la maggioranza della popolazione vive con 2 euro al giorno, i figli di Ministri e Generali a Kinshasa spendono 3000 euro a week-end in discoteche, divertimenti e prostitute straniere.

Il braccio di ferro tra il Presidente Kabila e i vescovi appoggiati dal Vaticano non poteva continuare in eterno. Kabila è cosciente che la Chiesa Cattolica gode di maggior reputazione internazionale del suo governo. Ogni critica fatta dai vescovi sul regime ha un peso politico non trascurabile, aumenta l’opposizione popolare, l’isolamento e la condanna internazionale del regime. Le posizioni del potere temporale e spirituali sono progressivamente divenute inconciliabili. I vescovi, nonostante le violenze subite, insistono sulle elezioni e sul ritiro politico di Kabila. Il Rais continua ad attuare il suo piano per imporre il diritto di occupare la Presidenza a vita. La Conferenza Episcopale lo scorso maggio ha proposto una nuova data per le elezioni, novembre 2017, mentre l’opposizione si appella all’articolo 64 della Costituzione in caso di mancato pacifico passaggio di potere. L’articolo 64 prevede il diritto di ribellarsi contro individui o gruppi di potere che intendono prendere o mantenere il potere con la forza in violazione della Costituzione.

Con l’intervista rilasciata al Der Spiegel, il Presidente Kabila ha deciso di creare una frattura insanabile con il Vaticano, la popolazione e i suoi rappresentanti consapevole che l’unico mezzo per conservare il potere è orientarsi verso una dittatura imposta con la forza e finanziata dalla immense ricchezze minerarie e petrolifere. L’intervista al quotidiano tedesco di fatto trasforma lo scontro politico in uno scontro militare repressivo. All’opposizione, clero cattolico e popolazione in generale sono lasciate due opzioni: accettare la situazione ritornando ad occuparsi degli affari privati e ripristinando la normalità quotidiana o affrontare le forze repressive del regime composte da truppe di élite dell’esercito, della polizia e di potenti gruppi di mercenari tra i quali spicca l’organizzazione terroristica ruandese responsabile del genocidio ruandese del 1994: le Forze Democratiche per la Liberazione del Congo – FDLR.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore