sabato, Settembre 21

Commissione Leyen per una UE ambiziosa e assertiva dei prossimi 50 anni Una squadra che da qui al 2024 avrà la responsabilità di costruire l’Europa almeno dei prossimi 50 anni

0

Ursula von der Leyen, ha presentato, oggi, l’assegnazione dei portafogli ai candidati Commissari (annunciati ieri), la sua Commissione, una squadra che da qui al 2024 dovrà ridisegnare l’Unione. Probabilmente mai prima una Commissione Ue si è trovata di fronte un impegno tanto gravoso.
Qualche ora prima, il Consiglio europeo aveva adottato l’elenco delle persone proposte a membri della Commissione, secondo quanto prevede il trattato sull’Unione europea, decisione trasmessa al Parlamento europeo e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. Conformemente al trattato sull’Unione europea, prosegue la nota del Consiglio, il Presidente, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli altri membri della Commissione saranno soggetti come organo a un voto di consenso del Parlamento europeo. Sulla base di tale consenso, la Commissione sarà nominata dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata. Questa la procedura.

La sostanza è tutta o quasi nell’intervento di oggi di  von der Leyen nel presentare i portafogli assegnati ai 27. Sulla testa di questa squadra pesa il futuro di un continente, quello di oltre 500 milioni di persone, e su alcuni temi, come sottolineato dagli osservatori più vicini ai palazzi europei, è in gioco l’identità stessa dell’Unione europea

Quello che questa Commissione avrà la responsabilità di costruire, da qui al 31 ottobre 2024, non è né l’oggi né il domani, è l’Europa almeno dei prossimi 50 anniLa Presidente von der Leyen ne pare consapevole, e lo ha dichiarato fin da subito nel suo discorso all’Europarlamento del 16 luglio, quando ha promesso una Conferenza sul futuro dell’Europa, che inizi nel 2020 e duri due anni, perché i «cittadini europei svolgano un ruolo guida e attivo nella costruzione del futuro della nostra Unione». Una promessa che fa intravedere la sua ambizione: gli Stati Uniti d’Europa.

Il lavoro che attende la squadra  von der Leyen è sia interno, sia esterno.
All’interno si tratterà di riformare alla radice l’Unione, a partire dalla Commissione, dal suo modo di operare e dalla riformulazione del ruolo dei burocrati e del loro rapporto con la componente politica, con i Commissari  -tema sul quale von der Leyen è stata, nell’intervento di oggi, molto chiara-, fino ad arrivare al Parlamento (l’auspicio di molti è assicurare finalmente il potere legislativo) e inevitabilmente al Consiglio, che nel corso del tempo ha assunto un peso troppo importante.
L’obiettivo qui è arrivare al potenziamento e al rafforzamento dell’Unione per tornare alle origini, all’Unione che di fatto non è mai stata, ripartendo dalle esigenze dei cittadini.  «Voglio una Commissione europea che offra delle risposte valide, flessibili, moderne e agili», ha dichiarato la Presidente. Essenziale per uscire dal tunnel dei populismi, anzi, l’unica arma in possesso alla UE per disarmare i populisti. Una lavoro di riorganizzazione che sta alla base di quasi tutto, è la condizione per arrivare agli Stati Uniti d’Europa. La Presidente ha iniziato a mettere oggi il primo mattone.

Il secondo fronte è quello esterno, ovvero il posizionamento dell’Europa nel nuovo quadro che si sta delineando.
Dopo il tentativo di demolizione dell’Unione da parte delle forze populiste interne europee, in collaborazione con quelle esterne, ora si tratta di riaffermare la propria forza partendo da una identità da ritrovare, nell’ascolto dei popoli europei. «Voglio che il Green Deal europeo diventi l’elemento distintivo dell’Europa» , ha detto la Presidente, ribadendo l’impegno a  «diventare il primo continente al mondo a impatto climatico zero».
Questo ‘tratto distintivo’ potrebbe essere l’inizio nel percorso del vecchio continente nel ritrovare una sua collocazione nel mondo.
Non di meno, potrebbe essere l’elemento sul quale ricostruire l’economia. Von der Leyen lo dice quando afferma che il continente a impatto zero è «anche un imperativo economico a lungo termine», «voglio che l’Europa sia all’avanguardia».
Una direttrice di questa economia a impatto zero la Presidente la prospetta subito: «Voglio un’Europa esportatrice di conoscenze, tecnologie e buone pratiche». Conoscenze, competenze sono quanto hanno fatto grande l’Europa ed è un primato che se recuperato e immesso in circuito potrebbe far rinascere il continente.
Un ‘nuovo Rinascimento’ che che ha in sé un potenziale di business eccezionale. E correttamente la Presidente mette in evidenza il tema della digitalizzazione del continente: «Dobbiamo far sì che il nostro mercato unico sia preparato per l’era digitale, sfruttando al meglio l’intelligenza artificiale e i big data e migliorando la cibersicurezza e dobbiamo impegnarci a fondo per la nostra sovranità tecnologica».
Ecco: sovranità tecnologica. In due parole von der Leyen ha tracciato la linea delle relazioni UE con il resto del mondo: «La mia sarà una Commissione impegnata a favore di politiche sostenibili. E voglio che l’Unione europea sia la custode del multilateralismo. Perché sappiamo di essere più forti quando facciamo insieme ciò che non riusciamo a fare da soli», «costruiremo il nostro partenariato con gli Stati Uniti, definiremo le nostre relazioni con una Cina più autoassertiva e saremo un vicino affidabile, ad esempio per l’Africa. Questa squadra dovrà battersi per difendere i nostri valori e le nostre norme a livello mondiale». Multilateralismo, impegno che non piacerà certo agli Stati Uniti, e capacità di determinazione, di essere assertivi.

