venerdì, Febbraio 22

Cipro, riconfermato Anastasiades: cambierà finalmente qualcosa? Intervista con Paris Potamitis, senior journalist dell'emittente CyBC

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Anastasiades è visto, anche dall’estero, come la figura che per la maggiore ha cercato una risoluzione per l’isola. Quali sono le sue posizioni in quest’ottica?

Il Primi Ministro ha riconfermato dopo le elezioni che farà tutti gli sforzi possibili per arrivare ad una soluzione valida e giusta. Questo vuol dire, credo, guardare verso la strada di uno Stato ‘normale’, come descritto dal Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres, ed implica una Nazione senza militari turchi di nessun tipo, nessun diritto di garanzia o d’intervento da parte di Ankara.

In ogni caso, sarà necessario sedersi al tavolo con Erdogan. Secondo lei, è possibile raggiungere un accordo bilaterale con il Governo di Ankara?

É molto difficile, e questo è innegabile. Però Cipro non può permettersi il lusso di scegliere il leader con cui parlare, né scegliere il leader della Turchia e non può non lottare per trovare una soluzione pacifica per liberare il Paese.

Agli inizi di gennaio, il partito nazionalista turco UBP ha vinto le elezioni nella parte Nord dell’isola. Quanto incideranno queste elezioni nelle trattative?

L’UBP ha vinto le elezioni, ma sembra che alla fine prevarrà un alleanza e quindi una sorta di governo di larghe intese con le altre forze politiche, quindi le posizioni saranno più indirizzate verso il centro. In ogni caso, la Turchia e il suo esercito detengono il vero potere nella parte nord. Bisogna anche considerare il fatto che una larga parte della popolazione turco-cipriota è a favore di una risoluzione con la parte sud sotto il nome della bandiera cipriota, in quanto le nuove generazioni si sentono molto più vicine all’isola che ad Ankara e sentono anche loro che il loro Paese è stato ‘occupato’.

Perchè, nel 2017, le trattative si sono arrestate?

Il problema è sempre il solito purtroppo. La Turchia insisteva per assicurarsi eguali diritti decisionali, diritti d’intervento e larga presenza militare in tutta Cipro. Questo significava trasformare uno Stato membro dell’Ue in un protettorato turco, e questo non è accettabile.

Donald Tusk si è complimentato con il Primo Ministro per la sua rielezione. Che ruolo interpreterà l’Unione nella risoluzione?

L’Ue è già in campo per trovare una soluzione giusta. L’insistere che qualsiasi soluzione deve essere compatibile con i diritti comunitari, le norme e i principi fondamentali dell’Unione, significa avere chiaro che tipo di Stato deve diventare Cipro una volta unito. Allo stesso tempo, l’Ue può essere il garante più importante a livello di sicurezza e di politica per tutte le comunità coinvolte, cioè quella greca, cipriota e turco-cipriota.

É possibile che, invece, l’Ue possa cercare di non scontrarsi con Erdogan, anche in merito a potenziali minacce da parte di Ankara come l’accordo sui migranti?

In questi casi, tutto è possibile e questo è il problema. Noi abbiamo vissuto il 1974 e sappiamo cosa vuol dire essere invasi da un altro Stato; stiamo vivendo la crisi siriana, in quanto vicina a noi anche a livello geografico; e stiamo anche vedendo quello che sta facendo la Turchia in Siria contro i Curdi per esempio. I tempi sono cambiati e il ruolo dell’Ue dev’essere di primaria importanza contro  ogni tipo di minaccia interna, sia politica sia culturale, e Cipro è parte integrante dell’Ue, con una storia di oltre 11mila anni.

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