sabato, Agosto 15

‘Classe dirigente’ del cavolo In quel covo di marionette impazzite se succedesse qualcosa del tipo che si mandasse a casa pochette e tutto quel suo penoso Governo?

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Ciò che è avvilente al massimo grado, ciò che davvero fa disperare che questo Paese abbia una qualunque prospettiva di sopravvivenza, è osservare con stupore e schifo a quello che fa la nostra ‘classe dirigente’ politica.

Siamo in un momento di passaggio che definire delicato è solo sottovalutazione.
L’economia è ferma, la produzione quasi azzerata, il bilancio dello Stato fa semplicemente paura, debito al 150% del Pil, evasione fiscale oltre i 120 miliardi l’anno, una offerta di aiuto, strettamente condizionata (ma da noi non si ha idea di come soddisfare quelle condizioni) dall’Europa -intesa come istituzione, ma in realtà dai Paesi europei non sempre entusiasti di farlo- una possibilità di utilizzare subito 36 miliardi per la sanità, cioè per il settore in cui la recente epidemia ha mostrato che siamo in condizioni disastrose, al Nord, dove la oscura connessione tra pubblico e privato (a tutto vantaggio del privato) ha aumentato le cifre del disastro, e al Sud, dove se scoppiasse qualcosa di più di una infezioncella locale la gente morirebbe per strada.

Ebbene in una situazione simile, di che parla laclasse dirigente? Gianni Cuperlo dove sei? Che stai facendo tu che sei parte della ‘classe dirigente’, cosa stai dirigendo? Dove? quando?

Nicola Zingarettiche dovrebbe essere il principale attore di questa ridicola maggioranza di Governo, nonché litigiosa, stupida, inconcludente e incompetente- che fa? Si lamenta che il Governo fa schifo, anzi, non fa nulla e se fa qualcosa lo fa male. Bene, e allora, che si fa? Niente, perché chi lo tocca pochette, se lo smuovi crolla tutto. Ma Zingaretti, capo della ‘classe dirigente’, ti rendi conto? Io non sono un fine politico, non sono parte della ‘classe dirigente’, ma lo sfascio, come tutti gli italiani, lo vedo e cerco di ragionare. Se domani Zingaretti e Cuperlo (dopo avere imbavagliato Franceschini e gettato in una segreta turca il giovane turco) dicessero a pochette e a Giggino: ora basta, siete degli incapaci, facciamo un nuovo Governo’, che succederebbe?
Ragioniamo un momento, così, in punta di penna.

Se così facessero i due, le possibilità sono due.
Una che Giggino rinnovi il suo pegno d’amore con Salvini e Renzi sposi definitivamente Berlusconi, e ne nascerebbero le elezioni, dove Giggino sarebbe ridotto a quello che è, cioè nulla, e Renzi anche. Almeno si muoverebbe qualcosa. Taccio su Carlo Calenda, perché amo i cigni.
L’altra possibilità è che, dopo che la Boschi offesa perché la sua foto in costume da bagno, da lei postata su Facebook, è stata criticata per evidente odio e sessismo (ma che ce l’ha messa a fare se non per farsi vedere … e di che si lamenta? Io non ‘posto’ le mie stupende foto in costume adamitico e nessuno le vede e nessuno mi critica, no?) … comunque, dopo di ciò, e dopo che il giovane Luigi Marattin con barba e zainetto si sarà convinto che la corda è tesa oltre misura e che quindi può fare a meno di dirigere qualche commissione parlamentare, Zingaretti potrebbe incontrare Giggino e Giggetto (Di Maio e il comico) e dir loro o ci state o arrivederci’. Ci starebbero, non hanno alternative: non ci sono alternative, così non si può andare avanti. E comunque vi sono dei momenti in cui si deve prendere il toro per le corna, se no si finisce sotto le zampe … almeno una cornata è più dignitosa!
Ogni volta che c’è una discussione, la ‘classe dirigente’ dice ‘si assuma ciascuno le sue responsabilità’. Bene. Questa sarebbe la volta buona, se le assumano, tutti. Volete governare fino alla scadenza del Parlamento, se non altro per mettere le dita nella marmellata dei soldi europei? Bene, pochette bravo, grazie, a casa; Azzolina, Manfredi, e chi più ne ha più ne metta, a casa anche loro, che si riposano un po’; e poi fate voi i nomi e cercatevi un Presidente del Consiglio e un Governo che sappiano di che cosa si tratta. Continuare così non ha senso. Ma certo se vi piace Casalino … almeno non diteci che avete a cuore gli interessi del Paese, cara “classe dirigente”.

Ma vi guardate intorno, o meglio, c’è qualcuno in quel covo di marionette impazzite che guarda oltre il proprio naso ben pagato?

Con tutti i problemi di cui ho parlato sopra, il tema del giorno è se Marattin e la Boschi debbano presiedere commissioni parlamentari; se si debba ammettere che il virus non c’è, è stata una bufala, e nominare Cavalieri del lavoro Bocelli, Zangrillo e Sgarbi; se si debbano o meno prolungare i poteri speciali a pochette, che potrebbe usarli per ridurre gli spazi di democrazia … che detto dal trio Salviscoloni farebbe ridere se non facesse piangere; se si debba autorizzare il processo a Salvini.
Questo, la ‘politica’ della ‘classe dirigente’.

E gli industriali, la forza propulsiva del Paese, i capitani coraggiosi, i grandi mestatori di banche che, quelle sì, riducono gli spazi di democrazia, che fanno, che dicono? Licenziamenti liberi, riduzione delle tasse, tanti soldi dallo Stato. E lo capirei pure, potrei anche accettarlo, ma per quale progetto, o meglio per quali progetti? Il ponte sullo stretto, la Gronda, il TAV … ma vogliamo scherzare? Qui si tratta di mettere la gente al lavoro, controllando che i pochi che sono stati riammessi a farlo siano pagati come dovuto e facciano il lavoro dovuto, si tratta di mobilitare tutte le mille energie minuscole ma fondamentali degli artigiani, dei piccoli imprenditori e metterli tutti a rifare strade, tapparne i buchi, scavare gli alvei dei torrenti, riparare i tetti delle scuole e anche i banchi, invece di comprare quelli da autoscontro, e in maniera trasparente, cioè pagando le tasse … che invece si rinviano.

E poi si tratterebbe di avere un progetto di rilancio della cultura tecnologica e umanistica, in un quadro che sia nell’interesse del Paese e dell’Europa: energia rinnovabile, autostrade informatiche (e chi se ne frega se le fa Huawei! purché le faccia e le faccia bene!), connessione delle banche dati, rifacimento dell’Università, abolizione dello sconcio delle Università telematiche, sostegno vero alle biblioteche, e naturalmente riforma della burocrazia nell’unico modo in cui si può fare subito qualcosa ottenendo subito risultati: incentivando la rapidità di svolgimento delle pratiche e la correttezza dello svolgimento stesso, dove incentivare significa dare soldi veri non i soliti premi a pioggia di sette euro a persona e punire davvero se si sbaglia per accidia o idiozia.

E poi ci sarebbe la politica internazionale … ah già, lì c’è Giggino, bisogna che maturi un po’, se ne riparla tra una decina di anni, quando gli sarà cresciuto il dente del giudizio. Ma per fortuna ci si consola con Fontana & co., e con i camici delle Bahamas.

Vivaddio ‘classe dirigente’ del cavolo, svegliatevi, non c’è più tempo; vivaddio a ‘sto punto è meglio Salvini, affogare nella m … per affogare nella m … , tanto vale saperlo prima, almeno vedremo una faccia allegra, quella di Bonomi!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.