sabato, Ottobre 24

Cleò: qualcosa di nuovo nella canzone italiana

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A volte, il web regala anche piacevoli sorprese. È il caso di Cleò, artista dalla voce intensa che canta senza mostrarsi, apparso per la prima volta dal nulla in rete lo scorso 14 febbraio, in occasione della Festa di San Valentino nella quale ha dato un primo assaggio della sua particolare vocalità porgendo gli auguri, in un simpatico videoclip artigianale fatto per accompagnare il canto alle immagini, alle grandi coppie innamorate della musica leggera italiana.

E lo ha fatto sulle note avvolgenti diSenza Confini’, celebre hit sanremese portata al successo nel 1998 dal duo Eramo & Passavanti e scritta dal cantautore Bungaro, autore in questi ultimi vent’anni di grandi successi per artisti del calibro di Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Ornella Vanoni, Antonella Ruggiero, Grazia Di Michele, Massimo Ranieri, Gianni Morandi e molti altri.

Ascoltando il brano – magistralmente accompagnato al pianoforte dal Maestro Silvano Borgatta, già tastierista di giganti come Phil Collins, Lucio Dalla, Renato Zero e gli Stadio – emerge subito all’occhio (o meglio, all’orecchio) un timbro nuovo, caratteristico, personale e di difficile decifrazione, capace di muoversi sulla linea del canto con leggerezza e naturalezza, trascorrendo naturalmente dal registro maschile a quello femminile, come se vi fossero due voci in un una. Un fatto davvero inedito nella storia della canzone italiana, nulla di simile mai sentito prima d’ora.

Il 1° Marzo, invece, segna un nuovo inizio per Cleò. L’artista ha infatti rilasciato sul proprio Canale Youtube Ufficiale un’altra chicca sonora: si tratta di un’improvvisazione voce e piano diBrava’, celebre standard del repertorio più difficile di Mina, brano scritto nel 1965 dal Maestro Bruno Canfora.

Cleò esegue la trama della canzone inerpicandosi su fraseggi complessi, ritmici e veloci e su tonalità impossibili in modo delicato e preciso: il risultato è un ascolto che tiene viva la tensione emotiva dal primo all’ultimo secondo, in cui appare ancor più difficile riuscire a capire dal timbro vocale se a cantare sia un uomo o una donna. Ad accompagnare con immagini il canto, un simpatico videoclip artigianale frutto dell’estro, come anche nel primo di ‘Senza Confini’, del creativo del web Antonio Augelli.

Da quel che Cleò ha dichiarato ai media italiani, che massicciamente, insieme al pubblico della rete, si stanno interessando con crescente attenzione al fenomeno della voce misteriosa che conquista sin dalla prima nota, si evince che la scelta di non mostrarsi, più che per strategia, coincida con la volontà ben precisa dell’artista di far sì che il pubblico – in una società freneticamente dominata dal prevaricare dell’immagine e dell’apparenza su tutto e tutti – si concentri invece sulla voce.

Che, per Cleò, «È uno strumento, e come tale va considerata e adoperata». Cleò canta, e pertanto vuole mettersi in gioco con il solo elemento importante: prima di tutto la voce, le canzoni, la musica.

Perché per Cleò, infatti, «Conta il canto. La faccia? Nell’arte viene dopo», e questo è un concetto capace di fare la differenza che deve far riflettere, specie in un’epoca storica in cui presenzialismo televisivo e talent show vanno per la maggiore.

Specie altresì se si tratta di parole che escono dalla bocca di un’artista emergente, con tutte le carte in regola per farcela dal punto di vista vocale, che desidera fortemente e chiaramente essere riconosciuto e apprezzato solo per ciò che canta e propone al pubblico, al di là di fattori legati a età, immagine, e altro che, purtroppo, spesso e volentieri conta più del canto.  Insomma, sostanza prima di tutto.

Come in ‘Senza Confini’, anche in ‘Brava’ Cleò ha scelto di affiancarsi a un altro grande pianista italiano tra i più richiesti al momento nella musica: dopo il talentuoso Silvano Borgatta è la volta del Maestro Daniel Bestonzo, già al fianco di big come Red Canzian dei Pooh, Annalisa Scarrone e Andrea Mirò, raffinata cantautrice e compagna di Enrico Ruggeri.

«Quando una canzone funziona ed è bella, piano e voce sono già un’orchestra insieme: l’emozione e l’essenziale vanno infatti di pari passo», dice Cleò, a proposito della scelta inusuale e controcorrente di farsi ascoltare e conoscere – almeno per il momento – con il solo accompagnamento del principe degli strumenti, senza arrangiamento, «per non rubare spazio al sentimento», sottolinea l’artista.

E in attesa dell’uscita del primo singolo inedito di Cleò, previsto entro i primi di Maggio 2017, l’artista misterioso venuto dal web ha in serbo altre inedite sorprese musicali con cui continuare a raccontarsi, passo dopo passo, in questo meraviglioso viaggio che si chiama musica.

Come quella rivelata in rete l’8 Marzo scorso, un omaggio intenso e appassionato alla figura di Valentina Giovagnini, appassionata cantautrice toscana di Arezzo che conquistò pubblico e critica al ‘Festival di Sanremo’ del 2002’ condotto da Pippo Baudo, ove si classificò seconda fra le ‘Nuove Proposte’ dopo la vittoria di Anna Tatangelo.

Cleò ha reinterpretatoIl Passo Silenzioso della Neve’, il suo più grande successo, in una versione commovente ed elegante in puro stile etno-pop, muovendosi fra il misticismo interpretativo di Elisa e la magia delle atmosfere vocali di Enya, giocando a rimpiattino con tonalità impossibili, su un sottofondo musicale insieme delicato e potente su cui svettano le chitarre immaginifiche del crotonese Max Mungari che ha arrangiato il brano.

«Di Valentina Giovagnini, cui si deve l’ingresso nella musica italiana di frammenti preziosi derivati dalla cultura medievale e dalle sonorità ancestrali e celtiche, apprezzo la delicatezza poetica e l’esotismo della scrittura, che in Italia ho ritrovato solo nella produzione del grande e indimenticato Mango», ha dichiarato Cleò per l’occasione ai media, che hanno risposto in massa alla nuova prova vocale dell’artista, tributandogli un risultato in termini di visibilità promozionale che in Italia viene destinato solo ai Big della canzone.

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