domenica, Giugno 7

Comiche da coronavirus, scritte e interpretate dalla premiata ditta ‘politicanti italiani’ Protagonista: una ‘italovissuta’ attenta all’elettorato scarso del suo capo, una Ministro degli Interni che ha preso una scivolata; co-protagonisti: tutti -o quasi- gli altri animali della fattoria dei politicanti

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Una volta di più, purtroppo -e sottolineo purtroppo- il nostro ceto di politicanti da strapazzo mostra di cosa è fatto; mostra cos’è in un momento di una gravità enorme per il nostro Paese, quello del coronavirus Covid-19,  in un momento nel quale, però, con qualche sorpresa di molti, il Paese vero, cioè quello delle persone normali, tranquille, stanche, un po’ fataliste, colte molto più di quanto si dica, ironiche come solo le nostre sanno essere, in una parola civile (ebbene sì: civile!), aveva accettato misure poco chiare, confuse, comunicate nottetempo sui social e non con chiare e ufficiali conferenze stampa, o con dichiarazioni magari a cavallo di un cavallone bianco accuratamente purgato, aveva accettato, dico, di non uscire, non lavorare, non andare dal parrucchiere o a giocare a Burraco, ma specialmente aveva accettato, certo con fatalismo ma non con rabbia, la prospettiva di poco o punto lavoro, pochi o punti soldi, un futuro almeno grigio reso, ancora più grigio dalla pochezza del nostro ‘ceto imprenditoriale’ forse perfino peggiore di quello politico; ebbene in un momento simile cosa si vede?


Su suggerimento di una italovissuta attenta all’elettorato scarso del suo capo, la Ministro dell’Interno, finora persona serissima, discreta, silenziosa, concreta, se ne esce con l’idea che se si può portare il cane a fare pipì ci si può portare anche l’infante.
La cosa era ed è solo ridicola, davvero sciocca, inutile, solo finalizzata a dare soddisfazione alla predetta italovissuta, anche banale: io ci avevo scherzato su, sottolineando, da vecchio, che non si era parlato dei vecchi, ma che, insomma, non è che fosse proprio una grande idea, decisiva per il futuro del Paese. Si sarebbe dovuto solo lasciarla cadere senza sottolineature per dire: certo se portate il cane, portate pure il bebè, è ovvio. Ma no, il burocrate aspirante primo attore che alberga in chiunque di noi, straripa nella Ministro, che si dilunga a braccia conserte in considerazioni sul nulla e sul tutto e nelle precisazioni puntuali: solo un genitore con un pupo, se no guai, e solo intorno all’isolato per fargli prendere aria o anche meglio (lo ha detto alla rituale conferenza di Borrelli se non sbaglio uno degli ‘scienziati’, che ormai infestano il Paese peggio delle cavallette) per assicurargli ‘il diritto a godere della primavera’ (roba da matti, ma vi rendete conto?) e, naturalmente, uno alla volta per carità … manco il Barbiere di Siviglia. Certo che Borrelli non è che ci aiuta (sembrava così serio … mah) quando se ne esce con ‘colmiamo quel metro di tenerezza’! avesse detto “di lasagne” almeno era spiritoso.

E va bene, quella della Lamorgese è una uscita infelice, una banalità troppo costruita, una voglia di farsi vedere, una cosa ovvia.

Macchè!! Scatta inferocito il Fontana mascherato, con in pugno la draghinassa di Alberto (da Giussano, che ci scommetto la testa, non sa nemmeno chi sia stato) e urla allo scempio, alla violazione delle regole più elementari di sicurezza, alla lesione grave degli interessi della Lombardia e, dato che è generoso, del Veneto. E, da par suo gli fa eco il prode De Luca, già inferocito perché Salvini, altro politicante sottile e pensoso, si stupisce dei pochi contagiati in Campania, alludendo a chi sa quale trucco spionistico inventato dal De Luca, manco la spectre e senza curarsi, il Salvini intendo, dei danni forse irreversibili determinati agli organi genitali dei campani a sentire le sue parole, pur se debitamente consolati dal fatto che lo stesso naturalmente propone sanatoria edilizia (miele per le orecchie di un campano e di un italiano in genere), sanatoria fiscale, molto meno mielosa per le orecchie medesime, altra cosa che Salvini non ha minimamente capito, dato che in Italia le paga una sparuta minoranza di cittadini perbene o impossibilitati a non pagarle e quindi quelle proposte fanno inca … are quei tangheri come me che le pagano perché se le prendono prima ancora di darmele!

