martedì, Giugno 25

Come spiegare il terrorismo ai bambini

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I terribili fatti di Manchester hanno fatto ripiombare l’Europa nel terrore. A finire nel mirino stavolta un concerto, attività che vede i giovani per lo più partecipare. Ma stavolta al concerto di Ariana Grande c’erano anche adolescenti, bambini. Il terrorismo ha colpito i più deboli stavolta.

E in questi giorni si è tornati a parlare della modalità con la quale spiegare certi eventi ai più giovani. Come rappresentare agli occhi di un bambino il terrorismo, senza spaventarlo più del dovuto? E’ un compito arduo, soprattutto in tempi moderni dove internet, tv e radio parlano continuamente di questi fatti e mostrano immagini, anche crude, di attentati. Insomma è quasi impossibile sfuggire all’argomento. Se in passato si giocava con bambole o macchinine, ora sono pc e smartphone a dominare, anche tra i più piccoli. E queste informazioni sono facilmente alla portata dei soggetti più deboli. In più anche la scuola, al giorno d’oggi, non può esimersi dall’affrontare temi come il terrorismo.

Quando un genitore viene a sapere che il proprio figlio è già a conoscenza della realtà dell’Isis e del terrorismo, può rimanere sconvolto, visto che anche per persone grandi è difficile trovarsi a tu per tu con queste paure. Difficile immaginare quindi cosa possa passare nella testa dei bambini. E allora che fare? Evitare di parlare di terrorismo o attentati ai giovani? Neanche per idea. Secondo gli psicologi bisogna infatti concentrarsi sui comportamenti del bambino e, in base all’età, trovare le parole giuste.

Fino ai 6 anni i bambini sono molto suggestionabili dallo stato d’animo dei genitori, quindi è necessario rassicurare i propri figli, fargli capire che è solo uno dei tanti rischi possibili. Dai 9 anni il bambino invece è in grado di capire, quindi i genitori possono prendere l’iniziativa e fare un discorso più serio. Ecco allora come in Gran Bretagna si affronta questo delicato tema.

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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