mercoledì, Agosto 5

Colao, acala ‘e scelle! E dicci: nel frattempo noi che mangiamo? Anche la più banale delle misure proposte, richiede studi approfonditi, valutazioni e leggi, decreti, ecc. quindi si vedranno le prime cose tra quattro o cinque anni

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Pur avvinto dalla appassionante tenzone tra la Ministro Lucia Azzolina e l’ex Ministro Matteo Salvini, sulla corretta dizione di ‘plexiglas(s)’, pensosamente e dottamente commentata dal ‘Corriere’, evidentemente a corto di notizie, anche se comprendo bene che la statura culturale, umana, politica e … basta, perché mi pare che nessuno dei due sia particolarmente alto, non poteva lasciare sotto silenzio una così importante divergenza di opinione ortografica: sono certo che alla Crusca non ci dormono stanotte. Pur avvinto, dicevo, da ciò, non mi è sfuggita del tutto la presentazione delpiano Colao’, atteso come il vangelo di Giovanni, sia pure, come vedremo subito, anche con qualche diffidenza.

Piano inteso ad «aiutare il Governo a uscire da questa crisi, trasformando l’emergenza in opportunità … Come l’Italia, anche la politica è bloccata. E noi dobbiamo darle una mano, per far uscire il Sistema-Paese dalla paralisi e per mettere d’accordo tutte le anime del Parlamento e della società », che, me lo permetterà il dottor Vittorio Colao -che non conosco nemmeno per prossimo né mai conoscerò, alto com’è, rispetto alla mia pochezza- oltre ad essere una frase fatta come poche, contiene un che di arrogante, stavo per dire strafottente, che non mi sembra adeguato. Beninteso, non voglio mica dire che al Governo vi siano cervelli tali che spiegargli qualcosa non possa essere utile, ma al Governo possono esservi anche gli ultimi degli imbecilli, ma, dottor Colao lo tenga presente, è il Governo della Repubblica italiana, punto: si alzi in piedi e si tolga il cappello … poi va in bagno a ridere, ma con la porta chiusa, magari a leggere l’altro giornale degli eredi, che titola oggi: ‘Per un tampone l’italiano diventa civile’ … notevole quel ‘diventa’ eh? Parola di Linus.
Senza offesa, dottor Colao, anzi, lo scrivo in piedi e a capo chino, ma a Napoli si direbbeacala ‘e scelle’. Sono certo che Ella, pur residente a Londra, buon per lei, e autorevole membro del OSGM, non mancherà di trovare qualcuno che le traduca quella frase.

In altre parole, posto che il dottor Colao volesse distruggere il proprio lavoro, per immenso o modesto che sia, ci è riuscito mirabilmente dando questa, da me riportata, intervista a ‘La Stampa. Pessima scelta del giornale: il giornale del padronato.., per carità nulla di male e ottimo giornale, ma se proprio una intervista si deve dare, la si dà in territorio neutro, non le pare? Per di più, condita, da quella frase (non si offenda dr. Colao) proprio volgare: «su 102 idee mi accontento se il Governo ne fa sue una quarantina». Frase che, detta da un membro del OSGM, che vive a Londra e che non sembra intenzionato a venire a mettere le mani in pasta qui, suona a dir poco sgarbata.

Confesso che non ho la più pallida idea del perché Giuseppe Conte – pochette abbia scelto lui a dareconsigli autorevoli’ non c’era nessun altro o glielo ha suggerito Matteo Renzi, orfano di Sergio Marchionne?, ma certo che ne sta giàprendendo le distanze’, come si usa dire in politica. Cioè sta facendo quello che fanno sempre i politicanti, di nuovo in napoletano ‘buttano ‘a petrella e ritirano ‘a manella’. Aggiungendovi, da par suo, e per completare la sua assimilazione al suo idolo Silvio Berlusconi, che sente che gli stanno remando contro. A dire il vero, forse ricordo male?, anche l’alterego di Berlusconi, Renzi, diceva qualcosa del genere, poi, per fortuna, si è trovato un remo in faccia.
Sorvolo sul dato che tutto ciò deriva solo dal fatto che pochette ha pensato di fare un gran colpaccio di immagine, su suggerimento dell’innominabile (Casalino), convocando una frittata mal fatta chiamatastati generali per presentarci qualcuna delle idee del predetto (Colao) e proporsi come il salvatore del Paese. Ma siamo in Italia, caro pochette, se un politicante alza un po’ la testa, lo stangano subito, ormai dovresti averlo imparato. Per di più, vai a proporti di salvare il mondo senza uno straccio di idea discussa prima e senza neanche fare circolare il mirabile piano dell’esponente del OSGM, manco tra i ministri, avendo dei precedenti a dir poco discutibili, se solo si pensa alla miriade irrefrenabile di ‘dipiciemme’ incomprensibili e di decreti legge che, se va bene, cominceranno a funzionare fra tre anni, quando saranno stati emessi quel paio di centinaia di decreti di attuazione necessari, grazie alla nostra scadente, demotivata e accidiosa amministrazione pubblica. E ti stupisci che ti sparano addosso a palle incatenate e che l’unico che ti difende è Renzi, perché così ti può fregare meglio e intanto cercare di salvare il salvabile del suo risibile partito del 2%?

