giovedì, Ottobre 17

Chi sono gli Yazidi Il popolo che rischia di essere sterminato dall’ISIS sul monte Sinjar

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Erbil
– Il popolo curdo in questo momento è in lutto per il massacro perpetrato dai terroristi dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis). In queste ore è stata trovata una fossa comune con 200, forse 500 (secondo altre fonti) persone dentro. Testimoni oculari hanno riferito che molti di questa povera gente sepolta viva da parte dei terroristi, le donne rapite vengono vendute al mercato delle città sotto loro controllo. Mentre sul monte di Sinjar in oltre 15.000 rimangono in attesa che la comunità internazionale venga in loro aiuto.

Al centro delle violenze, una minoranza ben poco conosciuta in occidente, il popolo Yazidi.

Il Yazidi  (in curdo Ēzidī),  è la fede religiosa praticata dagli Yazidi,  un gruppo religioso di origine curda, costituito da circa 800.000  persone. Di cui 750.000 vivono nel Kurdistan dell’Iraq, nella zona di Shaykhān nei villaggi come (Shingal, Zumar e Bahshiq) ai piedi della montagna di Singiar (Gebel Singiār) a 160 km. circa a oriente della città di Mosul. Il Kurdistan  è la loro patria storica.

Vi sono, però, piccole comunità sparse per Siria (nel Gebel Simʿān, vicino Aleppo), in Turchia nella regione di Diyarbakır, Iran,  in Georgia,  nella regione di Tiblisi, e  in Armenia, a cui si aggiungono vari rifugiati in Europa, specialmente in Germania.

Gli yazidi venerano Melek Ṭāʾūs, un angelo dalle sembianze di un pavone. Il culto di Melek Ṭāʾūs sembra contenere elementi propri di mitraismo, mazdeismo, manicheismo, islam e giudaismo. Con tutta probabilità, esso deriva dall’antico culto pre-islamico proprio del popolo curdo. Intorno alla metà del XII secolo, il maestro Adi ibn Mustafa riformò la religione (ciò fa pensare dunque che il culto originario fosse in qualche misura diverso dall’attuale). I vari clan possono presentare alcune differenze nell’interpretazione dei testi sacri.

Accusati dall’ortodossia islamica di praticare culti eretici, essi sono stati duramente perseguitati dagli Ottomani e poi dal Governo turco, a causa della loro separatezza etnica, nel corso della storia. Secondo alcune tesi, lo Yazidismo sarebbe presente nel Vicino Oriente addirittura da più di 4.000 anni.

L’origine della religione degli yazidi è ormai generalmente considerata dagli studiosi come un complesso processo di sincretismo, in cui il sistema di credenze e le pratiche di una fede locale hanno avuto una profonda influenza sulla religiosità degli aderenti all’ordine dei sufi Adawiyya. Dopo la morte dello shaykh (sceicco) Adi ibn Mustafa, ci fu una deviazione delle iniziali norme islamiche dello yazidismo. Lo shaykh si stabilì nel santuario di Lalesh, nella regione di Shaykhān nel Kurdistan,  nei primi anni del XII secolo; egli  godeva di molta influenza e morì nel 1162. La sua tomba a Lalesh è oggetto di pellegrinaggio.

Non è la prima volta che il popolo Yazedi subisce il massacro, anche  nel 1892, rischiarono l’estinzione quando le truppe ottomane penetrarono nella valle di Lālish e passarono a fil di spada migliaia di abitanti.

Durante il regime di Saddam Hussein, gli yazidi vennero classificati come ‘arabi’, in modo tale da falsare gli equilibri etnici nella regione. Il regime comunque li emarginò e li discriminò socialmente e culturalmente.

Subito dopo la caduta di Ṣaddām, nel 2003, i curdi richiesero che gli yazidi fossero riconosciuti come facenti parte del popolo curdo a tutti gli effetti.

 

 

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