venerdì, Agosto 14

Cina, inizia il XIX Congresso del Partito Comunista Spagna, scade domani l'ultimatum di Madrid a Pudgemont. Merkel, al via colloqui esplorativi per la formazione della coalizione di governo

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Si è aperto a Pechino il XIXesimo congresso del Partito comunista cinese con l’impegno del presidente Xi Jinping a rendere il suo Paese sempre più aperto. Nel suo discorso durato tre ore, Xi ha assicurato che Pechino non perseguirà mai l’egemonia o si svilupperà a scapito degli interessi di altri Paesi, secondo quanto rende noto l’agenzia ufficiale Xinhua. Sul piano della difesa e delle relazioni estere, Pechino attuerà una politica di pace «indipendente, ma non rinuncerà mai ai suoi interessi legittimi». In ogni caso, «Nessuno dovrà aspettarsi che la Cina accetterà qualsiasi cosa vada contro i suoi interessi», ha precisato Xi.

Sul fronte economico le prospettive della Cina «sono luminose ma restano sfide impegnative». Negli ultimi 5 anni, ha ricordato Xi, il Pil è aumentato da 54.000 miliardi di yuan a quota 80.000, pari a 12.100 miliardi di dollari circa.

In Spagna il governo di Madrid si è detto pronto a frenare l’attivazione dell’articolo 155 se Carles Puigdemont convocherà elezioni anticipate in Catalogna. È quanto fanno sapere fonti governative alla vigilia dell’ultimatum imposto al presidente della Generalitat catalana per domani alle dieci. Entro tale ora Puigdemont dovrà chiarire se ha proclamato o meno l’indipendenza e in ogni caso ripristinare la legalità. Il leader catalano ha già lasciato passare la prima scadenza di lunedì, limitandosi ad un appello al dialogo ma senza chiarire se l’indipendenza sia stata proclamata o meno. Domani scade il nuovo termine concesso.
Il premier Mariano Rajoy è già pronto a convocare il consiglio dei ministri appena arriverà domani la risposta di Puigdemont. Tuttavia l’articolo 155, che permetterebbe a Madrid di commissariare il governo autonomo, non partirà immediatamente. Serve un voto del Senato e potrebbero passare alcuni giorni, a seconda della velocità che Rajoy vuole imprimere al processo. E nel frattempo Puigdemont potrebbe convocare elezioni anticipate, tanto più che vi sono tensioni interne al fronte separatista.

In Austria l’estrema destra è pronta ad entrare al governo assieme ai popolari sulla base di un programma che preveda un rafforzamento dei controlli alla frontiera, espulsione di criminali stranieri, stop all’islamizzazione e tagli fiscali. Lo ha detto in una conferenza stampa a Vienna Heinz Christian Strache, leader del Partito della libertà (FPOe).

Arrivato terzo con il 26% dei voti, l’FPOe appare come il partner più probabile per una coalizione con i Popolari (OeVP) di Sebastian Kurz, vincitori delle elezioni. Le tensioni fra OeVP e i socialdemocratici, che prima governavano assieme, rendono difficile un nuovo accordo fra i due partiti. Strache ha comunque ribadito la sua richiesta di affidare il ministero dell’Interno al suo partito.

In Germania la cancelliera Angela Merkel ha aperto oggi i colloqui esplorativi per la formazione della coalizione di governo. Primo incontro della delegazione di dieci esponenti del blocco Cdu/Csu con il team del Partito liberale democratico, composto da otto esponenti liberaldemocratici. Poi è stata la volta dei Verdi. Previsto per venerdì l’incontro delle tre delegazioni.

È la prima volta in Germania che si prova a realizzare, a livello federale, una coalizione di governo fra Cdu-Csu, Verdi e il Partito liberale democratico (la cosiddetta coalizione ‘Giamaica’). Se i contatti esplorativi di questi giorni avranno successo, potranno aprirsi gli auspicati negoziati formali. Merkel è conscia della difficoltà dei colloqui e già all’indomani del voto il suo portavoce ha ammesso di non aspettarsi la formazione di un nuovo governo prima della fine dell’anno.

Per far esplodere l’auto della giornalista di inchiesta maltese Daphne Caruana Galizia sarebbe stato usato il Semtex, il potente esplosivo al plastico associato agli attentati terroristici. Ieri sera, il leader dell’opposizione Adrian Delia ha chiesto le dimissioni del premier Joseph Muscat per non aver garantito la sicurezza di Caruana Galizia. Muscat avrebbe infatti rifiutato di concedere alla giornalista una scorta.

Un ordigno è esploso la scorsa notte davanti all’ingresso di una stazione di polizia a Helsingborg nella Svezia sud occidentale, distruggendolo completamente. L’esplosione non ha causato feriti ma non sono ancora chiari i motivi del gesto.

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