martedì, Marzo 19

Cipro – Turchia: le tensioni rimangono alte «Ci opporremo a qualsiasi provocazione nel Mediterraneo» ha detto Binali Yildirim

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«Ci opporremo a qualsiasi provocazione nel Mediterraneo» ha detto il premier turco Binali Yildirim ha riaffermando la dura pressa di posizione di Ankara rispetto alle attivita’ di esplorazione e trivellazione di idrocarburi al largo  al largo di Cipro. Poche ore prima, il portavoce della presidenza della repubblica Ibrahim Kalin, riguardo alla presenza della flotta Usa nei pressi dell’ isola, aveva dichiarato: «Abbiamo appreso la notizia dalla stampa, ma non abbiamo alcuna conferma ufficiale». L’ arrivo della flotta era stato annunciato dall’amministrazione greco-cipriota per difendere la piattaforma della compagnia americana Exxon da un potenziale intervento della marina turca che, all’ inizio di febbraio, blocco’ le attivita’ della nave Saipem, appartenente all’ENI, in procinto di condurre trivellazioni in un’area su cui l’amministrazione greco cipriota, secondo il governo turco, non ha diritto di decidere autonomamente.

«Vogliamo che il Mediterraneo diventi un’area in cui i compromessi portino al soddisfacimento degli interessi di tutti, ma se le trivellazioni sono illegali e vengono violati i nostri diritti non esiteremo a prendere le necessarie contromisure» ha ribadito Kalin.

Intanto, gli Stati Uniti stanno aumentando la loro presenza navale nel Mediterraneo mentre il colosso petrolifero americano Exxon Mobil si accinge ad inviare due navi per effettuare attività di esplorazione nelle stesse acque al largo di Cipro dove il mese scorso la Turchia aveva bloccato la nave SAIPEM 12000. L’ attività di Exxon è motivata dal fatto che lo scorso anno, insieme a Qatar Petroleum, aveva firmato un contratto per l’esplorazione e la produzione insieme al governo cipriota in base al quale le perforazioni inizieranno nell’anno in corso al largo delle coste della piccola isola. Il governo turco però si oppone sostenendo che il diritto di sfruttamento delle risorse presenti nella Zona Economica Esclusiva in quanto proprie della giurisdizione turco-cipriota, la “Repubblica Turca di Cipro Nord” che è riconosciuta soltanto da Ankara.

«Non saranno tollerate» dalla Turchia eventuali nuove esplorazioni «unilaterali» – ha detto il primo ministro turco, Binali Yildirim – in quanto «ogni tipo di ricchezza naturale», come gli «idrocarburi che si trovano intorno all’isola di Cipro, appartengono a tutti gli abitanti dell’isola, sia del nord che del sud», ha dichiarato Yildirim durante una conferenza stampa congiunta ad Ankara con il leader di Cipro Nord, Tufan Erhurman.

«Per questo motivo, noi non vediamo mai di buon occhio le attività unilaterali intorno all’isola. Né le vede di buon occhio la Repubblica Turca di Cipro Nord», ha aggiunto Yildirim, citato dal sito del quotidiano ‘Hurriyet’.

Secondo Yildirim, tutti gli abitanti dell’isola dovrebbero essere coinvolti nelle attività che riguardano l’estrazione di risorse sotterranee al largo di Cipro. “Consideriamo qualsiasi attività non accettata da entrambe le parti una minaccia e un tentativo di violare i diritti sovrani di Cipro Nord”, ha concluso il primo ministro turco.

Nuove tensioni, questa volta con Washington? Non è detto anche perché domani apre prirà domani, 8 marzo, a Washington la prima riunione del gruppo di lavoro Turchia-Usa per la normalizzazione delle relazioni bilaterali. Al centro dei colloqui, che si concluderanno il 9 marzo prossimo, gli aiuti militari statunitensi alle milizie curde siriane delle Unità di protezione del popolo (Ypg)

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