giovedì, Agosto 13

Cina – India: nuova guerra di potere nell’Oceano Indiano La Cina ha inviato undici navi da guerra nell'Est dell'Oceano Indiano, snodo fondamentale per la Nuova Via della Seta. Ne abbiamo parlato con Jagannath Panda, Research Fellow presso l'Institute for Defense Studies and Analyses (IDSA) di Nuova Delhi

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Le 1.200 isole dell’arcipelago maldiviano stanno attirando sempre di più l’interesse delle vicine superpotenze, Cina e India. La recente crisi istituzionale nel Paese in seguito alla dichiarazione dello Stato d’emergenza , che ha portato all’arresto di alcuni membri della Corte Suprema e diversi leader dell’opposizione, ha di fatto accelerato i processi d’interesse economico nella regione oceanica delle due potenze. Rivali da tempo, Pechino e Nuova Delhi vedono nelle isole maldiviane uno snodo fondamentale nel quadro geopolitico dell’Oceano Indiano, centrale per le politiche economiche di entrambi i Paesi.

A significato dell’importanza strategica delle isole maldiviane, nella giornata di ieri la Cina ha inviato undici navi da guerra nella zona est dell’Oceano Indiano, in un’area vicina non molto distante dall’arcipelago delle Maldive, uno snodo centrale nella politica marittima della Repubblica Popolare Cinese. I piani economici del Governo cinese, infatti, si concentrano sull’espansione marittima nella regione dell’Oceano Indiano, incrocio marittimo centrale per il progetto strategico della Nuova Via della Seta. Una rete commerciale via mare e via terra annunciata dal Presidente cinese Xi Jinping nel 2013 che, partendo dallo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e logistica, mira a promuovere il ruolo della Cina nelle relazioni globali, favorendo i flussi di investimenti internazionali e gli sbocchi commerciali in favore della produzione cinese.

L’espansione marittima ed economica della Cina ha creato molteplici contrasti con le altre potenze vicine, come India, Australia e Sud-Est Asiatico, le quali anch’esse considerano la regione oceanica come tra i primi interessi economici. L’India, che da sempre, anche per ragioni geografiche ha avuto forti rapporti commerciali e politici con gli Stati oceanici, sta assumendo un ruolo sempre più marginale nei rapporti di potere con le Maldive e gli altri Stati oceanici, come le Seychelles. L’attuale presidente maldiviano Yemeen, sin dal momento della sua elezione, ha improntato la geopolitica del Paese verso una posizione apertamente pro-Cina, consentendo maggiori investimenti, finanziamenti e aree d’influenza. Negli ultimi anni Pechino, infatti, ha esercitato una maggiore influenza economica nella regione attraverso finanziamenti per progetti infrastrutturali, destinazioni turistiche, e aiuti economici. Per esempio, Solo nel 2017, i turisti cinesi nell’arcipelago maldiviano sono stati oltre 300mila, un numero altamente superiore rispetto ogni altra Nazione.

L’entrata nell’Oceano Indiano con navi da guerra segna, però, un nuovo capitolo nel quadro geopolitico dell’area che potrebbe rovesciare gli equilibri d’influenza tra le varie potenze economiche presenti nell’area. Quali scenari si aprono dopo l’intervento cinese? Parla Jagannath Panda, Research Fellow presso l‘Institute for Defense Studies and Analyses (IDSA) di Nuova Delhi

Stiamo assistendo a nuove tensioni tra India e Cina nell’Oceano Indiano. Che cosa c’è in gioco su questa regione?

Il gioco di potere tra le due superpotenze nella regione dell’Oceano Indiano (IOR) riguarda l’influenza che vogliono avere sugli Stati minori presenti nella regione. Principalmente, sia Cina che India, stanno cercando di assumere un controllo maggiore sugli accessi nell’Oceano, sui porti e sulle stazioni navali nel’area. Uno dei punti fondamentali riguarda il controllo sulla linea delle comunicazioni navali e commerciali, la Sea Line of Communications (SLOCs)

In questo contesto, la Cina ha inviato 11 navi da guerra nell’est dell’Oceano. Quali sono le ragioni dietro a questa scelta?

La Cina vuole diventare la potenza marittima più importante in quest’area e il il 19esimo Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese ne è stata la conferma. Dalla stagione di Hu Jintao, la Cina sta lavorando in questa direzione, e le politiche dell’attuale presidente Xi Jinping in merito alla politica estera cinese sono quelle di rendere la Cina una super potenza navale.

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