mercoledì, Dicembre 11

Cina, Giappone, Sud Corea: insieme contro la denuclearizzazione della penisola coreana Dopo più di 2 anni si è svolto il summit tra Cina, Giappone e Sud Corea, ne parliamo con Ross Feingold, analista politico di Taipei

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Dopo una pausa di oltre due anni, si è svolto oggi 9 maggio a Tokyo, l’incontro trilaterale tra i leader di Giappone, Cina e Corea del Sud. l Primo Ministro giapponese Shinzo Abe, il Premier cinese Li Keqiang e il Presidente sudcoreano Moon Jae-in durante l’incontro hanno affrontato due questioni chiave del Nordest asiatico: il programma nucleare del Nord Corea e la promozione del libero scambio. L’incontro si inserisce nel bel mezzo di una serie di sviluppi nella penisola coreana. Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha incontrato Moon il 27 aprile e il Presidente cinese Xi Jinping all’inizio di questa settimana, facendo una visita a sorpresa alla città costiera cinese di Dalian. Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo è volato a Pyongyang, la capitale della Corea del Nord, nella mattinata asiatica di oggi per finalizzare i dettagli di un summit già pianificato tra il Presidente Donald Trump e Kim.

«Dobbiamo guidare lo slancio in corso verso una completa denuclearizzazione della penisola coreana e raggiungere la pace e la stabilità nel Nordest asiatico», ha affermato Abe nel corso una conferenza stampa a Tokyo. Nonostante gli intenti delle tre potenze asiatiche sembrino combaciare e pare che guardino nella tessa direzione in merito alle prospettive future, Cina Giappone e Nord Corea differiscono per vari aspetti, e ciò potrebbe portare a delle discrepanze e a degli attriti in merito alle modalità con le quali raggiungere gli stessi obiettivi.

In più l’excursus storico dei tre Paesi è decisamente articolato e complesso. Le relazioni tra Tokyo e Pechino hanno raggiunto un punto di rottura nel 2012 per le rivendicazioni di entrambi i Paesi verso una catena di isole per lo più disabitate nel Mar Cinese orientale; la vicenda dei rapimenti dei cittadini giapponesi sequestrati da agenti nordcoreani negli anni ’70 e ’80 potrebbe costituire un punto di attrito e non bisogna dimenticare che il Giappone ha dominato la Corea come potenza coloniale tra il 1910 e il 1945 e questo è ancora fonte di forte risentimento e di contese storico-politiche che ancora avvelenano i rapporti. Per analizzare le questioni trattate durante il summit, il peso che hanno avuto le profonde differenze tra Corea del Sud, Giappone e Cina ed infine per fare un’analisi di quelli che potrebbero essere i risvolti di questo incontro abbiamo intervistato l’analista politico di Taipei Ross Feingold.

 

I leader della Corea del Sud, Cina e Giappone si sono incontrati oggi 9 maggio per il primo dei colloqui trilaterali tra i tre Paesi dal 2015. Ci può spiegare quali sono le tematiche che sono state affrontate durante l’incontro? Di che tipo di cooperazione stiamo parlando, economica, politica o militare?

Il problema più immediato è il recente tentativo della Corea del Nord di impegnarsi nuovamente con la comunità internazionale e bisogna capire in che modo Corea del Sud, Cina e Giappone si impegneranno a vicenda su questo tema. Se hanno interessi comuni? Sì, non vogliono che le armi nucleari o la tecnologia missilistica avanzata facciano parte della minaccia militare della Corea del Nord, e hanno un interesse comune nel limitare le attività illecite della Corea del Nord come il traffico di narcotici, la contraffazione di denaro e il crimine informatico.

