giovedì, Marzo 21

Cina e America Latina? L’amicizia cresce Rafforzare la partnership Cina-America Latina: i propositi della Repubblica Popolare rivelano 10 trilioni di importazioni per i prossimi cinque anni

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La Cina ha intenzione di importare circa 10 trilioni di dollari di beni e servizi dall’America Latina e dai Caraibi; lo ha rivelato qualche giorno fa l’ambasciatore cinese in Giamaica, Tian Qi, durante una visita di cortesia del Ministro dell’Industria, Audley Shaw e del Ministro senza portafoglio per la crescita economica, Daryl Vaz. Un’operazione che si prevede verrà messa in atto nei prossimi cinque anni e che, secondo quanto detto da Tian, porterà vantaggio anche alla Giamaica, sempre che ne voglia cogliere l’occasione.

La Cina ha un’idea ben precisa per il suo ruolo nel mondo e, passo dopo passo, sta uscendo allo scoperto. All’inizio del mese di Novembre (dal 5 al 10, precisamente), ha organizzato in proposito l’International Import Expo 2018, una grossa fiera del commercio tenutasi a Shanghai. Il focus del CIIE? Lo grida forte e chiaro il titolo: le  importazioni. Una dimostrazione, insomma, del desiderio della Cina di ridurre i gap commerciali e di dissipare le percezioni di essere una Nazione troppo dipendente dagli export. Lo ha dichiarato anche Xi Jinping stesso durante la cerimonia di apertura parlando dell’evento come di un’occasione «politica importante per la Cina per spingere un nuovo round di apertura ad alto livello e una misura importante per… aprire il suo mercato al mondo».

Secondo i media statali cinesi, all’Expo sono stati rappresentati 172 paesi, regioni e organizzazioni internazionali ed oltre 3.600 aziende. Tanti gli espositori di spicco tra cui Sony, Samsung, Foxconn, Intel, General Motors, BMW, Tesla, Facebook e Google, così come molti altri piccoli player emergenti. Presenti anche i sopra citati Shaw che Vaz e diversi colleghi latinoamericani. Tra di loro anche i presidenti di Cuba, Repubblica Dominicana, Panama, El Salvador.

Insomma, «la Cina ha aperto il suo mercato volontariamente al resto del mondo. Accogliamo con favore l’esportazione da altri paesi. Ciò significa che vogliamo importare più merci dal resto del mondo. Abbiamo un piano per importare 10 trilioni di dollari in materie prime nei prossimi cinque anni», ha detto l’ambasciatore Tian. Chiarissimo. E in questo piano, l’America Latina è protagonista. Giamaica inclusa, i cui scambi con la Cina nel 2017 sono stati pari a 382 milioni di dollari.

La mossa del Governo cinese è quella di attrarre decine di imprese locali e rafforzare ulteriormente la partnership Cina-America Latina. E relativamente alla Giamaica, Tian ha continuato: «dovremmo compiere sforzi congiunti per esportare più prodotti giamaicani in Cina».  La Repubblica Popolare Cinese si dice molto interessata a diversi prodotti. «Come tutti sappiamo, la Giamaica è già molto, molto famosa per i suoi marchi di livello mondiale nella musica, nel caffè, nel rum e nell’atletica. Apriamo le braccia ai turisti giamaicani e stiamo anche aprendo le nostre braccia alle merci giamaicane. Prevediamo di importare sempre più prodotti giamaicani. La Cina e la Giamaica sono buoni partner, sia nel nome che nelle iniziative», ha affermato l’ambasciatore.

Ottime notizie per la Giamaica, insomma.

Ed a proposito di punti forti da sfruttare, sono già in corso dei piani che puntano all’espansione dell’industria del caffè aumentando le esportazioni nell’Asia orientale. Con la Cina, protagonista centrale di tutto questo. «Ciò per cui il Governo cinese dovrebbe essere lodato è il fatto che sta dimostrando di riconoscere pienamente che questo non riguarda solo la produzione cinese per il mondo, ma il mondo che produce insieme, specializzato nei suoi vari punti di forza e di commercio l’uno con l’altro», ha affermato Shaw, evidenziando una visione congiunta, una visione ‘di insieme’.

L’industria del caffè per la Giamaica è fondamentale, specie se dinanzi c’è la Cina. Perché? Ve lo spieghiamo subito.

«Il mercato cinese sta crescendo del 15% all’anno e questo in circostanze in cui il cinese medio beve solo quattro tazze di caffè all’anno». Facendo due calcoli, se la popolazione conta circa 1.4 miliardi e il mercato è destinato alla crescita, per la Jamaica Blue Mountain Coffee non possono che esserci ampie possibilità. Forte crescita più popolazione numerosissima, uguale: boom.

