sabato, Dicembre 7

Cina: il business illegale del legno spoglia sempre più l’Africa Acquistare Made in China va ben oltre il sostegno al commercio cinese, affliggendo anche l’ecosistema del 'Continente Nero'

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Oggi la Cina è uno dei più grandi esportatori di legno nel mondo, con il suo Made in China che imperversa nel mercato e nelle nostre case. Gli acquirenti principali dei prodotti in legno cinesi sono gli Stati Uniti, il Giappone e l’Unione Europea. Le statistiche richiamate dagli esperti di Reviewbox mostrano come sia la Cina il maggiore consumatore mondiale di legno, con il 70% di esso importato per lavorazioni secondo metodi tradizionali: partendo dagli enormi tronchi di alberi, spesso e soprattutto di specie pregiate, abbattuti senza troppe remore destinati alla lavorazione di superfici e rimozione di materiale (i cui scarti li ritroviamo compresso nel pellet a basso costo per le nostre stufe), per sfamare il mercato dei nostri mobili componibili. Per il timore di perdere le commesse internazionali, attualmente hanno adeguato (quando essenziale) il processo produttivo per gli stock destinati all’export fa si che i pezzi possano essere a norma e presentare il marchio FSC, che garantisce al consumatore il rispetto di 10 principi, tra cui la biodiversità negli ecosistemi e i diritti delle comunità e dei lavoratori locali. La produzione sinica svetta nel mercato con il più basso costo, portando la Cina a raggiungere il primato nel settore.

Da dove importa la materia prima? La Cina importa il legname da Stati considerati a rischio deforestazione come il Congo e la Papua Nuova Guinea, derivante dal basso livello di legalità, dall’alto tasso di corruzione, dalla violazione dei diritti umani e dei lavoratori e dalla bassa governabilità agevolando enormemente il commercio illegale del legno. Un’inchiesta svolta nel 2018 ha mostrato che su 9 fabbriche, prese in diversi punti del territorio cinese, 7 di queste presentavano partite illegali di legname. Esso, ripulita la sua tracciabilità, viene lavorato e immesso sul mercato. 

Quali sono le aree interessate? Con l’aumento della domanda nel mercato, la Cina ha pensato di arredare i salotti statunitensi a spese dal bacino del fiume Congo. Da un articolo pubblicato sulla rivista Royal Geographical Society si vede come, dal 2001 al 2015, la Cina abbia raddoppiato il volume di legname importato dall’Africa, mentre in Congo, Camerun e Gabon si è riscontrata una diminuzione delle aree arboree. Nonostante la deforestazione sia dovuta anche ad un aumento della popolazione ed all’esigenza di avere terre coltivabili, il traffico illegale risulta la prima causa.

Qual è il rapporto tra Cina e Africa? Lo stabilirsi della Cina in Africa risale agli anni 60, ma negli ultimi 10 anni è cresciuta la sua supremazia tanto da diventare il principale partner economico del continente nero, superando sia Stati Uniti che Europa. Essendo l’ultima arrivata, la Cina ha conquistato l’élite politica attraverso la costruzione di infrastrutture e  accordi finanziari con più di 35 Paesi, che Stati Uniti ed Europa vedono erroneamente come colonizzazione alla loro maniera invece della lungimirante creazione del grande nuovo quarto colosso economico mondiale.

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