sabato, Settembre 21

Cites, più tutela per gli elefanti africani Stretta contro il commercio internazionale di animali selvatici dall'Africa

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Si è conclusa la 18esima Conferenza delle Parti Cites (la Convenzione che regolamenta il commercio internazionale di specie animali e vegetali a rischio) che si è svolta a Ginevra e a cui hanno partecipato delegazioni di oltre 180 Paesi e centinaia di organizzazioni internazionali.

Dopo un acceso dibattito, i Paesi membri hanno approvato un testo proposto dopo che una revisione da parte dell’Unione europea includeva alcune eccezioni al divieto. La decisione ha incontrato una forte opposizione da parte dello Zimbabwe che è il principale fornitore di elefanti africani selvatici negli zoo al di fuori del continente: dal 2012, ha catturato ed esportato più di 100 piccoli elefanti negli zoo cinesi e ha cercato invano di bloccare il voto. Anche Eswatini si è opposta: nel 2016 ha mandato 17 elefanti agli zoo statunitensi, sostenendo che altrimenti sarebbero stati uccisi.

Con 87 voti a favore, 29 contrari (tra cui Stati Uniti e Giappone) e 25 astenuti, la votazione per il testo modificato ha avuto esito favorevole grazie alla maggioranza dei due terzi. L’ emendamento era stato sostenuto dai pareri scientifici degli specialisti della Commissione ‘Elefanti Africani’ dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) che ha affermato che «non vi è alcun vantaggio in termini di conservazione delle specie a rischio, nell’esser prelevate nel proprio habitat ed esser trasferite in strutture in cattività», causando «scarso successo riproduttivo e bassa aspettativa di vita».

A partire dagli anni ’70 del XX secolo, una accresciuta e maggiormente diffusa sensibilità ambientalista ha portato gradualmente ad interventi volti a salvaguardare quanto resta dell’ecosistema planetario necessario alla sopravvivenza della nostra specie. Tra questi interventi, chiaramente, vanno annoverati anche quelli per la salvaguardia delle specie a rischio di estinzione. Dagli anni ’90 in poi molti Paesi africani hanno cominciato ad ampliare, tramite la creazione di parchi e riserve naturalile proprie politiche per la salvaguardia della biodiversità, come i trasferimentisi prelevano esemplari dalle aree protette più affollate e si trapiantano in aree in cui la loro presenza è a rischio.

«Questa è una decisione importante per gli elefanti africani», ha dichiarato Audrey Delsink, direttore della fauna selvatica della divisione Africa della Humane Society International (HSI) commentando la decisione di Cites che riguarda solo gli elefanti africani dato che gli elefanti asiatici godono già di una maggiore protezione contro il commercio internazionale. Il voto iniziale di Cites era di limitare il commercio di elefanti africani selvatici vivi alla conservazione nei loro habitat naturali, sostanzialmente ponendo fine alla pratica di catturare elefanti e inviarli in zoo e luoghi di intrattenimento in tutto il mondo. L’UE, che non era stata in grado di esprimere i suoi 28 voti durante la prima votazione in commissione del 18 agosto, aveva lasciato intendere che avrebbe potuto unirsi agli Stati Uniti e ad altri per opporsi apertamente al testo. Questo aveva suscitato proteste, con una serie di personaggi pubblici tra cui Jane Goodall e Pamela Anderson che hanno inviato una lettera al capo della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, chiedendo che l’UE appoggiasse il divieto.

Alla fine, l’UE ha redatto un testo modificato, aggiungendo che gli elefanti dovrebbero rimanere nella loro “area naturale e storica in Africa, tranne in circostanze eccezionali in cui … si ritiene che un trasferimento in luoghi ex situ fornirebbe dimostrabili benefici di conservazione per gli elefanti africani ”. Gli elefanti di Namibia, Botswana, Zimbabwe potranno essere esportati solo in Paesi africani dove già vivono o vivevano, ma solo dimostrando i reali benefici per la conservazione degli animali. In tali casi, le decisioni dovrebbero essere prese solo in consultazione con il comitato degli animali di Cites e il gruppo specializzato in elefanti dell’Unione internazionale per la conservazione della natura. L’emendamento dell’UE ha inoltre chiarito che gli elefanti africani catturati in natura e già negli zoo potrebbero essere trasferiti in altre strutture al di fuori dell’Africa. 

Mentre gli elefanti nell’Africa occidentale, centrale e orientale sono da tempo nell’elenco delle specie che necessitano della maggior protezione di Cites, e quindi sono stati banditi da qualsiasi commercio, un certo commercio è stato permesso nell’Africa meridionale, dove le popolazioni di elefanti sono più sane.

«È una vittoria enorme per il benessere animale il fatto che strappare i piccoli elefanti alle famiglie per tenerli negli zoo sia stato vietato», ha dichiarato Frank Pope, a capo di ‘Save the Elephants‘. «Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti dalla Conferenza delle Parti Cites. La tutela delle specie a rischio di estinzione ci sta a cuore ed è importante che un consesso internazionale come quello che si è concluso oggi a Ginevra abbia posto limiti e protezioni più stringenti», ha detto il Ministro dell’Ambiente italiano, Sergio Costa.

Ma non si è parlato solo di elefanti. E’ stata aumentata la protezione del corallo; delle giraffe la cui popolazione mondiale è crollata del 40% negli ultimi 30 anni; del rinoceronte bianco e nero; è stato anche messo al bando il commercio della lontra liscia, la più piccola al mondo, che ha subito il crollo di oltre il 30% della popolazione mondiale negli ultimi 30 anni. «La moda #cuteotters sui social media sta portando questa specie e altre lontre all’estinzione. Le persone devono rendersi conto che ogni like su un post di Instagram che mostra lontre in un bar o nel soggiorno di qualcuno potrebbe significare la morte di una famiglia di lontre per catturarne i cuccioli e venderli. Le lontre selvatiche non dureranno a lungo in questo modo, ma la decisione presa aiuta» sostiene Paul Todd, avvocato senior al Natural Resources Defense Council. La prossima Conferenza si terrà nel 2022 in Costa Rica.

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