Tuttavia, i tre Paesi divergono su come raggiungere questi obiettivi. La Cina vuole che vengano allentate al più presto le sanzioni contro la Corea del Nord. La Corea del Sud sostiene anch’essa questa posizione, ma forse vuole effettuare maggiori procedimenti di verifica rispetto alla Cina. Il Giappone è riluttante e non vuole che le sanzioni vengano allentate nell’immediato. Sebbene esista una cooperazione in ambito di sicurezza tra Corea del Sud e Giappone, principalmente per la sollecitazione degli Stati Uniti, i due Paesi hanno dispute territoriali in corso, competono per le risorse militari statunitensi e competono l’uno con l’altro per avere la migliore relazione commerciale e di sicurezza con gli Stati Uniti.

Gli analisti hanno collegato l’organizzazione di quest’incontro non ad un riavvicinamento tra i Paesi in causa, bensì all’organizzazione di una risposta comune alla minaccia di Donald Trump e alle sanzioni statunitensi. E’ davvero cosi? 

Il commercio è un tema significativo per questo incontro, in generale la Cina occupa una posizione di forza perché la Corea del Sud e il Giappone devono proteggere gli investimenti delle loro aziende in Cina e vogliono avere un accesso migliore al mercato cinese di quanto non abbiano oggi. Sappiamo dagli eventi recenti che tali investimenti possono essere messi a rischio e azioni politiche e normative da parte della Cina (o dei consumatori cinesi) possono avere un impatto negativo. Quando la Corea del Sud ha schierato il sistema di difesa missilistica THAAD, le società sudcoreane in Cina, così come il turismo in entrata dalla Cina alla Corea del Sud, hanno sofferto. Le aziende giapponesi hanno avuto gli stessi impatti negativi su questioni come la controversia sulle isole Diaoyu / Senkaku.

Le relazioni tra Tokyo e Pechino hanno raggiunto un punto di rottura nel 2012 per le rivendicazioni di entrambi i Paesi verso una catena di isole per lo più disabitate nel Mar Cinese orientale. Come ha influito questo sull’incontro? Potrebbe ostacolare la cooperazione? 

La disputa di Diaoyu / Senkaku non è al primo posto nell’agenda corrente, ma è un problema irrisolto significativo. La Cina continua a militarizzare il suo Mar Cinese Meridionale ed esercita su Taiwan delle rivendicazioni di sovranità. Ad un certo punto in futuro, Diaoyu diventerà di nuovo un punto all’ordine del giorno e aumenteranno le tensioni oppure il Giappone dovrà fare delle concessioni, perché c’è poca probabilità che la Cina rinuncerà a ciò che rivendica. Non dovremmo sottovalutare la probabilità che la Cina potrebbe inviare le sue nuove risorse navali a Diaoyu, nel breve o medio termine.

Un vero coordinamento tra Cina e Giappone, due Paesi più importanti in Asia, potrebbe rappresentare un problema per il mondo occidentale? Come potrebbero reagire gli Stati Uniti se leggessero in questo summit una minaccia?  

La leadership giapponese sta cercando di rafforzare il commercio e relazioni di investimento con la Cina, ma è preoccupata per le intenzioni che ha Cina nei confronti del resto dei Paesi asiatici su una serie di questioni come Diaoyu / Senkaku, la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale, Belt-and-Road e la sicurezza delle aziende giapponesi in Cina. Queste preoccupazioni rimarranno anche se Shinzo Abe perderà la sua posizione di Primo Ministro a causa di accuse di corruzione che coinvolgono la sua famiglia o i suoi collaboratori, o se ci sarà un colpo di stato da parte dei suoi parlamentari. Anche se la presenza statunitense in Giappone spesso affronta sfide come l’opposizione alle basi militari statunitensi, a partire da ora Shinzo Abe e i potenziali successori cercheranno di mantenere una politica commerciale e di difesa USA-centrica. Ciò differisce notevolmente da ciò che accade in Europa occidentale e in Sud America, dove i leader sono più disposti a esprimere pubblicamente le differenze politiche con gli Stati Uniti.

