giovedì, Agosto 13

Cina, dove i cristiani (e non solo) aumentano Il viaggio di Papa Francesco in Myanmar ha riacceso anche il tema riguardante i praticanti nella Repubblica Popolare

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Il viaggio di Papa Francesco in Myanmar ha riacceso anche il tema dei cristiani in Asia. Un Paese che da sempre ha avuto dei problemi nello sviluppo delle religioni è stata la Cina, vicina della Birmania. Un Paese dove però, dopo anni di silenzi e soprusi, i cristiani stanno aumentando. Non solo crescono e hanno ormai raggiunto un numero compreso tra i 90 e i 180 milioni, ma anche il dato degli appartenenti a una qualunque religione in Cina è in ascesa. Si calcola che siano ormai 400 milioni, quasi un terzo della popolazione in un Paese che predica l’ateismo dal 1949. «È la dimostrazione che c’è un risveglio spirituale, che il materialismo propugnato dal governo non basta a soddisfare il cuore dell’uomo», commenta l’arcivescovo Hon a ‘Tempi

Soffrono però le vocazioni. Secondo dati dell’Holy Spirit Study Center di Hong Kong, a fronte di 2.300 seminaristi nel 1996, tra ufficiali e non, nel 2014 in Cina se ne contano appena 1.260. Se nel 2000 sono stati ordinati 134 preti, nel 2014 solo 78. «È chiaro che la politica del figlio unico ha inciso, non solo dal punto di vista numerico, ma anche perché ha cambiato l’educazione dei giovani», dice Hon, «non sono più abituati a fare sacrifici, hanno avuto molto dai genitori e hanno meno spina dorsale. Nel 1989 gli studenti esprimevano sollecitudine per un’effettiva giustizia sociale, dopo 25 anni dove sono le voci dei giovani? Allo stesso modo, ce ne sono sempre meno che vogliono dedicare tutta la vita al sacerdozio, reso ancora più difficile dagli ostacoli che pone il partito e dal grigio pragmatismo a cui si prestano molti prelati, vescovi compresi».

 

(video tratto dal canale Youtube di EL PAIS)

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