Il consumo cinese di caffè è aumentato del 46% tra il 2011 e il 2016. Nei primi sei mesi dello scorso anno, il primo boom: la Cina ha importato quasi il 50% in più di caffè rispetto allo stesso periodo del 2016. Il punto però è questo: nonostante la crescente domanda di bevande, l’importazione cinese di caffè giamaicano è minima: un totale del 26% annuo dal 2011 al 2016. Minima, per il momento.

Ed ora?

Ora si prevede che il consumo in grani raggiunga i 50 miliardi di dollari entro il 2025. Un buon mercato, che ne dite? Il bello è che, come dicevamo, non si parla solo di caffè. Le merci esportate dall’America Latina e dai Caraibi stanno crescendo sia in volume che in valore, con la Cina che acquista sempre più materie prime dalla regione.

Dopo il grosso calo negli export registrato tra il 2012 e il 2016, questo è il secondo anno di crescita. Nel 2018, grazie ai crescenti prezzi del petrolio e dei minerali, il valore delle esportazioni dei beni latinoamericani è in aumento del 9,7%, secondo le ultime proiezioni della Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi (ECLAC). «Questo aumento può essere ripartito in un aumento dei prezzi del 7,6% e un aumento del volume del 2,1%», si legge in una dichiarazione dell’agenzia delle Nazioni Unite. Certo, la regione è ancora indietro, in termini di numeri, rispetto a molte altre economie in via di sviluppo, ma le promesse e gli andamenti sono ottimi. Il volume  delle esportazioni si sta espandendo in media del 4,6% ed anche le importazioni di merci della regione dovrebbero aumentare nel 2018: l’agenzia prevede una crescita maggiore in volume (4,9%) rispetto al prezzo (4.6 %).

Ed a proposito di Cima, molti paesi del subcontinente americano esportano già una grande quantità di petrolio e prodotti a base minerale. Anche le esportazioni verso il gigante asiatico sono aumentate nel 2018, del 28%. Come osserva l’ECLAC, Trinidad e Tobago è diventata uno dei maggiori beneficiari del recente aumento dei prezzi del petrolio, mentre le esportazioni nella regione e negli Stati Uniti, che tendono ad avere i maggiori contenuti di produzione, crescono a tassi significativamente più bassi: del 12% e 7,1%, rispettivamente.

Tuttavia, il Messico e alcuni paesi dell’America centrale stanno approfittando della crescita economica negli Stati Uniti, intensificando le esportazioni. State pensando alla guerra commerciale tra USA e Cina? Secondo l’agenzia, qualora la tensione dovesse continuare,  nel breve periodo questo porterà a benefici per le esportazioni regionali; al contrario, in una visione più ampia e più a lungo termine, l’intera economia globale, compresa quella dell’America Latina, sarà danneggiata. L’ECLAC ha esortato i governi regionali a diversificare le loro economie, avvertendo che la loro forte dipendenza dalle esportazioni di minerali limiterebbe la crescita in altri settori. «L’integrazione regionale è indispensabile per progredire nella diversificazione delle esportazioni e nella transizione verso un paniere di esportazioni più consapevole, considerando l’elevato contenuto industriale del commercio intra-regionale e la sua importanza per chi esporta», ha dichiarato Alicia Bárcena, segretario esecutivo dell’ECLAC.

Tornando alla Cina e a Xi, il suo messaggio è chiaro e inequivocabile. La Cina vuole essere  protagonista con e nel mondo. Nel suo riferimento alle organizzazioni multilaterali, il cenno anche ai Brics e, quindi, anche al Brasile. Per il Paese più grande dell’America Latina cosa significa tutto questo? Significa opportunità. Eh si, perché come abbiamo già visto in diverse occasioni, la Cina è il principale partner commerciale del Brasile dal 2009, creando un surplus importante per il subcontinente. Tanta la distanza tra i due stati, geograficamente parlano e non solo. Un’economia, poi, quella del Paese latino che dipende molto sia dal proprio mercato che dall’andamento dei suoi vicini.

I mercati asiatici sono quasi del tutto inesplorati dai brasiliani, ecco cosa vuol dire opportunità. In Brasile e in tutta l’America Latina. L’economia globale pone delle grosse sfide e a tutto occorre dare una risposta; la Cina vuole trovarsi pronta su tutti i fronti. Bisogna avere una visione globale e comprendere che il futuro migliore è quello condiviso. Suona strano? Detto da Xi, può darsi, ma forse dovremmo smetterla di sorprenderci.

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