sabato, Dicembre 14

Comey al Senato Usa: ‘Trump ha mentito sul mio conto’

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Aria tesa negli Usa, dove l’ex capo dell’Fbi James Comey ha confermato che Donald Trump chiese di insabbiare l’inchiesta sul Russiagate, in particolare di lasciar cadere le indagini sul suo ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn. Comey, in audizione al Senato, ripresa in diretta tv, ha precisato che Trump non gli ordinò esplicitamente di lasciar cadere le indagini sull’ex consigliere per la sicurezza nazionale ma che egli interpretò le sue parole come una disposizione.

Testimoniando al Senato americano, Comey ha aggiunto poi: «Non sta a me dire se le conversazioni con il presidente erano un modo per ostruire la giustizia. Prima dell’incontro del 6 gennaio, discussi con i leader dell’fbi se dovessi prepararmi a rassicurare il presidente eletto Trump che non stavamo indagando su di lui. Era vero. Non avevamo un caso aperto su di lui. Fummo d’accordo che dovessi avvertirlo. Alla Trump Tower gli diedi questa rassicurazione».

«Non c’è alcun dubbio che la Russia abbia interferito nelle elezioni americane. Ma ho fiducia che nessun voto sia stato alterato», ha aggiunto Comey. Poi ha confermato che l’amministrazione Trump ha scelto di «diffamare me e l’Fbi, e ha mentito su di me e sull’Fbi». «Le spiegazioni del mio licenziamento mi hanno confuso e preoccupato, visto che fino ad allora mi era stato ripetuto che stavo facendo un gran lavoro».

E’ il giorno del voto in Gran Bretagna. Seggi aperti fino alle 23 italiane in 650 collegi, con misure di sicurezza rafforzate dopo i recenti attacchi terroristici. Favorita, anche dagli ultimi sondaggi, Theresa May, ma i Laburisti di Jeremy Corbyn sembrano in ripresa.  «E’ il giorno della nostra democrazia», ha detto dopo aver votato Corbyn, «sono molto fiero della nostra campagna elettorale». Ma contro il laburista si sono schierati anche i maggiori quotidiani britannici, che parlano di rischi caos in caso di vittoria dell’opposizione, soprattutto per quanto concerne la trattative con l’Ue per la Brexit.

Intanto per gli attacchi di Londra sono stati compiuti altri tre arresti. A confermarlo la Met Police, secondo cui gli uomini sono stati fermati nella zona di Ilford, est della capitale. In tutto sono stati compiuti 17 arresti, 12 persone sono state rilasciate e 5 rimangono sotto custodia.

In Iran è salito a 13 il numero dei morti dopo gli attacchi terroristici di ieri al Parlamento e al mausoleo dell’imam Khomeini a Teheran. In totale anche 52 persone ferite, delle quali 6 sono ancora in gravi condizioni in terapia intensiva. Duro l’intervento del presidente Hassan Rohani: «Negli ultimi anni i terroristi hanno provato a infiltrarsi nel Paese per infliggere un colpo alla nazione, ma hanno fallito molte volte e anche ieri non sono riusciti a entrare nel Parlamento e nel mausoleo dell’imam Khomeini. L’Iran si opporrà al terrore, alla violenza e all’estremismo in maniera più forte di prima. Il terrorismo è l’opposto della cultura e mira a eliminare l’umanità e la civiltà».  Il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif ha commentato su Twitter le affermazioni di Trump per il quale l’Iran è «sponsor del terrorismo»: a sua volta accusa gli Usa di sostenere il terrorismo e ha rimarcato che «il popolo iraniano respinge le affermazioni statunitensi».

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