sabato, Ottobre 19

Ci sarà un giudice pronto a fermare il fuori legge Salvini? Decreto sicurezza bis: non ha senso, non solo umano, ma giuridico, proporsi la chiusura dei porti e tutto il resto annesso. Le nostre leggi, la nostra Costituzione, le norme internazionali sono violate

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Per fortuna, per nostra fortuna, anche nelle situazioni più tragiche e assurde, accade qualcosa (per lo più ad opera degli stessi attori) che rende la tragedia se non una commedia, almeno meno tragica o volgare.
Nella ennesima zuffa invereconda sulla pelle deimigranti’, quella sul decreto sicurezza bis, ha generato in me uno scoppio irrefrenabile di risa leggere della ‘spiritosa’, secondo lui, ‘battutadi Luigi Di Maio a proposito dell’atteggiamento da scolaro colto in flagrante di Matteo Salvini.
Immaginare quei due come scolari (o addirittura scolaro e professore!) mi riesce difficile, ma l’idea che il maestrino dalla penna rossaDi Maio bacchetti lo scolaro Salvini, provoca solo ilarità. Ma poi, dimessi i panni scolastici, ecco la vera natura dei loro rapporti spuntare fuori prepotente in quel vero e proprio litigio da innamorati: “hai parlato con Berlusconi per fare cadere il Governo”, “No gli ho solo fatto gli auguri”, risponde imbarazzato Salvini, “Bugiardo, e io”, dice Giggino ghignando, “domani presento la legge sul conflitto di interessi, tie’”, “Ah così”, replica Salvini furente, “e io porto in Consiglio un nuovo decreto da cui risulta che da ora faccio tutto io” … qui, a onore dell’interessato va detto, interviene da par suo (pare, la notizia non è certa) Conte Giuseppe, avvocato del popolo, che, per stoppare Salvini e favorire Giggino, mediterebbe di non convocare Consigli dei Ministri fino a dopo le elezioni europee.
Che Governo, ragazzi, e dove li trovate due o tre così?

E intanto, ‘migranti’ (cioè persone, che avventurosamente attraversano il mare fuggendo da guerre e miseria) a decine affogano davanti alla Tunisia e chi sa quanti altri dei quali non si sa nulla. E quindi, veniamo, una volta di più al tema che devo per l’ennesima volta discutere: i migranti e la loro gestione. Sorvolando del tutto sull’inatteso scatto di attivismo fulminante del Ministro Enzo Moavero Milanesi, che sentenzia sulla perfezione logica della eventuale competenza salviniana praticamente su tutto, dimenticando che la regola è che, nel dubbio, decide il Governo, o meglio il suo Presidente. Vedremo che accadrà, ma si tratta di una troppo evidente manovretta elettorale, per meritare commenti. Comunque tutto si può fare, anche nominare Salvini Presidente del Consiglio, o magari Re, o Ras, o Capataz.

Salvini, infatti, mostra i denti a causa di due fatti (diventati nel frattempo tre): il salvataggio di alcuni ‘migranti’ dalla Marina Militare italiana, l’arrivo in porto a Lampedusa della nave Mare Jonio, della quale si aspetta il sequestro da parte del giudice, se verrà, ma dalla quale sono sbarcati una quarantina di persone. Se verrà, dicevo, perché il precedente, di qualche giorno addietro, dimostra che gli estremi per il sequestro potrebbero non esservi. Perché perfavorire l’immigrazione clandestinaoccorre che si tratta di clandestini (e quelli sono tutti lì allo scoperto, tutto fuor che clandestini) e poi non si favorisce niente, si raccolgono persone che rischiano di affogare, che è un obbligo! E infine la motovedetta italiana che approda in Calabria, dopo, udite udite, avere chiesto il permesso, dato che il mare grosso metteva a repentaglio la vita delle persone a bordo. Vi rendete conto? Una motovedetta italiana, con marinai italiani, che deve chiedere a Salvini il permesso di … non affondare!
Quanto alla nave della Marina Militare (peraltro anche la Guardia Costiera dipende dalla Marina, o sbaglio?), per fortuna la polemica si è fermata rapidamente: bontà sua Salvini non ha avuto da eccepire (pur digrignando i denti) forse intimorito dai denti della Trenta.

Ma il problema è e resta sempre quello: di sinistra o di destra, razzisti o no che si voglia essere, questi migranti sono innanzitutto delle persone, esseri umani dei quali è impossibile, ma specialmente ignobile e, per un giurista come me anche illecito, o meglio criminoso, dare la definizione di criminali’ o peggio. Ma ormai, questa mentalità sta permeando il nostro Paese, fin nel più profondo.

Ho sentito ad un telegiornale parlare, a proposito di non so quale incidente, di una ragazza italiana fidanzata con un musulmano. Che vuol dire? Cosa è un mussulmano, una razza inferiore, magari un animale e figuriamoci se magari fosse anche nero!
Ma purtroppo questo è il risultato -ed è ancora solo l’inizio!di un fatto che Giampiero Mughini definisce il frutto dienergumeni insensibili alla ragione’ … eh no, caro Mughini, se fossero insensibili almeno esisterebbe la possibilità disensibilizzarli’, ma non alla ragione, ma alla conoscenza: è quella che manca. Appunto, dicevo sopra, Di Maio che insegna la cultura a Salvini: è più facile la quadratura del circolo.

E allora ripeto. I migranti, come qualunque altra persona al mondo, è una persona, titolare di diritti e destinatario di garanzie.
Lo dicono innanzitutto le nostre leggi (nonostante Salvini e Di Maio), lo dice la nostra Costituzione, ma specialmente lo dicono le norme internazionali, specie quelle in materia di diritti dell’uomo, norme tutte che prevalgono sulle norme italiane addirittura.

E quindi non ha senso, non solo umano (è ovvio), ma giuridico, proporsi la chiusura dei porti, l’esclusione dell’arrivo di chiunque, specialmente se chi arriva fugge da un posto dove è maltrattato e quindi ignorarlo o, peggio, rimandarlo da dove viene (come vorrebbe Salvini per le persone che riesce ad individuare prima che affoghino e rimanda in Libia) per esservi torturato, ucciso o affamato.

Ciò tutto, ripeto umanità a parte, è previsto chiaramente in molte norme specie di provenienza internazionale, violare massicciamente (ma anche non massicciamente) le quali è un crimine di diritto internazionale, perseguibile, tra l’altro, a norma dello Statuto della Corte penale internazionale, a sua volta, legge italiana a tutti gli effetti, art. 117.1 della Costituzione, ancora, pare, in vigore.
Che aspetta qualche giudice italiano a domandarselo come me lo domando io?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.