martedì, Luglio 14

Congo: debellata l’epidemia di Ebola Occorrono ancora 42 giorni senza nuovi casi per dichiarare definitivamente che il Congo ha sconfitto Ebola, anche grazie all’Operazione Corridoio Est

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Semida Masika è l’ultimo paziente congolese contagiato dal virus Ebola che è riuscito a sopravvivere ed è stato dismesso ieri dall’ospedale gestito dalla Ong francese Medici Senza Frontiere a Beni, Nord Kivu, nell’Est del Paese.«Come ultimo sopravvissuto, ringrazio tutti i medici, infermieri che mi hanno assistito e ringrazio Dio che ha ascoltato le mie preghiere», ha dichiarato Masika ai media nazionali sotto evidente stato di commozione.

Il Ministero della Sanità di Kinshasa ha annunciato che da 14 giorni non si sono registrati nuovi casi di contagio da Ebola. Notizia confermata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.Occorrono 42 giorni senza nuovi casi per dichiarare definitivamente che il Congo ha sconfitto una tra le più terribili emergenze sanitarie internazionali.

Ebola, conosciuta anche come Febbre Emorragica, fa parte della famiglia dei Filovirus. Sono stateidentificate sei diverse mutazione del virus che prendono il nome dalle località dove si sono registrati i primi casi: il BDBV (Bundkibugyo ebolavirus), il EBOV (Zaire ebolavirus), il RESTV (Reston ebolavirus), il SUDY (Sudan ebolavirus), il TAFV (Taї Forest ebolavirus) e il BOMV (Bombali ebolavirus). I
l contagio avviene attraverso il contatto con sangue, secrezioni, fluidi biologici (saliva, urina, feci, vomito), e tramite fluidi corporei di animali infetti. La
mortalità varia dal 25% per i TAFV, BMV e RESTV e il 90% per i ceppi africani del virus: BDBV, EBOV e SUDY. Il periodo di incubazione varia da 2 a 21 giorni. Il percorso della malattia dura circa 10 giorni prima del decesso. Il paziente agonizza aggredito da febbre altissima, cefalee insopportabili, distruzione degli organi interni, emorragie sia interne che esterne, disfunzioni renali, malattie respiratorie e gastrointestinali. Anche il sistema nervoso centrale viene seriamente danneggiato.

Al momento non esiste alcun trattamento contro Ebola. I pazienti vengono isolati e assistiti cercando di alleviare i dolori, accompagnandoli alla morte. Nei pazienti che dimostrano più resistenza al virus è possibile attuare una terapia di supporto tramite reidratazioni con fluidi orali e endovenosi, terapie immunitarie e farmacologiche per il trattamento dei singoli sintomi generati dal virus. Il rVSF-ZEBOV è stato il primo vaccino sperimentale contro Ebola scoperto nel 2015, che ha dato ottimi risultati durante l’epidemia nell’Africa Occidentale. Il vaccino ha dato buonirisultati anche durante l’epidemia scoppiata nella Repubblica Democratica del Congo nell’agosto 2018.

Ebola è stata sconfitta in Congo grazie all’impegno del personale sanitario e del Governo (supportati da OMS e Ong sanitarie come MSF) che hanno operato in condizioni drammatiche ed ostili. Diffusosi tra Beni, Bunia, Butembo e Lubero, il virus si è propagato velocemente a causa del dilagare del fanatismo religioso che ha ostacolato il lavoro dei sanitari.
I pastori congolesi di varie sette avevano inizialmente convinto la popolazione che il virus non esistesse, e che la morte del presunto infetto era dovuta ai trattamenti ricevuti nei centri di trattamento Ebola.
Questi invasati erano arrivati ad affermare che le medicine somministrate in questi centri erano in realtà dei potenti veleni e rientravano in un piano occulto del vicino R
wanda per eliminare la popolazione congolese delle province dell’Est per avere disponibilità di terre da colonizzare. Queste fakenews avevano provocato grosse difficoltà.

