sabato, Settembre 21

Commissione UE: tutti gli uomini e le donne di Ursula Una Commissione all’insegna della parità di genere e leggermente spostata a sinistra. Domani i portafogli

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La Presidente eletta della Commissione, Ursula von der Leyen, ha pubblicato questa mattina la lista ufficiale dei Commissari designati dagli Stati membri. L’attribuzione dei portafogli sarà annunciata solo domani, in una conferenza stampa prevista per mezzogiorno, durante la quale la Presidente dovrebbe anche dire come intende organizzare il lavoro.
Si confermano le previsioni sulla parità di genere e l’equilibrio politico.
Su 27 membri della Commissione ci saranno 14 uomini e 13 donne (compresa von der Leyen).

L’esecutivo comunitario dovrebbe spostarsi a sinistra con 10 commissari dei Socialisti&Democratici, 9 del Partito Popolare Europeo, 5 dei liberali di Renew Europe, 1 conservatore euroscettico, 1 verde e 1 indipendente.

A far parte della Commissione von der Leyen saranno:
Johannes Hahn (Austria – PPE), attuale Commissario europeo per la politica di vicinato e l’ampliamento
Didier Reyneders (Belgio – ALDE), Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Belgio
Mariya Gabriel (Bulgaria – PPE), attuale Commissario europeo per l’economia e la società digitale
Dubravka Suica (Croazia – PPE), Membro del Parlamento europeo
Stella Kyriakides (Cipro – PPE), membro della Camera dei rappresentanti di Cipro
Vera Jourova (Repubblica Ceca – ALDE), Commissario europeo per la giustizia, i consumatori e l’uguaglianza di genere
Margrethe Vestager (Danimarca – ALDE), attuale Commissario europeo per la concorrenza
Kadri Simson (Estonia), Ministro degli Affari Economici dell’Estonia dal 2016 al 2019.
Jutta Urplainen (Finlandia – PPE), Membro del parlamento finlandese, ex Ministro delle Finanze
Sylvie Goulard (Francia – ALDE), vicegovernatore presso la Banca Centrale francese, ex deputato europeo
Margaritis Schinas (Grecia – PPE), ex portavoce della Commissione europea
Laszlo Trocsanyi (Ungheria – PPE), parlamentare europeo
Phil Hogan (Irlanda, PPE), attuale Coommissario europeo per l’agricoltura
Paolo Gentiloni (Italia), ex Primo Ministro ed es Ministro degli Affari Esteri
Valdis Dombrovskis (Lettonia – PPE), attuale vicepresidente della Commissione europea per l’euro e dialogo sociale
Virginijus Sinkievicius (Lituania – VERDI), Ministro dell’Economia e dell’Innovazione della Lituania
Nicolas Schmit (Lussemburgo – PSE), deputato al Parlamento europeo ed ex Ministro del Lavoro, dell’occupazione e dell’economia sociale del Lussemburgo
Helena Dalli (Malta – PSE), Ministro per gli Affari europei e l’uguaglianza di Malta
Frans Timmermans (Olanda – PSE), attuale primo vicepresidente della Commissione europea
Janusz Wojciechowski (Polonia – ALDE), Membro della Corte dei conti europea, ex deputato europeo
Elisa Ferreira (Portogallo – PSE), vice governatore della Banca del Portogallo, ex Ministro ed ex deputato europeo
Rovana Plumb (Romania – PSE), già Ministro dei Fondi Europei in Romania
Maros Sefcovic (Slovacchia – PSE), vicepresidente della Commissione europea responsabile dell’Unione dell’energia
Janez Lenarcic (Slovenia -ALDE), Ambasciatore della Slovenia presso l’UE
Ylva Johansson (Svezia – PSE), Ministro del Lavoro in Svezia
Inoltre, Josepn Borrell (Spagna – PSE) è stato designato come Alto rappresentante per la Politica estera.
Il Regno Unito non ha designato commissario in vista della Brexit il 31 ottobre.

Ora il Consiglio deve adottare la lista, dopodiché verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue.
Successivamente, il Parlamento Europeo dovrà dare il proprio consenso all’intero collegio dei commissari, inclusa la presidente e l’Alto Rappresentante. Il voto del Parlamento è preceduto dalle audizioni dei commissari designati, che avverranno nelle commissioni parlamentari competenti.
Una volta che il Parlamento Europeo ha dato il suo assenso, il Consiglio Europeo nomina formalmente la Commissione, che dovrebbe entrare in carica il primo novembre.

E’ nella fase delle audizioni in Parlamento -ogni candidato deve partecipare a un’audizione di tre ore davanti alla Commissione parlamentare o alle commissioni responsabili del portafoglio che gli è stato assegnato- che potrebbero esserci rischi per i designati, in quanto non è inusuale ritiro di un candidato, il respingimento o una modifica del suo portafoglio.
Se il Parlamento dell’UE non approva la Commissione, è necessario apportare modifiche prima che il voto abbia luogo nuovamente.

Una volta che il Parlamento ha dato il suo consenso, il Consiglio europeo nomina ufficialmente la Commissione europea a maggioranza qualificata -il 72 percento degli Stati membri che rappresentano almeno il 65 percento della popolazione dell’UE. Mediamente entro un mese, i membri della Commissione sono tenuti a prestare giuramento alla Corte di giustizia europea a Lussemburgo, impegnandosi a rispettare i trattati dell’UE.

Nel chiarire come intende organizzare il suo lavoro, è possibile che von der Leyen anticipi alcune direttrici, ma la riorganizzazione più importante sarebbe nella burocrazia che governa la Commissione. L’obiettivo, secondo quanto anticipato da alcune fonti riprese dai media europei, è dare più capacità alle figure politiche di controllo dei burocrati e riflettere maggiormente la diversità geografica e politica nella leadership dell’esecutivo, oltre coordinare meglio le questioni che non rientrano facilmente in un unico portafoglio della Commissione. Secondo ‘Politico’ la necessità di ripensare al funzionamento della Commissione è il risultato dei compromessi politici che hanno visto von der Leyen essere nominata presidente della Commissione nel corso di un accordo dell’ultimo minuto all’interno del Consiglio.

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