domenica, Giugno 16

Congo – Burundi – Rwanda: la guerra invisibile

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I due tentativi di installare una testa di ponte in Rwanda effettuati dal gruppo terrorista FDLR in previsione di una invasione del Paese, sventati dal pronto intervento delle forze di difesa ruandesi, sembrano essere solo la punta dell’ceberg di una guerra tra il Burundi e il Rwanda che potrebbe facilmente trasformarsi in un conflitto regionale capace di creare un disastro continentale dai risvolti genocidari. L’escalation militare ora si sposta dalle frontiere tra Burundi e Rwanda all’est del Congo, nelle provincie del Nord Kivu e del Sud Kivu.

Violenti scontri si stanno verificando da domenica 2 luglio nelle località di Lubondja, Lumimba, Iseke e Misisi nel distretto di Fizi. Gli attori sono gli stessi: terroristi ruandesi FDLR, la milizia genocidaria burundese Imbonerakure, gli eserciti regolari burundese e congolese e forse reparti scelti dell’esercito ruandese in sostegno discreto ma concreto di milizie di autodifesa della etnia tutsi congolese Banyamulenge e ai soldati regolari congolesi. Le alleanze però sono bruscamente cambiate per logiche al momento non ancora chiare, ma collegate allo sfruttamento dei minerali preziosi della regione.

L’alleanza tra Congo e Burundi, dopo tre anni di fruttuosa collaborazione tra il regime del presidente Joseph Kabila e quello del dittatore Pierre Nkurunziza, sembra inspiegabilmente interrotta. Secondo testimonianze locali e di alcuni giornalisti regionali, i combattimenti nel distretto di Fizi vedrebbero reparti regolari dell’esercito burundese scontrarsi con reparti  regolari dell’esercito congolese. Anche la ventennale alleanza tra Kinshasa e i terroristi ruandesi FDLR, basata sul comune sfruttamento illegale dei minerali nell’est del Congo, si sarebbe incrinata. Dopo aver compiuto per conto di Kinshasa le pulizie etniche nel Nord Kivu contro la tribù Nande in cambio di immensi territori nel Rutshuru per formare una vasta area amministrativa semiautonoma denominata Hutuland, le FDLR ora starebbero combattendo l’esercito regolare congolese nel Sud Kivu.

In un incomprensibile gioco di alleanze e tradimenti, il Governo congolese ora avrebbe contattato il nemico storico, il Rwanda, in cerca di sostegno politico e militare. Per ottenere il sostegno ruandese, il Presidente Kabila avrebbe ordinato alle sue forze di difesa di interrompere gli attacchi alla coalizione dell’opposizione armata burundese presente nel Sud Kivu. Gli scontri dei precedenti mesi avevano impedito ai ribelli burundesi del FNL e del FOREBU di lanciare l’offensiva contro il regime Nkurunziza e liberare il Burundi.

Offensiva preparata fin dallo scorso aprile con sostegno americano, israeliano e forse anche del Belgio. Non si hanno notizie precise su un eventualmente coinvolgimento del esercito di liberazione burundese al fianco dei soldati congolesi. Scontri si registrano anche sull’altopiano Mulenge tra FDLR e milizie di autodifesa Banyamulenge, i tusti congolesi, quest’ultimi supportati dal FOREBU, ribellione burundese che si oppone a Nkurunziza e da unità speciali ruandesi illegalmente presenti in territorio congolese.

Sconosciuti reparti militari sono apparsi due giorni fa per le strade della capitale economica dell’est del Congo, Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu, senza che l’esercito congolese intervenisse per attaccarli. La popolazione è convinta che si tratti di reparti dell’esercito ruandese giunti in Congo per supportare l’esercito congolese a seguito della recente alleanza tra Kinshasa e Kigali. I governi dei due Paesi non hanno rilasciato commenti in merito e dopo la breve apparizione queste sconosciute unità da combattimento, si sarebbero ritirate dalla città di Goma senza provocare danni materiali o aggredire la popolazione. Secondo testimonianze locali le unità fantasma comparse a Goma erano troppo organizzate e disciplinate per essere delle semplici milizie. Molti abitanti di Goma affermano che la disciplina dimostrata e gli armamenti a disposizione di queste unità fantasma portano a pensare a reparti scelti dell’esercito ruandese.

A Fizi l’esercito congolese sta faticosamente tentando di contenere l’offensiva dei reparti dell’esercito burundese, i terroristi FDLR, le milizie burundesi Imbonerakure e delle milizie congolesi denominate Maï-Maï Yakutumbu. I combattimenti tutt’ora in corso sono costellati da vittorie e sconfitte temporanee che non riescono a far comprendere quali dei due schieramenti militari stia prevalendo. Ma la strana guerra non dichiarata si sta estendendo a tutto l’est del Paese. La zona di Beni e Lubero – Nord Kivu (teatro dal 2015 di spaventose pulizie etniche contro la tribù Nande) ritorna alla ribalta delle cronache nazionali. Le milizie Maï-Maï, alleate ai terroristi ruandesi FDLR hanno attaccato I reparti dell’esercito regolare congolese presso il quartiere Rwangoma della città di Beni.

Secondo i comunicati stampa emessi dallo Stato Maggiore dell’esercito congolese, i soldati regolari sono riusciti a respingere le milizie Maï-Maï impedendo la conquista della città. I comunicati sono stati confermati anche dalla radio delle Nazioni Unite: Radio Okapi. Nel distretto di Lubero, vicino alla città di Butembo (sempre Nord Kivu) la popolazione segnala intense attività di gruppi armati Maï-Maï. “La situazione nel distretto di Lubero è confusa. Gruppi armati sono ovunque. Martedì scorso il gruppo armato Maï-Maï Mazembe ha attaccato il villaggio di Kipese”, testimonia Olivier Kisandu, Segretario Esecutivo della associazione locale Convenzione per il Rispetto dei Diritti Umani – CRDH

I 12.000 caschi blu ONU della MONUSCO non intervengono in difesa dei civili in preda a queste bande armate e terroristi stranieri. Paradossalmente i caschi blu una settimana fa hanno chiuso la loro base miliare nella zona del Masisi (Nord Kivu), lasciando la popolazione indifesa e in balia delle violenze belliche. Subito dopo la chiusura della base militare e del ripiegamento dei soldati ONU, i ribelli alleati ai terroristi ruandesi FDLR hanno iniziato ad attaccare la popolazione compiendo inaudite stragi.

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