Oltre al fanatismo religioso gli operatori sanitari sono stati costretti ad operare in un ambiente ostile e non sicuro.
Tra l’agosto e il dicembre 2018 si è consumato l’ultimo atto della crisi politica dovuta dall’intenzione del dittatore Joseph Kabila di accedere al terzo mandato presidenziale. Una crisi che
nell’Est è stata costellata da violenze inaudite sulla popolazione commesse dal dittatore e da untentativo di genocidio della entia Nande che abita proprio nelle zone colpite dal virus ebola.

A partire dal marzo 2019 il nuovo Governo di Kinshasa, in stretta collaborazione con il Rwanda, ha lanciato una offensiva militare su vasta scala all’est del Paese per debellare i vari gruppi ribelli. Offensiva denominata: Operazione Corridoio Est. A questa offensiva si è associata una guerra non dichiarata tra Congo, Rwanda (alleati) e Burundi che è durata dal luglio 2019 al febbraio 2020,quando le unità lealiste del regime HutuPower di Pierre Nkurunziza e le milizie genocidarie Imbonerakure sono state definitivamente sconfitte e costrette a ritirarsi in Burundi su posizione difensive. I due conflitti hanno anche provocato un olocausto della etnia tutsi congolese Banyamulenge.

Se tutto ciò non bastasse il Ministro della Sanità Ollyyu Ilunga (in carica fino al luglio del 2019), fu costretto dimettersi in quanto rubava i fondi destinati all’emergenza Ebola, compromettendo l’efficacia dell’intervento sanitario e condannando migliaia di vittime a morte certa. Il Ministro cleptomane causò anche una guerra tra vaccini,giocando con due case farmaceutiche, la Johnson & Johnson e la Merk, impedendo una collaborazione e mettendole una contro l’altra.

Illunga, ora sotto inchiesta giudiziaria, è stato sostituito da Jean-Jacques Muyembe, nell’agosto 2019. In 6 mesi Muyembe è riuscito a contenere l’espandersi della epidemia e sconfiggere i pregiudizi dell’ignoranza popolare dettata dal fanatismo religioso che impedivano la vaccinazione preventiva e le cure.
Ora Muyembe è riuscito a vincere l’Ebola. La popolazione lo ha proclamato ‘Eroe Nazionale’.

L’epidemia di Ebola del Congo ha ucciso 2.264 persone, contagiandone circa 4.500. Se consideriamo le difficoltà e il contesto politico militare in cui il personale sanitario congolese e straniero è stato costretto ad agire, questi risultati sono miracolosi. Nell’epidemia dell’Africa Occidentale (2013) i morti furono 11.000 e Ebola fu debellata solo tre anni più tardi, nel 2016. Il personale sanitario è riuscito anche ad evitare il contagio ai Paesi vicini: Angola, Burundi, Rwanda, Tanzania e Uganda. Se Ebola fosse diventata una emergenza regionale avrebbe messo a serio rischio la salute mondiale, con la potenzialità di diventare una pandemia internazionale ben peggiore dell’attuale COVID-19.

«Registriamo e confermiamo gli ottimi risultati del Governo congolese nel contenere Ebola ed evitare il contagio a livello mondiale. Aspettiamo lo scadere dei 45 giorni e se non registriamo nuovi casi possiamo dichiarare di aver vinto l’Ebola. Occorre fare molta attenzione ai gruppi armati ancora presenti nel territorio. Alcuni miliziani potrebbero contrarre il virus e rigenerare l’epidemia», ha affermato ai media nazionali Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale del OMS.
Il pericolo rappresentato dai miliziani è reale,forse contenuto dalla politica di sterminio voluta dal Presidente Felix Tshisekedi. Durante l’offensiva militare per ripulire le province dell’est del Congo dai 140 gruppi armati presenti, l’ordine è di non fare prigionieri. Un’ordine criticabile sotto un punto di vista dei diritti umani, giustificato dal Governo dalla considerazione che queste milizie per quasi vent’anni hanno imperato nell’Est del Paese, in complicità con la Famiglia Kabila, provocando oltre 4 milioni di rifugiati e circa 2 milioni di vittime tra i civili.

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