sabato, Dicembre 7

Commissione Von der Leyen a lavoro per un’industria della difesa UE Ecco le principali problematiche che dovrà affrontare il commissario Thierry Breton

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Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla Commissione europea di Ursula von der Leyen. I favorevoli sono stati 461, 157 i contrari, gli astenuti 89, meglio del predecessore Jean-Claude Juncker la cui Commissione nel 2014ebbe 423 voti a favore, 209 contrari e 67 astenuti. «Siamo pronti ora sostenetemi. Mettiamoci a lavorare insieme per un nuovo inizio dell’Europa» ha detto von der Leyen.  E la nuova Europa avrà l’ambiente tra gli obiettivi principali: «Prima l’Europa si muove e maggiori saranno i vantaggi per cittadini. Venezia sotto l’acqua è una questione vitale. Vediamo le foreste in Portogallo colpite da incendi, la siccità in Lituania. E’ successo anche in passato, ma non possiamo perdere neanche un secondo».

Tra i punti in agenda anche lo sviluppo di un mercato unico della difesa affidato al francese Thierry Breton, 64 anni, ex amministratore delegato del gruppo informatico Atos ed ex ministro all’Economia (2005-2007), che ha preso il posto di Sylvie Goulard, candidata iniziale di Emmanuel Macron bocciata dal Parlamento. La Commissione europea ha proposto di destinare un totale di 13 miliardi di euro per la ricerca e lo sviluppo della difesa nel ciclo 2021-2027 bilancio dell’UE. 

Come afferma Sophia Besch del CER (Centre for european reform), Breton avrà il suo bel da fare. Ursula von der Leyen ha delineato chiaramente i compiti di Breton che dovrà realizzare progetti per il Fondo europea di difesa (FES); per costruire un mercato europeo delle attrezzature militari aperto e competitivo per far rispettare le regole UE sugli appalti in materia di difesa; e ad attuare piani per aumentare la mobilità militare. Con questo mandato, von der Leyen e gli stati membri hanno dato due compiti circa il ruolo di questa Commissione in difesa europea: le attività del nuovo commissario sono focalizzati sul mercato della difesa e sull’attuazione per la quale devono essere portati a compimento nel corso dei prossimi anni nuove iniziative europee.

L’obiettivo principale della Commissione dovrebbe essere quello di costruire un mercato europeo delle attrezzature militari aperto e competitivo. Dieci anni dopo che la Commissione ha cercato prima di regolare appalti pubblici della difesa con il 2009 ‘difesa direttiva sugli appalti’, ricorda Sophia Besh, non v’è ancora alcun mercato unico europeo della difesa. La direttiva, che mirava a contribuire allo sviluppo del mercato delle attrezzature militari per aumentare la concorrenza, ridurre la duplicazione e ridurre i prezzi, ha avuto un successo limitato.
Il fondo di difesa è il più ,alto profilo nuova iniziativa di difesa dell’Unione europea, con il più grande budget collegato ad esso. La Commissione prevede di spendere 8,9 miliardi di euro per cofinanziare progetti di sviluppo la capacità di collaborazione e 4,1 miliardi di euro per finanziare la ricerca difesa collaborazione tra 2021-2027. Tali somme non trasformeranno il mercato europeo della difesa, ma è un inizio.
Per sostenere lo sviluppo delle capacità di difesa europee, la Commissione dovrebbe assumere pianificatori della difesa per il FES, facilitare lo scambio di dati sensibili tra gli stati membri e, soprattutto, sostenere i progetti giusti. E mentre molti governi europei concordano sul fatto che vogliono fare di più militarmente attraverso l’UE, trovano però difficile accordarsi su quale tipo di operazioni che vogliono svolgere nel futuro.
Attraverso la NATO, gli europei hanno individuato alcune carenze di capacità evidenti. Gli stati membri stanno perseguendo progetti di capacità che mirano a rendere gli europei meno dipendente industria degli Stati Uniti. La Commissione potrebbe dimostrare il valore aggiunto dell’UE contribuendo a portare questi progetti di alto livello a buon fine. La Commissione – sostiene Sophie Besch – dovrà trovare un equilibrio fra due obiettivi contraddittori per il mercato della difesa: da un lato, integrare e razionalizzare il settore e, dall’altro, mantenere gli Stati membri all’interno del progetto.
La Commissione intende inoltre necessario che gli Stati membri concordino regole per determinare come le aziende di Paesi terzi possono accedere ai progetti finanziati dal FES. I negoziati tra Bruxelles e Washington circa appalti della difesa sono complicate dal fatto che i paesi membri dell’UE hanno diversi interessi. Per questo motivo, la Commissione vorrebbe esercitare un certo controllo sull’uso della tecnologia.
Il rapporto con la NATO sarà un’altra sfida per la Commissione come sembra a cresce le sue nuove responsabilità di difesa. Inoltre, l’UE sta rafforzando la PESCO (cooperazione strutturata permanente) per aiutare i paesi UE a sviluppare le capacità militari insieme come si fa nel campo dello spazio. Oggi e fino a domani giovedì 28 novembre a Siviglia, in Spagna, inoltre, è in corso il nuovo Consiglio ministeriale dell’Esa durante il quale verranno discussi gli investimenti del settore spaziale per programmi di sviluppo da 3 a 6 anni di spesa. Nella delegazione italiana c’è il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per lo spazio, Riccardo Fraccaro, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia e il Segretario del Comitato Interministeriale per lo spazio ed aerospazio, l’Ammiraglio Carlo Massagli. Secondo l’Agenzia Spaziale Italiana, il Consiglio Ministeriale Esa del 2019, «per la natura ed entità dei programmi proposti, determinerà gli assetti programmatici ed industriali in Europa per il prossimo decennio» e «il nostro paese è il terzo contributore dell’Esa, con la forte volontà di confermare e rafforzare il suo ruolo di primo piano in tutti i segmenti del comparto essendo lo spazio sempre più un elemento fondamentale di crescita economica e produttiva dell’economia in generale, la cosiddetta Space Economy».
Anche con un mandato limitato alla realizzazione, Breton deve affrontare enormi sfide. Come la prima volta Commissario per l’industria della difesa, le scelte che fa mentre era in carica si forma agenda industriale della difesa dell’Unione europea negli anni a venire.

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