lunedì, Dicembre 16

Cina – Vaticano accordo vicino: media di Stato cinesi in campo Oggi un editoriale del ‘Global Times’ richiamando la stampa di partito esprime fiducia nella 'saggezza' di Papa Francesco

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Dopo un lavoro di mesi delle diplomazie del Vaticano e della Cina coperto da riserbo assoluto, nelle scorse settimane sono iniziate trapelare informazioni sull’accordo Cina-Vaticano. Secondo alcune fonti coperte di oltre Tevere citate da ‘Reuters, l’accordo quadro tra il Vaticano e la Cina sulla nomina dei vescovi sarebbe già pronto e potrebbe essere firmato tra qualche mese. Il che sarebbe una ‘svolta storica’ nelle relazioni, come commentato da tale fonte.
Infatti, una risoluzione anche parziale della spinosa questione di chi nomina vescovi potrebbe aprire la strada a una ripresa delle relazioni diplomatiche dopo circa 70 anni dall’interruzione. Pieni rapporti darebbero alla Chiesa un quadro legale per prendersi cura di tutti i 12 milioni di cattolici che si stima siano in Cina e lavorare, alla luce del sole, nella sua opera missionaria evangelizzatrice in un Paese in cui le chiese protestanti stanno crescendo rapidamente.

Sempre ‘Reuters’, in queste ore, citando e rilanciando un giornale cinese gestito dallo Stato, ha affermato: «la Cina e il Vaticano instaureranno relazioni diplomatiche formali», «Papa Francesco ha lasaggezzaper risolvere i problemi tra le due parti».

E i problemi sono molti. In primo luogo il malcontento di parte di alcuni settori della Chiesa, sia in Cina che nel resto del mondo. In secondo luogo, ma per nulla secondo, le questioni politico-diplomatiche legate all’accordo stessoTaiwan in primis.

Il cinese ‘Global Times’, in un editoriale apparso in queste ore  -e richiamato da ‘Reuters’- sostiene che un accordo tra Pechino e il Vaticano sarebbe «estremamente positivo per i cattolici». I cinesi non cattolici, si sostiene nell’editoriale, «non sono mai stati contro il Vaticano», rispettano i papi, e «Papa Francesco è un’immagine positiva per l’opinione pubblica cinese. Si prevede che spingerà avanti le relazioni Cina-Vaticano e risolverà i problemi correlati con la sua saggezza»

All’interno della Chiesa sotterranea cinese da qualche settimana c’è molta preoccupazione, e scorsa settimana scontento e preoccupazione, che a tratti possono essere sembrati lotte di potere all’interno del clero cinese, si sono palesati.

Molta preoccupazione c’è anche a Taiwan, proprio da lì era partita due settimane fa la campagna mediatica dei settori del clero in allarme. I rapporti tra il Vaticano e quella che i cinesi considerano ancora la ‘provincia difficile’ sono sicuramente entrati nelle trattative per l’accordo. Il Vaticano è un prezioso alleato europeo, dal punto di vista diplomatico, per Taiwan, e i rapporti della Cina con l’isola stanno attraversando un pessimo momento da dopo che i progressisti democratici indipendentisti hanno vinto le elezioni presidenziali nel 2016. Il mantenimento da parte del Vaticano dei legami ufficiali con Taiwan per Pechino è un ostacolo sulla via della normalizzazione delle relazioni. Secondo il ‘Global Times’, però, «la questione di Taiwan non è la principale preoccupazione di Pechino nel gestire i suoi rapporti con il Vaticano», infatti, secondo il quotidiano, la Cina «ha molti strumenti per far pressione su Taiwan». Le preoccupazioni, insomma, sarebbero tutte da parte taiwanese.
E il quotidiano a scanso di equivoci, sostiene che «Papa Francesco ha fatto concessioni sostanziali alla Cina per le nomine dei vescovi», affermazione che getta benzina sul fuoco della corrente che all’interno della Chiesa ha preso forma contro questo accordo, sostenendo che Francesco «non capisce affatto il Partito Comunista Cinese», per richiamare le parole del vescovo di Hong Kong, il cardinale Joseph Zen, il quale ha detto «penso che il Vaticano stia svendendo la Chiesa cattolica in Cina? Sì, sicuramente».

I media occidentali e alcuni gruppi religiosi radicali contrari ai legami rafforzati sino-vaticani stanno cercando di influenzare i negoziati Pechino-Santa Sede, sostiene l’editoriale di oggi di ‘Global Times’.

«L’accordo Pechino-Vaticano, se concluso, sarebbe di enorme beneficio per i cattolici», sarebbe il risultato dei cambiamenti nei modelli politici laici, e in situazioni del genere, prosegue il quotidiano cinese, «le dispute sono inevitabili nella storia della religione». Ricordando che la Santa Sede ha raggiunto un accordo con il Vietnam sulla nomina dei vescovi, afferma che «un accordo con la Cina sulla questione rifletterebbe la capacità dei cattolici di adattarsi ai cambiamenti».

E’ da notare quella che non appare come una casualità. Ieri pomeriggioAsianews’, agenzia giornalstica del Pontificio Istituto Missioni Estere, per tanto organo vaticano a tutti gli effetti, ha rilanciato un’analisi dei nuovi regolamenti emessi dallo Stato cinese sulle attività religiose, analisi redatta dal pastore protestante Wang Yi, della Chiesa della prima pioggia, con base a Chengdu (Sichuan), e pubblicata dal blog ‘China Source‘.
Dal primo febbraio, infatti, sono entrati in atto i nuovi regolamenti sulle attività religiose, che ‘AsiaNews’ aveva già presentato con un’analisi delle bozze emesse nel settembre 2016, e una nuova analisi dei testi definitivi emessi lo scorso settembre.
I nuovi regolamenti sono applicati -già da prima di febbraio, sostiene l’agenzia- con metodicità e su tutto il Paese, «accrescendo a dismisura il controllo sulle comunità ufficiali e cercando di distruggere le comunità sotterranee. Ciò avviene per tutti i gruppi religiosi». Nel suo post il pastore Wang scrive «una critica molto netta dei nuovi regolamenti e avverte i cristiani protestanti della Cina che da questo nasceranno nuove pressioni contro di loro. Il suo giudizio è tagliente: i nuovi regolamenti sono una violazione della libertà religiosa [che la Costituzione cinese difende, almeno in teoria]. Per questo i cristiani cinesi devono manifestare resistenza verso di essi», scrive ‘AsiaNews’ .

Nessun intervento diretto da parte dell’Osservatore Romano’, che lo scorso 31 gennaio si è limitato a presentare e sintetizzare l’intervista rilasciata dal Segretario di Stato Pietro Parolin a ‘Vatican Insider’ proprio sull’accordo, nel contesto della quale, tra il resto, il cardinale rassicurava i cattolici preoccupati di un cedimento vaticano al potere politico cinese.
Gianni Valente, sinologo di ‘FIDES‘, l’Agenzia stampa per le pontificie opere missionarie, che per ‘Vatican Insider’ ha realizzato l’intervista a Parolin, a metà gennaio, in una lunga intervista che ci aveva rilasciato sulla situazione dei cattolici in Cina, aveva smorzato l’allarmismo che nelle prime settimane del 2018 si era diffuso sui media occidentali circa demolizioni di chiese cattoliche nel Paese.

Non pare un caso neanche che questo accordo Cina-Vaticano stia prendendo forma proprio in concomitanza con l’esordio di questi nuovi regolamenti che sembrano impedire ancor di più l’attività missionaria della Chiesa.

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