martedì, Agosto 4

Cina – Vaticano: diaspore, segreti e quell’oscura vicenda della girandola dei vescovi Una trama degna di Dan Brown, la vicenda delle nomine dei vescovi illegittimi e la rimozione di vescovi riconosciuti sta diventando un giallo internazionale

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Il Cardinal Joseph Zen, non pago, nel suo Blog aggiunge anche una chiosa: «Prego notare che il problema non sono le dimissioni dei vescovi legittimi, ma la richiesta di fare spazio a quelli illegittimi e scomunicati. Sebbene la legge sul ritiro per raggiunti limiti di età non sia mai stata applicata in Cina, molti anziani vescovi sotterranei, hanno chiesto con insistenza un successore, ma non hanno mai ricevuto alcuna risposta dalla Santa Sede. Altri, che hanno già un successore nominato, e forse perfino la bolla firmata dal Santo Padre, hanno ricevuto l’ordine di non procedere con l’ordinazione per paura di offendere il governo».

E più avanti, tra altri punti, aggiunge al punto 4: «Alcuni dicono che tutti gli sforzi per giungere ad un accordo [fra Cina e Santa Sede]è per evitare uno scisma ecclesiale. Ciò è ridicolo! Lo scisma è già lì, nella Chiesa indipendente. I papi hanno evitato di usare la parola “scisma” perché sapevano che molti nella comunità ufficiale cattolica erano lì non di spontanea volontà, ma sotto pesanti pressioni. La proposta ‘unificazioneforzerà chiunque [ad entrare] in quella comunità. Il Vaticano darebbe quindi la benedizione a una nuova e più forte Chiesa scismatica, lavando la cattiva coscienza di coloro che già ora sono volenterosi rinnegati e degli altri che sono pronti ad aggiungersi a loro. Così, forse io penso che il Vaticano stia svendendo la Chiesa cattolica in Cina? , decisamente, se essi vanno nella direzione che è ovvia in tutto quello che hanno fatto in questi mesi e anni recenti».

Quindi, in buona sintesi, se i Vescovi di Shantou e Mindong soffrono per il doversi mettere da parte a favore di ‘colleghi’ selezionati e riconosciuti da Pechino, può esser materia che poco cale alle Autorità cinesi: la posizione del Vaticano, invece, diventa in partenza minoritaria, il famosopasso indietrolo compie il Vaticano, non certo la Cina. Da qui è facile arguire come stia montando la rabbia e la delusione (non solo lo sconforto) tra chi non approva questa nuova ventata nella diplomazia vaticana pro-Cina. E nemmeno si sa bene quanto Papa Francesco disapprovi lo stato attuale al quale si è giunti.

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