Sul merito del piano, introdotto da una paginata di slogan retorici e ovvi: ‘Impresa e Lavoro motore dell’economia’, ‘Turismo Arte e Cultura brand del Paese’, ‘P.A. alleata di cittadini e imprese’, ‘Individui e Famiglia in una società più inclusiva ed equa’ (domani si scateneranno gli anti-famiglia-classica, scommettiamo?), ecc., non mi dilungherò. Il tutto fatto di schede colorate (insomma, un banale PowerPoint!) dove ogni scheda rappresenta un’idea, sulle quali non posso dire molto perché di economia non capisco gran che e per di più è strapieno di sigle e di parole in gergo manageriale in ‘inglese’, cioè è incomprensibile. E basterebbe questo.
Dico io, dottor Colao, mi creda Lei mi sta perfino simpatico, poi vive a Londra, città che adoro specie da quando la GB ha levato il disturbo nella UE. Dico io, le viene richiesto di fare un elenco di idee o che so io, da imprenditore, anzi, da ‘Grande Manager’; ebbene, ci mette due mesi abbondanti e presenta delle schede, cioè nulla di attuabile non dico domani ma il mese prossimo, e per di più lo riempie di parole e sigle incomprensibili. Lei forse non si è reso conto che, malgrado la cosa possa apparire singolare, pochette rappresenta (lo dico con un profondo sospiro, non di sollievo) gli italiani; lei, dunque, parla agli italiani, che non sono tutti dirigenti della Genaral Motors a Detroit, o sbaglio? Di nuovo, non mi fraintenda, si tratta di rispetto, non so se ne abbia sentito parlare.

E a questi italiani, la prima cosa che propone è allucinante, nemmeno in sé, ma per la posizione: è la prima. Lei propone di esentare, comunque -ripeto comunque- gli imprenditori da responsabilità per infezione da Covid-19, una sorta di scudo penale, di infelice memoria (almeno questo, diamine, la sola parola ‘porta seccia’, lo sa?) con questa frase: «Per quanto attiene al rischio di responsabilità penale, questo è fortemente ridotto laddove si preveda che l’adozione, e di poi l’osservanza, dei protocolli di sicurezza … costituisce adempimento integrale dell’obbligo di sicurezza». Ora, a parte quel ‘di poi’ che sembra scritto dalla Boschi, ho l’impressione che l’esclusione della responsabilità ci sarebbe comunque (chieda ai suoi avvocati) e quindi questomettere le mani avantiè sospetto. E se l’imprenditore ha ‘formalmente’ rispettato ecc., e il lavoratore si ammala? Come può mai pensare che non vi sia un giudice che cercherà, facendo il suo dovere, di indagare se c’è colpa … o dolo, dottor Colao, dolo, sa cos’è? Ma in che mondo vive, dottor Colao? Queste cose non le avrebbe scritte nemmeno Mackie Messer! Io avrei consultato un giurista prima di scrivere quella roba, ma comunque è proprio la prima cosa da dire?

L’altro punto che colpisce è quello (non a caso? Annunciato da Renzi, furbastro) del recupero dei contanti in cassette di sicurezza e altro (precisamente la scheda ‘Emersione e regolarizzazione del contante derivante da redditi non dichiarati’). Lei dice: in cambio di una piccola multa (o simile) e con l’obbligo di investire quei soldi.
Mi dispiace di dover tornare a Napoli, dottor Colao: da noi si usa unire le dita a piramide (compreso il pollice opponibile, che ci distingue dalle scimmie), rivolgerne la punta verso il basso, portare la mano, sempre con le punte in basso, alla fronte e percuoterla delicatamente due o tre volte: per dire, ‘ma che c’ho scritto Giocondo? Io non ho denaro in cassetti o cassette, ma se ne avessi direi proprio così, a meno che … già, a meno che mi si dicesse: tiralo fuori e portarlo sul tuo conto corrente e per un anno non ti chiediamo nemmeno di pagare una multa piccolissima, nulla. Ma, contemporaneamente, caro dottor Colao, stabilirei che nessun, ripeto, nessun pagamento possa essere fatto in contanti e che qualunque pagamento dalla mentina alla Rolls Royce (lei certo ne avrà un paio, no?) sia oggetto di detrazione fiscale. Ciò condurrebbe, tra l’altro, a due conseguenze: una sarebbe che evadere il fisco sarebbe molto più difficile (e ciò porterebbe una montagna di quattrini allo Stato, compensando tutta l’infinità di esenzioni che lei prevede nel suo piano!) e, due, sarebbe un forte aiuto ad evitare il lavoro nero, magari con l’ausilio di qualche facilitazione nello ‘scoprire’ anche quello che è in realtà una sorta di secondo lavoro di sopravvivenza. Prendo atto che la Sua successiva scheda recita ‘Passaggio a pagamenti elettronici’, facendo raccomandazioni che tempo fa io stesso ho fatto.

Ma, ripeto: io di economia nulla capisco. Aggiungo quindi solo una cosa. Se questo è un piano di rinascita o risuscitamento o ‘resilienza’ (raffinati! Ma ambigui … consultate i vocabolari prima di usare parole di moda) mi fido se lo dice lei, solo che anche la più banale delle misure proposte, richiede studi approfonditi, valutazioni e leggi, decreti, ecc. quindi si vedranno le prime cose tra quattro cinque anni, a cominciare dalle primepietre della ferrovie: nel frattempo, dottor Colao, noi che mangiamo?
A proposito, se qualcuno se lo fosse domandato: OSGM = ordine speciale dei grandi manager. Che brutta abitudine il servilismo, ne converrà dottor Colao.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.