giovedì, Agosto 6

Congo, chi paga il costo di uno smartphone

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Nella Repubblica Democratica del Congo sono i cinesi ad aver preso il posto dei dominatori Belgi dell’epoca coloniale. Come mostra un report di Sky News le miniere di cobalto gestite dalla cinese Huayou sfruttano il lavoro manuale di decine di bambini.
Le cosiddette ‘miniere artigianali’ danno lavoro a circa un quinto della popolazione nella Repubblica Democratica del Congo. Il compenso, per un turno giornaliero di dodici ore, è di poco più di un euro. Condizioni precarie, turni massacranti, strumenti di lavoro rudimentali: questa è la situazione dei lavoratori-schiavi, sfruttati per ottenere per ottenere il prezioso materiale, essenziale per le batterie al litio che usiamo tutti i giorni nei nostri smartphone e computer portatili.
Il minerale viene raccolto tramite a tunnel scavati a mano nella roccia, privi di sostegni e strutture artificiali, e dunque pericolosi. I problemi sanitari sono enormi in tutta l’area. Il dottore di un villaggio della zona afferma:“diverse infezioni colpiscono molti bambini. Irritazioni ma anche foruncoli su tutto il corpo […] è colpa della miniera”.
I bambini lavorano a contatto con le polveri del minerale, senza indossare guanti né mascherina. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che esporsi e inalare la polvere di cobalto per troppo tempo può causare seri problemi alla salute.
Alle domande riguardanti la condizione dei lavoratori nelle miniere congolesi, Huayou ha risposto affermando di voler migliorare la situazione. Tuttavia Bryce Lee, direttore responsabile per Huayou, si è rifiutato di scusarsi per l’utilizzo di lavoro minorile, dicendo invece di essere “orgoglioso del nostro lavoro nella Repubblica Democratica del Congo. Abbiamo un’ottima reputazione”.

 

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