Da questi elementi di fondo discenderà tutto il resto. Il nuovo collegio avrà otto Vicepresidenti, tra i quali l’Alto rappresentante dell’Unione per la Politica estera e la politica di sicurezza (Josep Borrell).
I Vicepresidenti sono responsabili delle principali priorità enunciate negli orientamenti politici. Guideranno le attività dell’Esecutivo sulle questioni generali più importanti, come il Green Deal europeo, un’Europa pronta per l’era digitale, un’economia che lavora per le persone, la protezione del nostro stile di vita europeo, un’Europa più forte nel mondo e un nuovo slancio per la democrazia europea.
I Commissari, al centro della struttura del nuovo collegio, gestiranno le competenze specialistiche fornite dalle direzioni generali.
I tre Vicepresidenti esecutivi avranno una doppia funzione: saranno nel contempo Commissari e Vicepresidenti responsabili di uno dei tre temi centrali dell’agenda della Presidente eletta. 

I tre vice-presidenti esecutivi sono: Frans Timmermans (Olanda) coordinerà le attività per il Green Deal europeo, gestirà inoltre la politica di Azione per il clima, con il sostegno della direzione generale per l’Azione per il clima; Margrethe Vestager (Danimarca) coordinerà l’intera agenda per un’Europa pronta per l’era digitale e sarà Commissaria per la Concorrenza, con il sostegno della direzione generale della Concorrenza; Valdis Dombrovskis (Lettonia) coordinerà le attività per un’economia al servizio delle persone e sarà Commissario per i Servizi finanziari, con il sostegno della direzione generale della Stabilità finanziaria, dei servizi finanziari e dell’Unione dei mercati dei capitali.

Gli altri cinque Vicepresidenti sono: Josep Borrell (Spagna) che sarà Alto rappresentante e vicepresidente designato; Vera Jourová (Repubblica ceca) ai valori e trasparenza; Margaritis Schinas (Grecia) che si occuperà di proteggere lo stile di vita europeo; Maroš Šefcovic (Slovacchia) alle relazioni inter-istituzionali e prospettive strategiche; Dubravka Šuica (Croazia) con delega a democrazia e demografia e guiderà inoltre le attivita’ della Commissione nell’ambito della conferenza sul futuro dell’Europa. 

Gli altri Commissari avranno le seguenti funzioni: Johannes Hahn (Austria) si occuperà di Bilancio e Amministrazione; Didier Reynders (Belgio) sarà responsabile della Giustizia; a Mariya Gabriel (Bulgaria) spetta il portafoglio Innovazione e Gioventù; Stella Kyriakides (Cipro) alla salute; Kadri Simson (Estonia) all’Energia; Jutta Urpilainen (Finlandia) ai Partenariati internazionali; Sylvie Goulard (Francia) al Mercato interno e responsabile della nuova direzione generale dell’Industria della difesa e dello spazio; László Trócsányi sarà a capo del portafoglio Vicinato e allargamento; Phil Hogan (Irlanda), avrà il portafoglio Commercio; Paolo Gentiloni, guiderà il portafoglio Economia; Virginijus Sinkevicius (Lituania) si occuperà di Ambiente e Oceani; Nicolas Schmit (Lussemburgo) al Lavoro; Helena Dalli (Malta) all’Uguaglianza; Janusz Wojciechowski (Polonia) all’Agricoltura; Elisa Ferreira (Portogallo) a Coesione e Riforme; Rovana Plumb (Romania) sarà incaricata dei Trasporti; Janez Lenarcic (Slovenia) sarà responsabile del portafoglio Gestione delle crisi, Ylva Johansson (Svezia) guidera’ il portafoglio Affari Interni. 

Il negoziatore capo Ue per la Brexit, Michel Barnier, ha dichiarato la Presidente, «Discuterò con lui un prolungamento»  del suo mandato alla guida del team di negoziatori dell’Ue, anche in vista delle trattative sulle relazioni future con Londra. 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore