giovedì, Giugno 20

Congo: a Goma e Bukavu violenza e terrore Scontri e brutale violenza: la situazione nel Paese sta velocemente precipitando

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Fonti locali della società civile spiegano che l`arresto di Kanyonga sia legato ad un traffico illegale di coltan che coinvolgerebbe un Paese straniero. L’Indro ha immediatamente attivato indagini per verificare questa pista. I risultati di questa inchiesta verranno divulgati nelle prossime settimane. Le violenze che hanno investito anche i capoluoghi di provincia, Goma e Bukavu sono il frutto di una drammatica lotta della popolazione per ottenere le elezioni e re-instaurare la democrazia nel martoriato Paese pieno di oro, diamanti, coltan, rame, ferro, bauxite, petrolio, gas metano e per questo definito uno scandalo geologico unico al mondo.

Joseph Kabila dopo aver ingannato la diplomazia del Vaticano e scatenato sulla Chiesa Cattolica una ondata di violenza e morte che non ha precedenti nella storia contemporanea della Regione dei Grandi Laghi, rimane fermo sulla volontà di non indire le elezioni (originalmente previste per il novembre 2016). La decisione è motivata dalla consapevolezza di perdere le elezioni nonostante le classiche e scandalose frodi che hanno assicurato i due precedenti mandati presidenziali del 2005 e del 2010. La agguerrita resistenza popolare non ha alcuna possibilità di vincere il regime. Solo una ribellione armata potrebbe sconfiggerlo e ripristinare la democrazia. Purtroppo gli unici attori che storicamente si sono dimostrati in grado di creare e supportare ribellioni armate (nate sempre all’est del Congo) sono diventati estremamente tolleranti con il governo di Kinshasa.

Il Presidente Joseph Kabila, astutamente, ha siglato accordi segreti con Yoweri Kaguta Museveni e Paul Kagame per impedire che fomentino una terza ribellione dopo in CNDD di Laurent Nkunda nel 2009 e il Movimento 23 Marzo nel 2012. La pace è stata comprata con il permesso a Uganda e Rwanda di continuare l`inaudita rapina di oro, diamanti e coltan. Anche la futura produzione di idrocarburi è stata oggetto degli accordi. L’Uganda ha ricevuto i diritti predatori del petrolio presente nelle acque territoriali congolesi del Lago Alberto mentre il Rwanda il gas metano presente nel Lago Kivu.

Sono le immense risorse naturali all’origine della decisione del Presidente Kabila e del suo entourage di non indire le elezioni per non far crollare il network mafioso gestito dalla famiglia Kabila che mensilmente procura a fin troppi attori congolesi, regionali e internazionali milioni di dollari mentre la popolazione ha conosciuto negli ultimi 10 anni un spaventoso regresso socio economico e constanti guerre a bassa intensità che hanno creato oltre 2 milioni di sfollati.

Non deve trarre in inganno il decreto n. 065 della CENI (Commissione Elettorale Nazionale Indipendente) pubblicato il 05 novembre e firmato dal Presidente CENI: Corneille Nangaa Yobeluo. Il decreto stabilisce il calendario elettorale dalla preparazione alle elezioni presidenziali, legislative e provinciali fissate per domenica 23 dicembre 2018. Questo è stato redatto per tener a bada le pressioni di Stati Uniti e Unione Europea e per poter evitare pesanti sanzioni economiche più volte minacciate dalle potenze occidentali. Vari osservatori africani considerano questo decreto privo di importanza in quanto la situazione di instabilità e guerra a bassa intensità nel est del Congo, nel Kasai e nel Bas Congo verrà nel prossimo anno triplicata in quanto il caos politico e militare in varie province del Paese servirà come scusa plausibile per rinviare nuovamente le elezioni.

Il Presidente Kabila ha evidentemente deciso tra i minerali e il suo popolo, lasciando ai congolesi la scelta di accettare il Rais alla Presidenza morendo di fame o essere uccisi dalle pallottole del suo esercito e della polizia. Nel più ricco Paese d`Africa si sta delineando una brutale dittatura di pari orrore di quella burundese, creando seri pericoli di instabilità regionale e massacrando migliaia di civili. Joseph Kabila ha riportato indietro l’orologio del tempo. Il Congo del 2017, Paese che ha tutte le potenzialità di diventare una Nazione del Primo Mondo, assomiglia sempre di più al Congo della fine del Ottocento, descritto da Joseph Conrad In ‘Cuore di Tenebra.

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