martedì, Aprile 7

Congo: cambia la gestione del traffico illegale dei minerali Fuori le FDLR, al via il business nel contesto del rapporto Kinshasa, Kampala e Kigali

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Constatata la riluttanza delle potenze regionali ad avviare altre guerre Pan Africane in Congo, costose e dagli esisti imprevedibili, gli Stati Uniti si trovano in serie difficoltà nel realizzare un cambiamento di regime a Kinshasa, in quanto l’unica forza militare disposta a sostenere i piani di Washington, la MONUSCO, non può creare una ribellione o organizzare un colpo di Stato. I soli Paesi in grado di farlo sono gestiti dauomini fortiche regnano grazie a democrazie controllate (Rwanda, Tanzania e Uganda), leader carismatici che sembrano privilegiare alleanze politiche ed economiche con una dittatura, quella congolese, piuttosto di riaccendere conflitti regionali.

Una soluzione (sostenere il potere eterno di Kabila) preferibile al caos che si troverebbero costrette, loro malgrado, le potenze regionali a gestire a seguito di una convulsa caduta di Kabila. Alte sono le probabilità di caos generalizzato su tutto il territorio congolese, caratterizzato da una miriade di guerre tribali strettamente legate al controllo delle risorse naturali, visto la totale assenza di uomini forti a livello nazionale che possano sostituire il rais tenendo unito il Paese, scrigno di minerali, petrolio, gas naturale e legname pregiato. Il dopo-Kabila potrebbe aprire uno scenario di totale instabilità su tutto il territorio nazionale, quanto già sta accadendo nell’est del Paese, dove 42 gruppi armati si contendono il controllo delle ricchezze naturali creando continue alleanze e scontri armati.

Questa tendenza a creare un equilibrio tra ‘uomini forti’ e dittatori si basa su logiche di potere strettamente africane, e in netto contrasto con il modello di democrazia promosso dall’Occidente. “Il modello democratico promosso da Stati Uniti e Unione Europea è alieno alla nostra cultura e non confacente ai nostri interessi”, ci spiega una nostra fonte locale. “La democrazia occidentale sta rivelando tutti i suoi limiti in Europa e America. Perché noi dovremmo adottare la democrazia quando l’Occidente la sta sostituendo con la dittatura finanziaria di gruppi di interesse economico totalmente svincolati dal controllo delle istituzioni e dei cittadini? La democrazia proposta dall’Occidente ci sembra sempre più un cavallo di Troia per rafforzare la storica supremazia occidentale tesa a egemonizzare le nostre risorse naturali. Una supremazia ora contrastata da una visione e approccio totalmente diversi e antitetici promossi dalla Cina e dai Paesi del BRICS. Il modello più consono alla realtà africana è quello dell’Uomo Forte, che incarna la figura del saggio Capo tribù, attento ai suoi interessi e al potere ma anche al benessere dei suoi cittadini e alla pace nel suo Paese”.

In questo processo di equilibrio politico nella Regione dei Grandi Laghi l’offensiva contro le FDLR (se sarà confermata) tende a neutralizzare un indesiderato concorrente economico nella rapina delle risorse naturali e un pericoloso strumento militare in mano alla Francia per attuare i suoi sogni imperiali. All’interno di questo processo politico, l’unica mela marcia è il dittatore burundese Pierre Nkurunziza. Le nostre fonti ci avvertono che il 2018 potrebbe riservare una sorpresa Nkurunziza, un quasi cambio di regime potrebbe essere alle porte.

(La prima parte di questo servizio è stata pubblicata il 9 gennaio: ‘Congo, ecco il vero obiettivo dell’Esercito ugandese nel Nord Kivu‘)

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