E quindi, mentre la polemica infuria, la Ministro precisa e sottolinea e appunta (leggetela la precisazione, è da torcersi sulla sedia dal ridere), il logorroico Gallera (ormai in piena psicosi di reame) dichiara che la circolare èirresponsabile e folle’ e che «vedremo se c’è la possibilità di emanare ordinanze che la vanifichino» (Ministro, questo è vilipendio o peggio, non le pare? Altro che quel povero cristo del sindaco di Messina); laitalovissutascruta i sondaggi per vedere quanti milionesimi di punti percentuali ha guadagnato con la sua uscita (certo danneggiata dallo scienziato che si è permesso di plagiarla) ed afferma senza ridere (del resto non credo che sappia farlo) «non possiamo pensare di tenere ancora chiusa un’intera generazione», sti cavoli!, mentre il suo capo afferma serissimo «domani dovremo affrontare il tema di chi decide in caso di emergenza. È impensabile che oggi un assessore dica di ignorare la circolare del ministro»; ma di contro si schierano a spadoni impugnati il sindaco Decaro, il ‘governatore’ Musumeci e, udite, udite, il sindaco De Magistris, pezzi da novanta; ma neanche Crimi perde l’occasione di sottilizzare che non si tratterebbe di quindicenni (che quindi non sono minori?) ma di piccoli, proprio piccoli per i quali uscire è una necessità (come per i cani) «non possiamo far pagare quello che sta accadendo ai bambini piccoli» (piccoli qunato, Vito?); Zingaretti, infine appena guarito, commenta che devono essere gli scienziati a decidere, si convocherà un congresso ad hoc, in videoconferenza tra i pediatri italiani per decidere quanti metri al giorno deve fare all’aria aperta un bimbo italiano e anche cosa si intende per bambino?
Eh sì, perché ormai tutto decidono gli ‘scienziati’, e qualche giornale, in vena di minimizzare o inconscio del ridicolo, parla di ‘cessione di sovranità’ del Governo agli scienziati, non più alla UE! E quindi arriva in Parlamento, ascoltato tra gli altri da un Malan con mascherona e guanti neri!, il Ministro Speranza (che fino a poco fa sembrava il più serio … ) che dice che fino al 13 Aprile tutto resta com’è.
Santa pace, ma non era il 18 e poi il 4 Maggio?! ma possibile che non si possa mai dire una cosa chiara, semplice, ufficiale, normale, magari anche comprensibile. A proposito, ma queste maledette mascherine, delle quali i politicanti abbondano, si devono mettere o no, e chi ce le procura, a pagamento, per carità, mica siamo politici noi!

In tutto questo, con grande sorpresa di Tridico, un’altra fondamentale riserva della Repubblica, il sito dell’INPS viene assalito dalla gente che, giustamente, vuole fare la domanda per i 600 euro e salta e viene chiuso: per insipienza di chi lo gestisce? No, perché assalito dagli hacker ‘già da alcuni giorni’! ma vi pare?

E sorvolerei volentieri, ma non posso, sull’intervista l’altra sera al conte Gentiloni, un po’ ‘sbattuto’ e perfino con il ‘bandò’ scomposto (anche lui come Mattarella non va dal barbiere?) che ribadisce quanto già proposto: la terza via. Cioè, lo ho scritto ieri, cedere alle assurde pretese contabilidi Germania e Olanda, ma in realtà Germania. Pretese che, per non mettere formalmente l’Italia sotto controllo, le farebbero (però e deliberatamente) perdere ogni peso economico e politico. Ma specialmente distruggerebbero l’idea di Europa, come Europa unita e non ‘diretta unitariamente’. Lo ho detto, Churchill a parte del quale circola in questi giorni una frase forse spuria, i tedeschi, o almeno alcuni di essi molto vicini alla Merkel, in qualche modo hanno creduto di vincere economicamente la guerra che non hanno vinta sul terreno e sono l’unico Paese, la cui Corte Costituzionale ha praticamente negato l’UE con la sentenza che citavo ieri (sentenza Lissabon).

Ma ciò significa solo che si deve negoziare, negoziare, negoziare a muso duro, durissimo; ma si deve farlo sul terreno europeo. Gli espedienti democristiani di Gentiloni, forse ci porterebbero soldi, ma sancirebbero la fine dell’UE come unione politica (non solidale, che non significa niente) di una Europa unica in cui Germania e Italia saranno ‘solo’ regioni di Europa. Una Europa di quasi 500 milioni di persone (magari eliminando proprio Ungheria e altri, che non sarebbe male) ha voce, voce in capitolo; una Germania fortissima quanto si vuole, conta quanto il due di briscola, non solo con Trump, ma con qualunque altro Presidente. Gli USA mettono in campo 2.000 miliardi di dollari, la Germania al massimo 500, cioè nulla. E non parliamo di Italia o Francia o, figuriamoci, Olanda.
Se non si capisce questo, pochette incluso che dà interviste a raffica in Europa, beh siamo proprio nei guai, siamo come Europa, non solo come Italia.

La giornata, come noto, si chiude con una conversazione stampa di Conte, una volta tanto puntuale. Dalla quale non giungono novità, come ovvio, salvo la ripetizione, finalmente netta e perfino ruvida, del rifiuto dei condizionamenti (leggi: ricatti, non lo ha detto, ma era sulle sue labbra) da contabili di Germania e altri, anche se, nella sua vaghezza (una volta tanto dovuta, il negoziato è in corso!) non esclude la micidiale terza via di cui sopra.
Incrociamo le dita.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.