giovedì, Ottobre 29

Columbus Day: Colombo deve ringraziare l’arroganza americana Una ricostruzione di come si è formato il mito di Colombo simbolo nazionale USA. I confini sfocati tra mito e storia

0

2020: anno terribile anche per Cristoforo Colombo. Oggi, nella giornata dal Columbus Day, le cronache ci dicono che da da giugno, in tutti gli Stati Uniti -dalla California allo Stato di New York- sono staterimosse dalle autorità locali, o distrutte,decapitate o vandalizzate dai manifestanti, 35 statue di Cristoforo Colombo -ma potrebbero essere di più, è una contabilità difficile da tenere-, e diverse città hanno istituito l’Indigenous People’s Day, in sostituzione del Columbus Day.

Perchè? Cosa c’è alla base di questo ‘odio’ nei confronti di Colombo?
Il motivo, probabilmente, è da ricercare più ancora che nell’oggisimbolo del potere bianco da abbattere-, nel ieri, nella storia degli Stati Uniti.

Il Columbus Day è divenuta festa nazionale nel 1937, ma l’avventura di Colombo comesimbolo degli Stati Unitirisale alla metà del XVIII secolo, e la motivazione alla base èl’arroganza americana’, come la definisce William Francis Keegan, curatore di Caribbean Archaeology, dell’University of Florida, che offre una ricostruzione storica della riscoperta di Colombo dopo tre secoli circa.

A metà del 1700, gli studiosi portarono alla luce documenti a lungo dimenticati su Colombo e sulla storia primitiva del Nuovo Mondo. «Uno dei più importanti è statoHistoria de las Indias in tre volumi di Bartolome de las Casas», spiegaKeegan. Libro proibito in Spagna perché documentava il duro trattamento della Spagna nei confronti dei popoli nativi. «La sua rappresentazione del maltrattamento spagnolo degli indiani ha fornito le basi per la ‘leggenda nera’. Il suo raccontoannerìil carattere spagnolo descrivendolo come repressivo, brutale,intollerante e intellettualmente e artisticamente arretrato. Qualunque fossero le motivazioni della Spagna, la conquista delle Americhe ha distrutto le culture native e ha inaugurato secoli di schiavitù africana», afferma Keegan.

Altro documento fondamentale rinvenuto «era il diario personale di Cristoforo Colombo del suo primo viaggio, pubblicato nel 1880. Il diario catturò l’attenzione di Gustavus Fox, assistente segretario della Marina di Abraham Lincoln, che fece il primo tentativo di ricostruire la rotta del primo viaggio di Colombo».

Su questi ritrovamenti e su questo rinnovato interesse degli studiosi si innesta una motivazione del tutto politica: stoppare qualsiasi rivendicazione della Spagna sulle Americhe. «Le colonie americane della Spagna dichiararono l’indipendenza, una ad una, dall’inizio del XIX secolo. Simón Bolivar, e altri leader rivoluzionari creoli, hanno abbracciato una filosofia classica che ha messo in luce i loro antenati romani al punto che ‘l’America spagnola’ è stata convertita in America Latina. L’assalto finale arrivò con l’invasione di Cuba da parte degli Stati Uniti e la guerra ispano-americana di sei mesi nel 1898. Porto Rico divenne un territorio degli Stati Uniti e quest’anno segna il centesimo anniversario dell’acquisto delle Isole Vergini americane dalla Danimarca».

Nel 1889, la Francia mette in scena quella che i recensori hanno descritto come la più spettacolareFiera mondiale possibile, e il suo coronamento è stata la Torre Eiffel. «Dopo Parigi, gli Stati Uniti si sono proposti di dimostrare al mondo di essere uguali all’Europa organizzando la propria Fiera Mondiale. Nessuno ha rivendicato il merito del tema dell’Esposizione, ma il palcoscenico è stato impostato quando lo scrittore americano e autore di ‘The Legend of Sleepy Hollow’, Washington Irving, ha tentato di rilanciare la sua carriera in calo scrivendo la prima biografia di Cristoforo Colombo in inglese, pubblicata nel 1828». Labiografia esaltò l’immagine di Colombo come«uno di quegli uomini di forte genio naturale»,formatosi «dal dover lottare fin dall’inizio con privazioni e impedimenti», intrepido nel coraggio e capace di vincere con facilità ogni difficoltà.

L’esposizione universale divenne l’Esposizione colombiana mondiale. Evento organizzato per coincidere con il 400 ° anniversario dell’arrivo di Colombo nel Nuovo Mondo. Il 12 ottobre 1892 il Presidente Benjamin Harrison presiedette le cerimonie di apertura. Lo stesso giorno fu introdotto nelle scuole americane il Pledge of Allegiance.

«Più di 28 milioni di biglietti sono stati venduti durante i sei mesi di apertura dell’Esposizione Colombiana. Colombo era il beniamino dei mass media del XIX secolo. Settantuno ritratti di Colombo, tutti postumi, appesi in una grande galleria. Seguendo le descrizioni di Irving, Colombo divenne l’incarnazione del sogno americano. Il figlio di semplici tessitori di lanache aveva un grande sogno sfidò i più grandi studiosi del suo tempo e andò coraggiosamente dove nessun uomo era mai stato prima. Meglio ancora, era italiano. L’America poteva addirittura negare che la Spagna avesse avuto un ruolo nella scoperta del Nuovo Mondo».

L’Esposizione colombiana mondiale ha definito la cultura americana. Il Presidente Harrison deciseche una festa nazionale coincidesse con l’apertura dell’Esposizione Colombiana, appunto il Columbus Day, riconosciuto ufficialmente dal Congresso solo nel 1937.

1992: 500 ° anniversario dell’arrivo di Colombo nelle Americhe. L’anniversario ha amplificato le proteste dei nativi americani contro quella che percepivano come la celebrazione del genocidio edella conquista. Da allora, le proteste anti-Columbus Day hanno acquisito slancio, fin da subito in almeno una dozzina di Stati, tra cui Hawaii, South Dakota e New Mexico, sostituendo e ribattezzando Columbus Day in Giornata dei popoli indigeni, e hanno avuto il loro apice proprio in questo 2020.
«L’impatto devastante della sua ‘scoperta’ sui popoli nativi di tutte le Americhe ha portato i manifestanti a denunciare Colombo come un ‘terrorista. L’uomo Colombo è morto più di 500 anni fa. Columbus la leggenda è ancora in fase di smantellamento. La sua storia illustra i confini sfocati tra mito e storia: come un architetto della distruzione è stato trasformato in un simbolo nazionale», conclude William Francis Keegan.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore