sabato, Ottobre 24

Cina, terra delle opportunità field_506ffb1d3dbe2

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Cina eco

Bangkok – Come il veneziano Marco Polo solcò da pioniere la Via della seta estendendosi sempre più verso Oriente fino a raggiungere la Cina, cogliendone curiosità ma soprattutto grandi opportunità, oggi sempre più l’Italia, sebbene afflitta da mali attuali noti a tutti, si estroflette lungo le stesse rotte per trovare una qualche risposta al proprio stato particolarmente sofferente.

Nel cogliere la Cina non più solo come la sede del male del presente (piuttosto, a dire il vero, è più ‘a la page’ prendersela con l’Unione Europea al giorno d’oggi) ma come un panorama di grandi prospettive tutte ancora da esplorare, i tentativi italiani si svolgono in modo puntiforme, isolato, solitario. Ma c’è anche chi cerca di farlo offrendo preparazione, professionalità, in buona sostanza, offrendo tutta la strumentazione concettuale necessaria e sufficiente per dialogare con la Cina senza timori ed alla pari. Una di queste strutture è la CRCC Asia agenzia con sede a Venezia, specializzata nel connettere la Cina con la comunità globale tramite Stage in Cina, Corsi di lingua a Pechino o Shanghai, corsi intensivi di Economia e Finanza, e Consulenza Aziendale.

Il dialogo con la Cina, infatti, presuppone tutta una strumentazione concettuale ed una vera e propria cultura non solo squisitamente mercantilizia ma anche più latamente culturale ed antropologico-culturale, a voler essere più circostanziati. La Cina moderna, infatti, è un caleidoscopio che bisogna saper decifrare e del quale tener conto con particolare attenzione.

L’Italia, però, è più volte riuscita a cogliere risultati ragguardevoli in vari campi dell’economia e del commercio nello specifico, proprio dialogando con la Cina, cioé aprendosi ed abbassando certe difese più mentali che pratiche. Basti citare l’esempio del vino venduto in Cina, in quantità che si innalzano nelle medie di vendita sempre più negli ultimi due-tre anni e che hanno sottratto quote di mercato ai Grandi Marchi esportatori francesi che fino a poco tempo fa “ragionavano” in un clima da quasi-oligopolio sul mercato cinese. Certo, l’Italia partiva da parecchio più indietro, ma in poco tempo ha imposto qualità e riconoscibilità del Made in Italy anche in questo campo e lo sta ancora facendo. Il che non è poco in questi tempi. Ma per giungere a questi risultati, la scorciatoia dell’improvvisazione mostra corto respiro, si tratta di ‘appuntamenti’ economici e commerciali ai quali bisogna arrivare ben preparati. Ne parliamo con Chiara Patron, Italy Marketing Manager CRCC Asia.

 

Quando nasce CRCC Asia e di che cosa si occupa in prevalenza? Chi sono coloro che si rivolgono alla vostra struttura?

CRCC Asia nasce nel 2009 con lo scopo di organizzare Programmi di Stage da 1 a 6 mesi, con partenze mensili per tutto l’anno, permettendo a studenti e laureati di fare un’esperienza internazionale. Con oltre 400 aziende partner, CRCC Asia è specializzata nel connettere la Cina e la comunità globale attraverso Programmi di Stage in Cina, corsi di lingua a Pechino, Shanghai o Shenzhen, corsi intensivi di Business & Finance e Consulenza Aziendale.

Negli ultimi 30 anni la Cina si è trasformata in un paese dinamico, vivace e stabile, grazie a un popolo ottimista e coraggioso.  Il successo dei Giochi Olimpici di Pechino nel 2008 e dell’Expo di Shanghai nel 2010 hanno favorito l’ascesa del Paese a livello internazionale. Il numero dei partecipanti è aumentato rapidamente dal 2008 ad oggi e il 30% dei nostri partecipanti riceve ogni mese un’offerta di lavoro full time in Cina.

Si rivolgono a noi soprattutto giovani studenti universitari, laureati o con esperienza lavorativa nel proprio settore d’interesse. Si tratta di ragazzi con l’obiettivo di viaggiare per mettersi in gioco in un contesto culturale dinamico come quello cinese e con l’intento di arricchire il proprio curriculum vitae con un’esperienza formativa professionale.

Nell’epoca della “Madre di tutte le Crisi” l’Europa e gli USA hanno eretto alte palizzate verso l’esterno e sono entrambe entità apparentemente richiuse su sé stesse, reificando il pareggio di bilancio come obbiettivo tra i principali da perseguire. In base alla vostra esperienza, secondo quali modalità sta reagendo -invece- la Cina?

La Cina, contrariamente ad Europa e USA, tende ad attuare un’apertura sempre maggiore al mondo esterno. L’imitazione dei modelli occidentali e gli scambi economici di enormi  proporzioni, iniziati nell’era moderna cinese con Deng Xiaoping, hanno condotto la Cina attuale a porsi come una potenza mondiale, ad esportare nel mondo intero i propri prodotti e a rappresentare un temibile concorrente dell’Occidente a livello globale.

Gli effetti della crisi si mostrano inevitabilmente anche sulla Cina, non foss’altro che -a causa della contrazione dei capitali disponibili- sia gli USA sia l’Unione Europea hanno chiare difficoltà ad importare beni e servizi dalla Cina come avveniva fino a poco tempo fa, sebbene sia noto a tutti che la concorrenzialità cinese nei prezzi difficilmente possa essere battibile. Cosa pensate a riguardo?

E’ vero che  importare beni e servizi dal Paese del Dragone non è più semplice come lo era anni fa, o almeno non nelle stesse quantità, anche a causa degli standard da rispettare imposti dall’UE. Tuttavia, proprio per poter risultare conformi a questi standard, i produttori cinesi stanno adeguando la qualità della propria merce, notevolmente migliorata negli ultimi anni. Oggi il consumatore occidentale non mostra più scetticismo nei confronti della merce importata dalla Cina, in particolare per alcune tipologie di beni, quali ad esempio le componenti elettroniche, di qualità sempre migliore e a prezzi rimasti imbattibili. Emblematico il caso di Lenovo, che negli ultimi anni è riuscita a consolidare la propria presenza a livello globale.

In che modo una più stretta cooperazione tra Italia e Cina può offrire aspetti vantaggiosi per entrambi i versanti nel breve e nel medio periodo?

E’ ormai chiaro che la Cina non  rappresenta solamente una minaccia, ma anche e soprattutto un’opportunità. E’ un enorme mercato in continua espansione e ciò che il nostro Paese dovrebbe fare è approfittare di questa congiuntura, abbandonare la via del protezionismo, non temere la concorrenza ma rafforzare i propri vantaggi nei settori d’eccellenza.

La Cina necessita della cooperazione con i Paesi Europei così come questi per sopravvivere ed espandersi devono muoversi verso l’internazionalizzazione in questo Paese. 

 

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