mercoledì, Agosto 12

Congo: Caschi Blu bombardano postazioni FDLR Nel Nord Kivu in obiettivo ci sono i terroristi ruandesi delle FDLR e milizie congolesi alleate che controllano i minerali

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Venerdì 20 aprile 2018 la missione ONU di pace in Congo, MONUSCO, ha annunciato che da qualche giorno sta offrendo appoggio aereo alle offensive dell’Esercito congolese (FARD) contro il gruppo terroristico islamico ugandese Alleanza delle Forze Democratiche ADF.
I bombardamenti aerei dei Caschi Blu sono iniziati lunedì 16 aprile nella zona di Garlic, situata a 50 km nord dalla città di Beni, nella provincia del Nord Kivu, est della Repubblica Democratica del Congo. Per i bombardamenti sono utilizzati elicotteri da combattimento Denel AH-2 Rooivalk, di fabbricazione sudafricana.

Il mezzo è stato ideato per richiedere il minimo di assistenza possibile e per poter operare in condizioni estreme, da avamposti isolati e per lunghi periodi. Armato di 8 o 16 missili anticarro a lungo raggio ATGM Mokopa ZT-6, 4 missili aria/aria MBDA Mistral e 38 o 76 razzi da 70mm e di un cannone da 20mm da 700 colpi, il Rooivalk può operare per le prime 72 ore di un conflitto senza sottoporsi ad opere di manutenzione ma semplicemente venendo riarmato e rifornito. Complessivamente il periodo necessario per rifornire e riarmare un Rooivalk si aggira intorno ai 15 minuti. Queste caratteristiche lo rendono il veicolo da attacco ideale per la tipologia di guerra combattuta nell’est del Congo.
La notizia è stata confermata dal Maggiore Adil Esserhir, uno dei portavoce della MONUSCO.  I bombardamenti aerei sono continuati nei giorni successivi attaccando postazioni di ribelli nelle località di Madina e Topoke, Nord Kivu. Oltre ai bombardamenti delle postazioni terrestri, gli elicotteri Rooivalk stanno offrendo copertura aerea ai soldati congolesi intenti a combattere i miliziani.

Nonostante la copertura aerea fornita dalla MONUSCO, i miliziani hanno attaccato l’Esercito congolese presso la città di Tungudu, infliggendo pesanti perdite alla FARDC, secondo quanto riportato dalla ONG congolese Centro di Studi per la Promozione della Pace, della Democrazia e dei Diritti Umani (CEPADHO). Mak Hazukay, portavoce della FARDC, sostiene che i reparti congolesi sono riusciti a respingere gli attaccanti uccidendone due e catturandone uno. Silenzio assoluto sulle perdite subite dall’Esercito regolare.
In un twitter pubblicato dalla MONUSCO lunedì 23 aprile si comprende che la missione di pace stia sostenendo l’Esercito congolese anche con mezzi blindati e truppe di terra. La MONUSCO attualmente detiene una forza composta da 16.998 soldati, 1.343 poliziotti e 743 osservatori miliari. La missione è sotto il comando del Rappresentante Speciale del Segretariato Generale ONU Leila Zerrougi, di nazionalità algerina, e del Maggiore Generale Bernard Commins, di nazionalità francese. 
Fortemente ridimensionata per volontà del Presidente americano Donald Trump, la MONUSCO negli ultimi mesi ha subito pesanti sconfitte militari, alcune di esse inflitte da truppe di élite dell’Esercito congolese per ordine del Presidente Joseph Kabila come avvertimento. Secondo i servizi segreti congolesi i Caschi Blu nel ultimo semestre stavano orchestrando una cambiamento di regime in Congo, assieme agli Stati Uniti. Accusa non confermata.

Le operazioni miliari della MONUSCO a fianco all’Esercito congolese sono necessarie in quanto la FARDC non riesce a debellare i fantomatici ribelli ugandesi ADF. In realtà, questo gruppo armato non esiste più dal 2014. Nell’est del Congo la FARDC stanno combattendo contro i terroristi ruandesi delle FDLR e delle milizie congolesi sue alleate per sottrarre loro il controllo dei minerali. Nel dicembre 2017 l’Esercito ugandese aveva invaso i territori del Nord Kivu per combattere le FDLR. Progressivamente i combattimenti si sono estesi anche nella provincia del Sud Kivu. Dallo scorso marzo l’Esercito ugandese si limita a controllare territori congolesi vicino alla propria frontiera e ricchi di minerali e giacimenti petroliferi, affidando il compito di debellare le FDLR all’Esercito congolese.

Nel Sud Kivu oltre le FDLR è sotto attacco anche una milizia locale, denominata Mai Mai Yakutumba, alleata ai terroristi ruandesi. L’offensiva militare affidata all’Esercito congolese si sta rivelando lunga e difficile. Le FDLR, durante il 2017, hanno ricevuto grossi quantitativi di armi da Burundi e Francia per sostenere l’ex Presidente burundese Pierre Nkurunziza, illegalmente al potere, e prepararsi all’invasione del Ruanda. Nuove reclute si sono aggiunte al gruppo e i combattenti ora si stimano attorno ai 12.000, sparsi nel Nord Kivu, Sud Kivu e Burundi.

Nella schizofrenica situazione di guerra senza quartiere, che vede un comandante francese sostenere le truppe congolesi contro le FDLR alleati storici di Parigi, si persiste nel nascondere la vera identità delle milizie oggetto delle offensive, facendole passare per il gruppo fantasma delle ADF ugandesi. Si nasconde anche la presenza dell’Esercito ugandese che di fatto occupa vasti territori congolesi al confine con l’Uganda. Si nasconde, infine, il motivo di questa guerra: la nuova gestione del traffico illegale dei minerali che vede la sostituzione delle FDLR e milizie congolesi alleate con patti trilaterali tra Congo, Uganda e Ruanda. Intanto le vittime civili e i rifugiati congolesi aumentano ogni giorno, e il Governo di Kinshasa li lascia letteralmente senza assitenza umanitaria.

La Ong congolese CEPADHO, in un comunicato stampa del 28 marzo 2018, invocava il Segretario Generale ONU, Antonio Guterres, a proporre al Consiglio di Sicurezza una riconfigurazione del mandato dei Caschi Blu in Congo che si basi sulla eliminazione di tutti i gruppi terroristici presenti nell’est del Congo -FDLR e Mai Mai compresi. Le recenti operazioni militari della MONUSCO sembrano far pensare che questo appello sia stato ascoltato. Il Presidente Joseph Kabila rimane comunque irremovibile sulla sua decisione presa due mesi fa: la MONUSCO deve lasciare il Congo entro il 2020, indipendentemente dalla situazione di sicurezza nell’est del Paese.

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