mercoledì, Settembre 30

Chi?

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Matteo-Renzi-bandiera

Non vecchi partiti, o pezzi di micromacro classe dirigente bisognosa di occupazione politica. Che è comunque sempre meglio che lavorare. Non velleitari e rancorosi. Non, non, non… Ché, sennò, ci si tiene Matteo Renzi, si va allegramente verso il tracollo e via.  

In questo ottobre in cui le opposizioni civiche, sociali, politiche, al nazionalrenzismo trionfante cercano di aggregare e presentarsirappresentarsi, si vedrà se c’è la capacità da parte di qualche leader, magari oggi ancora marginale, di saper costruire un’alternativa. Soprattutto di porsi come tale e saper proporre strade e prospettive.

Non facciamo nomi, ché quelli principali sono noti, a volte egregi. Ma insufficienti. E’ nel calore delle cose e dei conflitti che cresce la leadership. Nella capacità di fare, costruire. Rischiare senza essere velleitari. Ché, sennò, ci si tiene Matteo Renzi e la sua scintillante capacità di fare il frocio con il culo degli altri. Pratica nella quale in Italia si eccelle da sempre, via via portata a livelli di arte pura.

Sfioravamo negli scorsi giorni le parole che Alessandro Manzoni, amaramente, fa dire a Don Abbondio su se stesso: “Il coraggio, chi non ce l’ha non può darselo”. Ci sono momenti, e necessità, in cui invece il coraggio, chi non ce l’ha, può trovare il coraggio di darselo.  

 

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