martedì, Agosto 4

Cile-Perù, tutte le abilità politiche di Papa Francesco per una visita ‘non semplice’ Il Pontefice e la corruzione, gli scandali di abusi sessuali, le popolazioni indigene e poca credibilità

0

Inizia oggi, 15 gennaio, il 22esimo viaggio apostolico internazionale di Papa Francesco, il sesto in America Latina. Il Pontefice atterrerà oggi a Santiago, e rimarrà in Cile fino al 18 gennaio, quando salirà su un aereo che lo porterà a Lima, in Perù.

Il viaggio ha un valore spirituale, ma anche politico e sociale. Stando alle parole del Cardinale Arcivescovo Segretario di Stato di Sua Santità, Pietro Parolin, si tratterebbe di una visita «non semplice, ma appassionante». Il Papa dovrà, infatti, affrontare molteplici sfide, dalla corruzione, il ruolo delle popolazioni indigene, agli scandali di pedofilia che hanno colpito la Chiesa sia in Cile che in Perù.

Il clima, in entrambi i Paesi, sembra essere sempre più caldo. Le proteste verificatesi negli ultimi giorni sono un chiaro sintomo delle difficoltà che Papa Francesco affronterà. Numerose fonti locali e latinoamericane, come ‘La Nacion, ‘El Universal ’, ‘Infobae’, ‘CNN spagnola’ e ‘Voanoticias’, hanno riportato l’esplosione di 5 bombe artigianali nelle chiese di Santiago e dintorni. Le esplosioni sarebbero iniziate venerdì scorso, e proprio ieri un sesto attacco è stato realizzato nella parrocchia di Melipilla, a un ora dalla capitale cilena. Sarebbero state colpite Santiago e i comuni Peñalolén, Stazione Centrale, Recoleta e Santiago Quinta Normal. I responsabili – sinora non identificati dalle forze dell’ordine – avrebbero lasciato un messaggio secondo il quale «l’unica chiesa che illumina è un bruciore, è ciò che è in fiamme… Nessun Papa», secondo quanto riporta ‘La Nacion‘. Si aggiungono poi ulteriori minacce al Papa, tra cui la promessa di far esplodere la prossima bomba sotto il vestito di sua Santità (‘Papa Francisco, la próxima bomba será en su bata’). I Carabineros de Chile non sono riusciti a individuare i colpevoli, ma la Procura ipotizza la responsabilità di gruppi anarchici.

Le proteste hanno, inoltre, visto il tentativo di occupazione dell’Annunziatura Apostolica, sede diplomatica della Santa sede dove Papa Francesco alloggerà durante la sua permanenza cilena. I responsabili, in questo caso, sarebbero i membri dell’associazione ‘Anda Chile’, la cui guida sarebbe Roxana Miranda, ex-candidata presidenziale.

Ad incendiare gli animi delle proteste sarebbe stata la decisione del Governo cileno di finanziare il viaggio del Pontefice con fondi statali. A Lima, invece, le proteste hanno visto bruciare una Statua di Cristo donata da Odebrecht nel 2011 durante il governo dell’allora presidente Alan García, secondo quanto riportato da ‘La Nacion‘ il 13 gennaio. Oltre ciò, proprio ieri una scossa di magnitudo 7.1 ha colpito il Perù, causando una vittima e 65 feriti.

Il clima nei due Paesi è tutt’altro che calmo e i temi che Bergoglio dovrà inevitabilmente affrontare per portare a termine la sua missione riguardano corruzione, pedofilia, disuguaglianza economica e popolazioni indigene.

Quest’ultime costituiscono un tema di fondamentale importanza non solo sociale, ma anche politica. Nel caso del Cile, la popolazione dei mapuche rivendica da secoli l’espropriazione delle terre, accusando le istituzioni di genocidio. La popolazione indigena denuncia la complicità tra Stato e multinazionali straniere che sfruttano il loro territorio per perseguire i propri progetti economici. La terra, per le popolazioni indigene mapuche, costituisce non solo l’unica fonte economica di guadagno, ma ha un fortissimo significato filosofico spirituale per l’intera popolazione. Per quanto riguarda il Perù, gli Indios dell’Amazzonia oltre a rivendicare l’appartenenza territoriale, accusano lo Stato di lasciare immense distese di territorio alla mercè di multinazionali e imprese straniere. Il Perù è uno dei principali produttori di oro e argento, e per produrli viene utilizzato mercurio, un elemento che dopo l’estrazione rende il terreno non più utilizzabile. L’Amazzonia ha subito, e sta subendo, un importante processo di deforestazione, e numerose ONG denunciano lo sfruttamento di bambini nelle miniere d’oro.