I tre partecipanti al summit sono tutti fortemente interessati al disinnesco della crisi nucleare nordcoreana, ma da punti di vista e con approcci differenti. Ci può fare un quadro di come questi tre Paesi guardano alla questione e con quali modalità rispettivamente vorrebbero agire?  

Tutti e tre i leader sostengono la de-nuclearizzazione, ma sul come arrivarci, le loro posizioni divergono.

Il Giappone vuole un accordo solido di ispezione per le strutture connesse al nucleare, mentre la Corea del Sud si preoccupa di portare avanti un accordo ed è disposta ad accettare un regime di ispezione meno rigoroso. Le armi convenzionali trasportate su missili non creano un problema al Giappone ma ovviamente questo non vale per la Cina. Per la Corea del Sud questa è una questione importante, ma la minaccia militare della Corea del Nord si manifesta in molti altri modi oltre ai missili. In base a questo, la minaccia nucleare diventa per il Sud Corea una priorità di media importanza. Il Governo giapponese sta affrontando una fortissima pressione per riuscire ad ottenere ulteriori informazioni su ciò che ne è stato del cittadini giapponesi rapiti dalla Corea del nord. Questa è una questione di immenso interesse pubblico in Giappone e Shinzo Abe deve tener conto dell’opinione pubblica e riuscire ad ottenere qualcosa in merito alla questione dalla Corea del Nord. Allo stesso modo, la Cina e la Corea del Sud vogliono allentare le sanzioni, facilitare gli scambi e fornire aiuti umanitari di altro tipo. Il Giappone sarà meno entusiasta di questi obiettivi fino a quando in Nord Corea non dimostrerà di aver cambiato il suo comportamento nel lungo termine.

Shinzō Abe ha affermato: « Voglio discutere complessivamente su come possiamo portare la Corea del Nord sulla giusta via, risolvere la questione dei rapimenti, le questioni missilistica e nucleare e creare un futuro luminoso». La vicenda dei rapimenti a cui il premier ha fatto riferimento è quella dei cittadini giapponesi sequestrati da agenti nordcoreani negli anni ’70 e ’80.  Come potrebbe evolversi la questione?

Kim Jong-il ha riconosciuto alcuni dei precedenti rapimenti della Corea del Nord, ma non vi è stata una rivelazione completa di tutte le vittime. Semplicemente non sappiamo quanto Kim Jong-Un voglia approfondire su questo punto, considerando che qualsiasi informazione potrebbe ritorcersi sul comportamento di suo padre. Kim Jong-Un è disposto a trasmettere che suo padre ha ordinato il rapimento di cittadini giapponesi dal Giappone e ha approvato il mantenimento di tali ostaggi per decenni? Kim Jong-Un, invece, fornirà una storia parziale come ha fatto suo padre e spera che il Giappone lo accetti? Sarà un fattore significativo il modo in cui il Giappone interagirà con la Corea del Nord.

Il Giappone ha dominato la Corea come potenza coloniale tra il 1910 e il 1945 e questo è ancora fonte di forte risentimento e di contese storico-politiche che ancora avvelenano i rapporti. Questa situazione ha influenzato summit di oggi?

I prossimi negoziati con la Corea del Nord, come ha fatto la storia coloniale giapponese in Corea e Cina, le guerre di aggressione giapponesi in Asia e la brutalità dell’occupazione giapponese, uniranno il Nord e il Sud Corea e potenzialmente uniranno la Corea del Sud e la Cina . In generale, il punto di vista in Asia è che Shinzo Abe ha seguito il modello passato di leader giapponesi che riconoscono gli errori del passato ma non fanno il grande gesto di chiedere scusa. Non dovremmo aspettarci che Abe emulerà il Warschauer Kniefall del cancelliere tedesco Willy Brandt che si è inginocchiato a Varsavia per mostrare il rimorso della Germania nei confronti delle vittime della Rivolta del Ghetto di Varsavia.

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