La popolazione dei mapuche, e gli indios in Amazzonia riceveranno il ‘Laudato Si’ di Papa Francesco, un messaggio politico non indifferente visti gli scontri violenti, ad esempio, tra Governo e mapuche registratesi negli ultimi mesi. L’ultima vittima era proprio il 27enne attivista Rafael Nauhel.

Ma qual è il Cile che ospiterà Papa Francesco? Innanzitutto si deve ricordare che, ad oggi, nel Paese è in corso una transizione politica. Il cambio di Governo vede, infatti, passare il testimone dall’ormai ex-Presidente, Michelle Bachelet, di orientamento di sinistra, al suo successore, nonchè vincitore delle elezioni dello scorso dicembre, Sebastián Piñera. Quest’ultimo assumerà ufficialmente l’incarico proprio quando il Papa sarà di ritorno alla Santa Sede, e si prospetta per il Paese un Governo di destra e conservatore, che in qualche modo rientra nella svolta a destra generale registratasi per la maggior parte dei Governi dell’intera regione latinoamericana. Inoltre, secondo quanto riportato da Crux il 13 gennaio, i deputati cileni stanno discutendo alcuni temi civili e sociali alquanto delicati, come la semi-legalizzazione dell’aborto e le proposte per il matrimonio gay. Il disegno di legge per i matrimoni gay, ad esempio, verrà affrontato martedì, lo stesso giorni in cui il Papa si troverà a Santiago, una scelta che, secondo il deputato Fidel Espinoza, sembra essere ‘provocatoria’.

Di fronte alla possibilità di bloccare il progetto, laici e liberali hanno chiesto al Congresso di rispettare la loro autonomia, mentre i conservatori hanno aderito all’idea di Espinoza. Ieri, però, la Commissione ha iniziato la discussione del progetto analizzandone ogni articolo. La proposta di posticipare tale discussione, a prescindere dal risultato ottenuto, lascia trapelare una forte polarizzazione politica. Pertanto, il panorama politico cileno sembra essere decisamente delicato, dove la frattura tra destra e sinistra è sempre più evidente, e il particolare momento di ‘transizione’ peggiora soltanto le cose.

Inoltre, secondo quanto riportato da ‘Tele Sur’ lo scorso 11 gennaio, l’80% dei cileni non è d’accordo che lo Stato finanzi la visita del Papa, una spesa che ammonta a 4 miliardi di pesos, circa 6.597.482 dollari, e che agli occhi della popolazione meno abbiente risulta, inevitabilmente, fuori luogo e, di conseguenza, debilita la credibilità della Chiesa stessa agli occhi dei fedeli.

Secondo quanto riportato da ‘Tele Sur‘, durante gli ultimi mesi del governo di Michelle Bachelet ci furono diverse manifestazioni contro l’attuale sistema pensionistico. Proseguono, allo stesso modo, le richieste di riforma educativa e costituzionale, parte delle promesse elettorali di Bachelet. La caduta dei prezzi del rame durante gran parte del mandato di Bachelet ha influenzato gli indicatori economici e l’aumento della povertà e delle disuguaglianze sociali nel Paese cileno.

Un ulteriore problema è dato dall’assenza di politiche migratorie capaci di far fronte all’attuale situazione. Ai problemi sociali ed economici interni, si aggiungono gli scandali di corruzione che hanno visto numerose figure politiche cilene essere coinvolte con il sistema di corruzione della società brasiliana Odebrecht. Ma un tema che vede coinvolta in prima persona la Chiesa, e che rappresenta una delle principali sfide di Papa Francesco nel suo viaggio in Cile, riguarda numerosi scandali di abusi sessuali che hanno coinvolto diverse figure religiose.

Secondo un articolo di ‘El Universal, la Chiesa cilena ha perso credibilità agli occhi dei fedeli, e la goccia che ha fatto traboccare il vaso riguarderebbe lo scandalo del Reverendo Fernando Karadima. Si tratta di un prete di Santiago, istruttore di centinaia di preti e cinque vescovi, accusato di abusi e molestie. Nel 2011 è stato condannato dal Vaticano ad una vita di ‘penitenza e preghiera’. A tal proposito, la scelta di Papa Francesco di nominare un seguace di Kardima come vescovo della diocesi di Osorno sembra aver gettato un’ulteriore ombra sulla Chiesa agli occhi dei fedeli cileni, e sudamericani, e sembra costituisca un tema cruciale che Bergoglio dovrà inevitabilmente affrontare.

Visualizzando 1 di 2
Visualizzando 1 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore